Lotta ai cambiamenti climatici
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La Commissione europea ha recentemente presentato un piano di azioni volte ad aumentare i finanziamenti internazionali destinati ai paesi in via di sviluppo nella lotta contro i cambiamenti climatici.
L’iniziativa è mirata in prospettiva al raggiungimento di un accordo a livello mondiale sui cambiamenti climatici nella conferenza delle Nazioni Unite sul clima, che si terrà a Copenaghen nel prossimo dicembre.
Entro il 2020 i paesi in via di sviluppo dovranno probabilmente affrontare costi annui dell’ordine di circa 100 miliardi di euro per ridurre le loro emissioni di gas a effetto serra e adattarsi alle conseguenze dei cambiamenti climatici.
La quota maggiore dei fondi necessari proverrà da fonti nazionali e dal mercato internazionale allargato del carbonio, ma è probabile che si dovrà ricorrere anche a finanziamenti pubblici internazionali per circa 22-50 miliardi di euro all’anno.
La Commissione propone che i paesi industrializzati e i paesi in via di sviluppo più progrediti sul piano economico contribuiscano a tale finanziamento pubblico in funzione della loro parte di responsabilità nelle emissioni e della loro capacità contributiva.
Ciò potrebbe significare un contributo dell’Unione Europea dell’ordine di circa 2-15 miliardi di euro all’anno entro il 2020, nell’ipotesi che a Copenaghen si raggiunga un accordo ambizioso.
I negoziati per l’elaborazione di un accordo internazionale sui cambiamenti climatici, che sostituirà il protocollo di Kyoto, dovrebbero concludersi in occasione della conferenza sul clima che si terrà a Copenaghen, dal 7 al 18 dicembre.
L’Ue preme per un accordo ambizioso e complessivo che permetta di evitare che il riscaldamento climatico raggiunga i livelli pericolosi – oltre 2°C al di sopra del livello preindustriale – previsti dalla comunità scientifica.
Sulla base delle migliori stime della Commissione e nell’ipotesi che sia raggiunto un accordo internazionale ambizioso, i paesi in via di sviluppo avranno bisogno di un finanziamento di circa 100 miliardi di euro all’anno entro il 2020 per ridurre le loro emissioni e adattarsi ai cambiamenti climatici.
Tre sono le principali fonti di finanziamento che dovrebbero permettere di soddisfare tale fabbisogno: le risorse nazionali pubbliche e private nei paesi in via di sviluppo potrebbero coprire tra il 20 e il 40%, il mercato internazionale del carbonio circa il 40%, mentre la parte rimanente dovrebbe essere sostenuta mediante finanziamenti pubblici internazionali.