Abitare

Albergo diffuso, questi i requisiti

albergo diffuso Quella dell’albergo diffuso è una formula nuova con cui gli ospiti possono vivere lo stile di vita di un luogo con attenzione alla sostenibilità, ai prodotti locali e alla valorizzazione del territorio.
Ma quali sono i requisiti? Eccoli, li indica la stessa associazione:
“Struttura ricettiva gestita in forma imprenditoriale, struttura ricettiva alberghiera gestita in forma professionale, presenza di locali adibiti a spazi comuni per gli ospiti (ricevimento, sale comuni, bar, punto ristoro), distanza ragionevole degli stabili (massimo 200 metri tra le unità abitative e la struttura con i servizi di accoglienza), presenza di una comunità viva, integrazione con la realtà sociale e la cultura locale, identità definita e uniforme della struttura; omogeneità dei servizi offerti, stile gestionale integrato nel territorio e nella sua cultura”.

Sette tutto verde

magazine 7 Un intero numero dedicato al vivere verde. E’ quanto propone questa settimana Sette, il magazine del Corriere della Sera diretto da Giuseppe Di Piazza. “Quanto aiuto – si legge sulla copertina – possiamo dare al pianeta? Tanto, se ci comportiamo nei modi giusti. Scopriamo quali, in 164 pagine dedicate al bene più grande: il nostro futuro”. All’interno del numero speciale sono presenti, tra l’altro, articoli su auto e moto, stili di vita, scienza e ghiacci, Europa pulita, moda. E poi c’è anche una intervista al ministro dell’Ambiente . Cosa dice? “Abiterei accanto a una centrale”. Sulla copertina, infine, a farla da padrone è , prima ballerina dell’Opera di Parigi.

Rapporto ambientale di FederlegnoArredo, “cresce l’occupazione”

Il Rapporto Ambientale assume “ancora più importanza in vista dei nuovi accordi sul clima che saranno discussi a dicembre a Copenaghen e dove fondamentale è porre l’attenzione anche sul ruolo che i prodotti in legno hanno nello stoccare carbonio per tutto il ciclo di . Questo sarebbe un ulteriore e decisivo passo per la diffusione del legno che oggi, proprio per le sue peculiarità, è al centro delle attenzioni di progettisti e costruttori. Inoltre, in molti paesi industrializzati, l’utilizzo del legno al posto di altri materiali è considerato strumento importante per le politiche di mitigazione dei cambiamenti climatici proprio per lo stock di carbonio in esso contenuto. Il secondo rapporto è dunque strumento prezioso per le istituzioni italiane per decidere in merito. Le performance fotografate dal Rapporto derivano da un processo continuo di innovazione e investimenti in prodotti, processi e macchinari”. Dai dati emerge infatti che i soli investimenti ambientali in impianti e macchinari superano 31 milioni di euro. “Indicativo che, in un anno difficile come il 2008 – sottolinea Enrica Foppa Pedretti, presidente della Commissione Ambiente – molte aziende si siano comunque orientate verso produzioni più sostenibili per essere più appetibili nei confronti dei consumatori e per soddisfare le esigenze specifiche dei mercati internazionali. C’è infatti piena consapevolezza nelle aziende che il momento delicato che attraversiamo rende indispensabile concentrarsi su quelle che sono le vere priorità, quei temi che possono rappresentare una svolta per il rilancio della competitività delle nostre imprese e della nostra economia”. I dati presentati sono il risultato dell’elaborazione di un questionario compilato da un campione di 75 aziende che rappresentano un fatturato di due miliardi 344 milioni di euro e più di 10mila addetti. (2/fine)

