“Bomba ecologica” dal Val Basento al Parlamento
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“Prosegue l’attività di sindacato ispettivo sui siti di bonifica lucani di Elisabetta Zamparutti, deputata radicale eletta nelle liste del Pd”. La parlamentare ha presentato due interrogazioni sul Sito di bonifica di interesse nazionale della Val Basento, in Basilicata. E’ quanto ricorda Maurizio Bolognetti, membro della direzione nazionale Radicali italiani e segretario di Radicali lucani. “Le interrogazioni – fa presente Bolognetti – riguardano l’area della ex-Materit, azienda che produceva manufatti in amianto, e l’area Mythen. Dalla lettura del verbale dell’ultima conferenza di servizio decisoria sul Sin Val Basento, tenutasi a Roma il 22 dicembre 2008, emerge un dato sconcertante: a sei anni dall’istituzione del Sin della Val Basento, siamo ancora alle richieste di messa in sicurezza della falda. L’inchiesta dell’Associazione radicali lucani sui Sin della Val Basento e di Tito, in questi giorni si è ulteriormente arricchita con due nuovi video sull’Area Diaframmata e sulla Mythen spa. I video sono disponibili sul sito www.fainotizia.it
In attesa di poter conoscere le risposte dei ministeri interrogati dall’on. Zamparutti, ci chiediamo se il sindaco di Ferrandina sia pienamente consapevole dello stato di avanzato degrado del territorio che governa. Degrado che emerge prepotentemente, oltre che dai verbali ministeriali, anche dalle nostre video-inchieste. Il sindaco di Ferrandina, Ricchiuti, oltre a inviare affettuose lettere al dott. Paolo Scaroni (amministratore delegato dell’Eni), farebbe bene a preoccuparsi della situazione di devastazione ambientale del suo territorio. Gioverà segnalare al primo cittadino di Ferrandina, che sull’Area Diaframmata della Syndial pende una richiesta da parte della Ste finalizzata all’installazione, conduzione e gestione di un impianto per il trattamento di rifiuti liquidi non pericolosi”.
“Eppure – ricorda l’esponente radicale – il 22 dicembre 2008, il Ministero in relazione all’area Syndial invitava la società, che fu Enichem, ad attivare misure di messa in sicurezza della falda acquifera. Sembra incredibile, ma, a quanto pare, su un sito che è un’autentica bomba ecologica, ubicato in un territorio devastato da veleni di ogni tipo, qualcuno vorrebbe avviare un’attività per il trattamento di rifiuti. Ci chiediamo: non è arrivata, e non arriva, già abbastanza monnezza, legale e illegale, a Ferrandina e nell’intera Val Basento?”
“Suggeriamo al sindaco Ricchiuti – è l’invito conclusivo – di dare un’occhiata al sito www.rifiuticonnection.it. Troverà notizie di sicuro interesse, e magari potrà trarre ispirazione per rivolgere qualche domanda all’ing. Francesco Leone della Syndial Spa”.