Consumo di suolo, territori devastati
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Pubblichiamo di seguito parte dell’introduzione del dossier sul consumo di suolo redatto dal Wwf Italia.
Il concetto di “consumo del suolo può sembrare semplice ed intuitivo: è un’implicazione delle attività umane che riduce, in termini qualitativi e quantitativi, i “suoli, le aree libere o naturali e le trasforma. In questi termini, quindi, si può pensare che sia un’ovvia conseguenza delle attività dell’uomo, irrinunciabili ed inevitabili perché sono attività che l’uomo ha da sempre messo in atto per nutrirsi, abitare, spostarsi ad anche divertirsi. Si tratta, insomma, di una necessaria conseguenza della cosiddetta “civiltà del benessere”, dello stile di vita “moderno”. Quello che invece è sconosciuto ai più, è che il “benessere” umano può essere garantito solo se il “consumo del suolo” si mantiene entro certi limiti, e se consente di mantenere ecosistemi vitali e funzionali per il benessere nostro e del pianeta. Se non saremo in grado di invertite l’attuale tendenza, il consumo del suolo ed i numerosi effetti negativi ed irreversibili che ne derivano, saranno sempre più pesanti per la biodiversità e, quindi, per il benessere di tutte le forme viventi sulla terra, ad iniziare dall’uomo. In questo dossier il Wwf vuole fare un punto sull’attuale situazione in Italia ed offrire spunti di riflessione e proposte concrete, per invertire la tendenza di cementificazione, saturazione e distruzione del nostro territorio. Il territorio è una risorsa esauribile. Non c’è consapevolezza di questa semplicissima verità. Le tecniche costruttive hanno consentito di costruire dappertutto o quasi, pertanto oggi non si salvano più neppure i posti più impervi con l’aggravante di una presunzione infinita che porta a sfidare la natura anche oltre i limiti dell’esperienza consolidata e delle conoscenze. Basti riflettere a quanto si continua a costruire lungo i fiumi affidandosi sulla tenuta di muraglioni che, soprattutto oggi che i cambiamenti climatici hanno determinato picchi imprevedibili di precipitazioni, sono davvero una specie di scommessa col destino. (1/continua)