Ecomafie, i dettagli dell’intesa Governo-Dna
Leggi tutti gli articoli di Fabio Lepre
Il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, hanno sottoscritto un protocollo di intesa tra ministero e Dna che rafforza il coordinamento e le attività investigative nella lotta alle ecomafie. Di durata triennale e rinnovabile al momento della sua “scadenza”, il protocollo d’intesa costituisce un primo importante passo alla lotta alla criminalità e vuole “ottimizzare” le azioni di lotta allo smaltimento illecito di rifiuti. In particolare, attraverso un costante “collegamento informativo” tra le istituzioni, verrà migliorato il coordinamento nell’attività di indagine e lo scambio di informazioni, con particolare riferimento alle ipotesi di reato. Il ministero trasmetterà alla Direzione nazionale antimafia con cadenza trimestrale, salvo casi urgenti, le notizie relative alle informative di reato ambientale. Diversamente la Dna, nel rispetto della normativa sul segreto investigativo e delle proprie competenze, comunicherà annualmente al ministero gli esiti della propria attività di coordinamento in tema di infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore della gestione dei rifiuti. Per portare avanti queste attività e facilitarne lo svolgimento verrà istituito un gruppo operativo, costituito da 12 persone. Di queste, tre saranno designate dalla Dna, tre dal ministero dell’Ambiente, una dall’Ispra, una dal comando dei carabinieri per la Tutela ambientale, e una ciascuno per polizia, guardia di finanza e guardia costiera. Le parti infine si impegnano a sostenere e promuovere iniziative di carattere formativo, educativo e culturale in ambiti scolastici, lavorativi, imprenditoriali, istituzionali al fine di promuovere e di diffondere il valore del rispetto dell’ambiente soprattutto attraverso il rispetto della legalità.