La nave dei veleni, l’avvocato Mills e Sua Maestà

jolly-rosso No grazie. E’ quanto avrebbe risposto il Governo italiano all’offerta del ministero della Difesa della Gran Bretagna di ispezionare quel tratto di fondale in cui è stato ritrovato un relitto della prima guerra mondiale al largo di Cetraro. Al posto di quel catorcio, secondo il pentito della ‘ndrangheta Francesco Fonti, ci sarebbe dovuta essere la Cunski, una delle tante navi dei veleni ingoiate dal Mediterraneo.
Il Governo italiano non avrebbe avuto alcun dubbio: lì sotto non c’è nulla di pericoloso, figurarsi di radioattivo. La Mare Oceano, la nave che sarebbe di proprietà della famiglia Attanasio responsabile delle ricerche, ha scrutato, ispezionato e emesso la sentenza: si può andare via senza perdere altro tempo. Eppure del caso – assicura Greenpeace, da tempo sulle tracce delle navi dei veleni – pare che sia interessato anche il Governo di sua Maestà. Perché questa attenzione? La risposta non è nota, ma pare che i gentili sforzi (umani ed economici) siano stati altrettanto gentilmente restituiti al mittente nonostante le ricerche sottomarine siano state proposte a un prezzo inferiore rispetto a quelle della Mare Oceano. E allora perché l’offerta britannica sarebbe stata rifiutata? La risposta non è nota così come non sono conosciuti i presunti termini di contratto dello Stato italiano con la famiglia Attanasio. Già, ma chi è la famiglia Attanasio. L’associazione ambientalista ricorda un presunto collegamento con David Mills, l’avvocato, inglese anche lui, noto per il coinvolgimento in un processo a Silvio Berlusconi per corruzione, conclusosi con la condanna civile al risarcimento di 250mila euro di danni allo Stato e con la prescrizione del reato. E’ un collegamento casuale? La risposta non è nota.

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One Response to “La nave dei veleni, l’avvocato Mills e Sua Maestà”

  1. 1
    Nave dei veleni, arrivano le smentite - Eco Diario Says:

    [...] destituito da qualsivoglia fondamento ogni collegamento”. Il ministero dell’Ambiente rigetta la ricostruzione dei fatti di Greenpeace secondo cui esistono “profondi dubbi” sulle operazioni per fare luce sul presunto ritrovamento [...]

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