Terremoto in Abruzzo, la proposta
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Un decreto-legge speciale sul centro storico dell’Aquila. Italia Nostra ha voluto, nella fase di prima emergenza, concentrare il suo sforzo nel salvataggio dell’Archivio di Stato.
“La legge speciale – spiega l’associazione – permette di puntare da subito sulla cooperazione, sul coordinamento e sul rigore che solo lo studio attento degli edifici e del complesso urbano possono offrire; e un approccio coordinato e integrato degli interventi, che possa partire da un’adeguata considerazione degli studi disponibili. Dunque la legge speciale può produrre un quadro di metodo complessivo. Poiché non può essere garante adeguato a questo il solo regime di gestione commissariale, tanto più che i tempi di intervento saranno comunque lunghissimi e le risorse necessarie saranno difficili da reperire.
La legge speciale potrebbe ridurre sprechi di tempo, professionalità e risorse finanziarie.
La legge speciale serve a proporre un accostamento delle competenze legislative e regolamentari proprie di differenti livelli di governo, nazionale e locale. Servirà subito a rimettere in dialogo il ministero per i Beni Culturali e il commissario, ma anche gli uffici urbanistica del Comune e della Regione.
La legge speciale è lo strumento adeguato a vincolare gli interventi alla cooperazione interistituzionale a partire dalla condivisione effettiva ed efficace degli strumenti di conoscenza e documentazione. Le norme attuali non prevedono reali possibilità di coordinamento (dagli studi, alla tutela, all’innovazione).
Non bastano i poteri speciali dell’emergenza, non bastano i provvedimenti dell’urbanistica, non bastano i poteri autoritativi della tutela. E neppure basta la lotta, difficile, alla mafia. La legge speciale apre un nuovo sistema di relazioni istituzionali, per leggere di nuovo valori e potenzialità del territorio e, partendo da qui, eliminare l’assistenzialismo (ove si annida la mafia e si isterilisce la tutela), e programmare lo sviluppo mettendo al centro l’economia della conoscenza e l’internazionalizzazione, dunque l’Università e le imprese che fanno ricerca, a partire dal restauro dei centri storici.
La legge speciale serve a produrre un piano organico, unitario e affidabile, di restauro monumentale e urbano, che consenta anche ai Paesi stranieri di capire bene su cosa e come intervenire, a partire dalla piena disponibilità – sia detto ancora una volta – di un organico sistema delle conoscenze.
La legge speciale può anche proporre condizioni speciali per coloro che sceglieranno di ritornare a vivere e lavorare nel centro storico. Come dopo la divisione delle due Germanie fu fatto a Berlino per evitarne lo spopolamento: incentivi ai giovani e alle istituzioni di ricerca, ai commercianti e ai professionisti, alle aziende capaci di fare dell’Aquila una città dell’innovazione.
Con quali soldi finanziare questa legge speciale? La proposta di Italia Nostra è di destinare ai centri storici dell’aquilano le risorse previste per il ponte di Messina. Ma poi occorre impegnarsi a sviluppare le risorse umane e le competenze locali con azioni di aggiornamento e supporto per gli uffici statali e regionali preposti alla tutela del paesaggio e di tutte le tipologie di beni culturali”.