Rapporto ambientale di FederlegnoArredo, “più ecologia”

ha presentato il secondo Rapporto Ambientale, realizzato dall’Ufficio Ambiente della Federazione a sottolineare la centralità della sostenibilità ambientale nella filiera del legno-arredamento. E’ un’analisi qualitativa e quantitativa dei dati pluriennali relativi ai principali indicatori ambientali determinati dai sistemi produttivi di filiera quali riciclo, , consumi energetici. Emerge un deciso aumento nell’uso di materie prime con caratteristiche ecologiche (18,32% del totale, +59% rispetto al 2005, primo anno di indagine). Inoltre risulta fondamentale il contributo energetico derivante dall’utilizzo di scarti di produzione, che nel quadriennio in oggetto di indagine non è mai sceso al di sotto del 20% che fornisce un contributo al fabbisogno energetico quasi pari a quello di metano e gas naturale. “La seconda edizione del Rapporto Ambientale – sottolinea Rosario Messina, presidente di – testimonia l’impegno della Federazione ad affiancare le imprese del settore verso la sostenibilità ambientale. Alla tradizionale qualità produttiva è infatti strategico e vitale affiancare prestazioni ambientali in linea con le aspettative odierne. Ritengo infatti che la ripresa passi attraverso le eccellenze ambientali, che la filiera del legno per sua natura già può vantare, supportate da un’innovazione tecnologica attenta ai temi legati all’ambiente”. (1/continua)

Arrivano i finanziamenti verdi

Banca Sella ha lanciato ‘‘Sella Ambiente’’ una linea di finanziamenti ‘‘verdi’’ per le famiglie che vogliono usufruire degli incentivi statali sul risparmio energetico e la tutela dell’ambiente e che vogliono cambiare l’auto o i vecchi elettrodomestici, o che stanno progettando interventi nella propria abitazione per ridurre i consumi energetici e quindi l’inquinamento. Sella Ambiente comprende quattro prodotti: , finanziamento per l’acquisto di un’autovettura euro 4 o euro 5 o di ciclomotori o motocicli di categoria euro 3 o superiore; elettrodomestici a basso consumo energetico, finanziamento per l’acquisto di elettrodomestici di classe A+ o superiori; risparmio energetico: finanziamento per interventi finalizzati al risparmio energetico, come sostituzione vecchie caldaie, installazione impianti solari; impianto fotovoltaico, finanziamento finalizzato all’installazione di impianti fotovoltaici ad uso privato per la produzione di energia elettrica.

La protesta dei terremotati: “Yes We Camp”

L’avevamo già detto poche settimane fa. Il terremoto in Abruzzo offre tre occasioni da non lasciarsi sfuggire: il rispetto delle norme antisisma; la ricostruzione della città secondo i canoni della tutela del territorio e del risparmio energetico; la punizione di chi fabbrica case scadenti e cadenti. Qualcuno sembra averci ascoltato. “Yes we camp”, infatti, è la grande scritta che questa mattina è comparsa sulla collina di Roio dell’Aquila, che sovrasta l’intera città ma anche la caserma della Guardia di finanza di Coppito, dove oggi è cominciato il vertice G8. Una scritta che cinquanta attivisti dei comitati cittadini hanno realizzato con grandi lettere in plastica. E che è visibile per tutti coloro che arrivano dall’autostrada A24 (Roma-L’Aquila), ma anche per chi giunge in elicottero o in aereo all’aeroporto dei Parchi, ossia i Grandi della terra che oggi sono nel capoluogo abruzzese devastato dal terremoto del sei aprile scorso. Un’anticipazione della protesta c’era stata stamane nel centro commerciale l’Aquilone, dove cinque attivisti dei comitati cittadini avevano provato a esporre uno striscione con la stessa scritta. C’è stato qualche tentativo delle forze dell’ordine di farli desistere, ma i manifestanti non hanno mollato e lo striscione è stato esposto alla vista dei giornalisti che proprio qui si imbarcano sulle navette per raggiungere la caserma del G8.

Le zanzare si combattono con i pipistrelli

Il Comune di , sulla scia di altre realtà italiane, installa a Corviale 25 , ossia case per i chirotteri () che mangiano duemila insetti a notte. L’idea è dell’Ater, l’istituto che in città gestisce migliaia di case popolari. Ogni piccolo mammifero, infatti, può cibarsi di duemila insetti per notte e quindi essere un regolatore naturale contro l’invadenza delle , particolarmente aggressive nel periodo primaverile-estivo. Le sono state installate sugli alberi nei pressi degli . “L’intenzione dell’Azienda – ha precisato il presidente dell’Ater – è quella di coinvolgere nell’iniziativa, dopo l’esperimento-pilota di Corviale, via via tutti gli stabili che insistono sulle nostre proprietà, compatibilmente con le caratteristiche strutturali del territorio, perché crediamo fermamente in questo progetto che permette di conciliare le esigenze degli utenti con la tutela e il rispetto dell’ambiente”.

