In ritardo un treno su tre

treno In Italia un treno pendolare ogni tre arriva in ritardo. A Milano succede ben più spesso, oltre un convoglio su due infatti tarda più di cinque minuti, ma a Roma le cose non vanno molto meglio e a tardare sono il 54% dei treni .
È questo il risultato di una indagine svolta da nell’ambito della campagna .
Su 1.216 treni monitorati nelle 13 stazioni di 11 città capoluogo di provincia, 430 (pari al 35 per cento del totale) hanno registrato un ritardo dai cinque minuti in su. 410 sono invece i convogli arrivati con un ritardo compreso tra uno e quattro minuti, mentre solo 374 treni (pari al 31% del totale) sono giunti in orario. Dopo Milano e Roma, nella poco onorevole classifica dei treni maggiormente in ritardo, troviamo la città di Palermo, con solo il 16 per cento dei treni monitorati in orario, seguita da Salerno, Torino e Messina. Chiude invece la classifica la stazione di Genova Principe con “solo” il 18 per cento dei treni in ritardo di più di cinque minuti ma ben il 44 per cento comunque fuori orario anche se entro i cinque minuti.
Il ritardo medio registrato è di 11 minuti anche se la media sale a 15 a Salerno e alla stazione di Genova Principe e a 16 a Messina. Più fortunati a Roma, Palermo, Bari e Torino, dove il ritardo medio ammonta a nove minuti
“I risultati del nostro monitoraggi – dichiara il responsabile trasporti di Edoardo Zanchini – mostrano l’urgenza di nuovi investimenti per il trasporto pendolare. Gran parte di questi ritardi infatti, sono causati dal sovraffollamento delle carrozze che causano l’accumulo di minuti persi ad ogni fermata per permettere il flusso in entrata e in uscita degli utenti. Servono anche binari dedicati ai treni nelle grandi città e nuovi convogli che permettano di aumentare le velocità potenziando il servizio. Ma per tutto ciò, evidentemente, è necessario spostare le priorità d’investimento dalla strada alla ferrovia e puntare sui nodi urbani. Ad oggi invece il 70 per cento dei finanziamenti della Legge Obiettivo è destinato a strade e autostrade, mentre solo il 30 per cento dovrebbe garantire lo sviluppo di Tav, ferrovie e metropolitane”.
“Bisogna guardare anche alla qualità dei servizi per i – aggiunge Lorenzo Frattini, Presidente di Emilia-Romagna – e quindi se Bologna si colloca tra le città con i ritardi più contenuti ciò non può che farci piacere. Dobbiamo però valutare anche altri elementi, come il comfort e la pulizia delle carrozze e delle stazioni, i tempi di percorrenza, la fruibilità dei parcheggi e l’intermodalità con gli altri mezzi di trasporto, come gli autobus e le biciclette. Migliorando la qualità del servizio e rendendo veramente competitivo l’uso del treno sarebbe possibile togliere migliaia di auto dalle strade rendendo le città più libere, sicure e respirabili”.

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