Api in diminuzione, troppo stress
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Lasciamo da parte per un attimo tutti gli articoli apparsi sui diversi giornali che parlano della moria delle api. Non vi siete accorti anche voi che questi simpatici insetti sono in pericolosa diminuzione? voglio dire mi ricordo che quando ero bambina e guardavo un prato di margherite ne vedevo ronzare a centinaia, adesso dieci, forse venti per prato. Il cambiamento climatico, ha stressato le api, e la loro popolazione sta calando drammaticamente. Adesso, parliamo di nuovo dei giornali.
Quello che vediamo coi nostri occhi lo conferma una ricerca effettuata dal bioclimatologo Umberto Solimene dell’Università degli Studi di Milano, che ha preso in esame la condizione climatica dal 1880 fino ad oggi. Qual’è il risultato dello studio? l’aumento della temperatura in questi 130 anni è stato di circa un grado e Solimene aggiunge «E’ evidente un restringimento della stagione invernale che ha innescato, per riflesso, un probabile allungarsi della finestra di attività delle api, ipotizzabile in 20-30 giorni di lavoro in più all’anno. Questo prefigura uno stress aggiuntivo a carico delle api che comprometterebbe la loro salute. Lo stesso sincronismo tra la fase della fioritura e la ripresa dell’attività di volo delle api dopo l’inverno potrebbe avere subito importanti sfasature». Il problema non è solo quello del calo della popolazione delle api, ma anche di quelle attività legate all’agricoltura per le quali gli insetti sono importanti impollinatori. Forse tra qualche anno non mangeremo più mele del tipo che ci piace, non potremo più vedere quel fiore o qualche tipo di uccello morirà perché determinate bacche non crescono più. E adesso sarebbe il momento adatto per agire.
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