In casa piante che purificano l’aria

file6111244120124 Eh si a ci sentiamo al sicuro ma dobbiamo sapere che anche le nostre abitazioni sono piene di , spesso causa di allergie: formaldeide, xilene, toluene, benzene, ammoniaca…oggetti come mobili, tappeti e tessuti, essendo realizzati con materiali e collanti rilasciano sostanze inquinanti, inoltre il gas delle cucine e delle caldaie, i detergenti, i solventi, il fumo di sigaretta sono costantemente presenti nelle stanze dove viviamo. La formaldeide e il benzene sono prodotti dal fumo di sigaretta, dal gas dei fornelli, dai sacchetti di plastica, dagli abiti di tintoria, da smalti e vernici, da stoffe e tendaggi.
Lo xilene e il toluene vengono prodotti dagli schermi del computer, da fotocopiatrici, da adesivi.
L’ammoniaca in eccesso può provenire dai detersivi.
Come rimediare a questa situazione? Teniamo in tante piante queste purificano l’aria che respiriamo. Alcune specie più di altre svolgono questa funzione e sono adatte ad eliminare le .
* il ficus depura l’aria dal fumo, dalla trielina che si trova negli inchiostri, negli adesivi, negli smalti e nei coloranti e assorbe gli odori sgradevoli
* la felce di Boston rimuove la formaldeide, tossina emessa dai sacchetti di plastica, dai fornelli a gas, dagli abiti di tintoria, da stoffe e tendaggi
* la dracena ci difende dal fumo di sigaretta e dal monossido di carbonio
* il cactus e la tillanza attenuano gli effetti delle radiazioni emesse dalla televisione e dagli schermi dei computer
* l’anturium assorbe l’odore fortemente irritante dell’ammoniaca
* l’orchidea rimuove dall’aria lo xilene, sostanza emanata dai pannelli di truciolato e di cartone, dalle vernici, dalle fotocopiatrici.
* la chamaedorea elegans assorbe 6 microgrammi/ora di ammoniaca, ideale per assorbire l’ammoniaca contenuta nei detersivi.
* lo spatifillo ha capacità di depurazione ambientale notevolissime. Rimuove 19 microgrammi/ora di acetone, 13 microgrammi di metanolo, 7 di benzene, 5 di ammoniaca e 3 di formaldeide.
Inoltre dobbiamo considerare che a volte possiamo fare a meno dei detersivi, ci sono delle sostanze presenti in natura che possono benissimo sostituire i prodotti di sintesi. Seguitemi nei prossimi articoli vi darò qualche dritta.

Il terremoto dell’Abruzzo, tre occasioni da non perdere

Abitazioni crollate La strage dell’Abruzzo si trasformerà in una lezione di educazione ambientale? La ragione ci suggerisce di sì, l’esperienza di no. Ci riferiamo innanzitutto al rispetto delle norme antisisma, troppe volte sottovalutate e calpestate. Quindi all’occasione di far rinascere una città secondo i canoni della tutela del territorio e del risparmio energetico: un’opportunità per passare dalle lacrime agli applausi. E infine alla perseguibilità incessante di chi costruisce case scadenti e cadenti. Chi sbaglia e uccide dovrebbe sentire la giustizia alle calcagna.

“Casetta Texana” e l’impronta ecologica è dimezzata

L’ di questa casa di costruzione texana è mostrare cosa si può fare utilizzando il di costruzione di salvataggio: come ci spiegano nell’introduzione i proprietari questo significa che i loro edifici sono costruito al 99 per 100 utilizzando le risorse già disponibili. Ovvero riutilizzando porte, pavimenti, , legname e vetro col desiderio di qualcosa che duri diverse generazioni. Tiny Texas Houses è stato creato per mostrare che si può ridimensionare la nostra , semplificare la nostra , e vivere in una casa ad alta efficienza energetica senza invadere troppo spazio. Un po’ lontano ancora per servirsene, ma io la trovo una splendida idea e voi?