Ambiente naturale

Il rischio idrogeologico in Italia

frane Bastano poche piogge per provocare una tragedia. Il nostro Paese paga un altissimo prezzo per le devastazioni del territorio con enormi e incontrollate colate di cemento. Lo scorso anno la tragedia per il maltempo si è avuta a Cagliari, quest’anno Messina, poi Ischia, numerose parti del territorio italiano hanno conosciuto nel tempo gli effetti della cattiva gestione del suolo. Ma quel che è più grave, è che arrivano pochi positivi segnali di cambiamento. Eppure aspettare è rischioso. È necessaria una forte assunzione di responsabilità e una chiara volontà politica per cambiare indirizzo. La pianificazione del territorio è in molti casi da ripensare e modificare in nome dell’equilibrio idrogeologico, della sicurezza e della sostenibilità, e dell’unica, urgente e necessaria grande opera pubblica: la messa in sicurezza del territorio. Se n’è discusso martedì 16 marzo con Anci e . Le due associazioni hanno presentato il “Patto per il Tevere” ovvero proposte e azioni per la riduzione del rischio idrogeologico e una nuova gestione dei territori.

Volontari per un giorno

lecciona Tutti alla Riserva naturale della Lecciona per una giornata di volontariato ambientale. L’appuntamento è per domenica 21 marzo. “Ci occuperemo – spiega Versilia – di piantare dei pali con dei cartelli che l’ ci ha affidato, in sostituzione di quelli deteriorati dalle intemperie o danneggiati e asportati dall’uomo. Inoltre, ricopriremo di sabbia le fascinate in legno spiaggiato che nei giorni passati avevamo realizzato, in modo da facilitare e accelerare la formazione delle nuove dune. Qualora fossimo in un discreto numero di persone procederemo anche alla costruzione di altre fascinate”. Appuntamento alle ore 10 alla sbarra in fondo a Viale Europa, in Darsena, a Viareggio, all’ingresso della Riserva naturale.

Ambiente e salute nella Paneuropa

foreste I ministri dell’Ambiente e della Salute di 53 paesi dell’Europa e dell’Asia Centrale (i 27 dell’Unione europea, Russia, Ucraina, Turchia, Kazakistan, i paesi balcanici, i paesi caucasici, i paesi dell’Asia centrale), la Commissione europea e l’Agenzia europea dell’ambiente, i vertici dell’Organizzazione mondiale della sanità, della Commissione delle Nazioni unite per l’Europa (Unece), del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep), dell’Organizzazione per la cooperazione economica e sociale (Ocse), si riuniscono da oggi a venerdì a Parma in occasione della quinta conferenza paneuropea “Ambiente e Salute”. Alla Conferenza partecipano anche, come osservatori, Canada, Giappone e Usa.
La Conferenza discute, sulla base delle conoscenze attuali, le politiche e le misure da adottare per la protezione della salute dei bambini e delle nuove generazioni a fronte dei rischi ambientali globali e regionali; la prevenzione dei rischi e delle malattie causate da fattori ambientali, dai cambiamenti climatici, e dalle diseguaglianze socioeconomiche e di genere; la promozione di programmi e di “buone pratiche” comuni attraverso la cooperazione tra i paesi dell’Europa e dell’Asia centrale con il supporto della Oms, dell’Agenzia Europea per l’Ambiente e del settore privato; la creazione di una rete paneuropea di comitati nazionali ambiente e salute in grado di assicurare l’integrazione delle politiche e dei programmi per affrontare in modo efficace le sfide ambientali regionali e globali che minacciano la salute e il benessere

Terra Futura, gli eventi speciali

foreste La Borsa delle imprese responsabili-Green Business Meeting
Seconda edizione dell’iniziativa che favorisce nuove opportunità di green&social business per tutti gli attori del sistema (pubblico, privato eticamente orientato e non profit) nell’ambito della sostenibilità e dell’economia responsabile. Per tutti i partecipanti concrete possibilità di relazioni e business, attraverso incontri one-to-one e workshop tecnici.
Terra Futura per la scuola
Servizi e strumenti informativi per orientare docenti e studenti tra le proposte didattiche e i progetti educativi presentati in manifestazione: un progetto – giunto alla terza edizione – pensato per coinvolgere e sensibilizzare educatori, insegnanti, formatori, giovani e giovanissimi attraverso laboratori, momenti di orientamento e formazione, workshop, mostre, animazioni e spettacoli.
Premio architettura e sostenibilità
Quinta edizione del premio annuale sull’architettura sostenibile, promosso da Terra Futura ed Ecoaction-Cultura & Progetti Sostenibili in collaborazione con importanti atenei italiani. Il concorso premia nella categoria “Studio, Ricerca e Innovazione” le tesi di laurea e di dottorato di ricerca e nella categoria “Tradizione e Sviluppo sociale” le buone pratiche di amministrazioni pubbliche.
Terra Futura International
Terra Futura International guida i visitatori nel panorama di progetti, reti, eventi, politiche, normative, inerenti allo sviluppo sostenibile a livello internazionale. Un punto informativo in manifestazione accoglie le delegazioni italiane e straniere in visita, offrendo un servizio di orientamento e materiali in lingua e promuovendo gli eventi internazionali di riferimento sui temi della sostenibilità.

Terra Futura, i dettagli

specie invasive Terra Futura è un evento “green” perché segue un percorso di sostenibilità, ogni anno ricco di soluzioni ecocompatibili. Rispondono a questa logica le azioni e le scelte effettuate, a partire dalla selezione dei fornitori (carta certificata FSC, ristorazione equosolidale e biologica, stoviglie biodegradabili, gadget ecocompatibili, raccolta differenziata, mezzi i trasporto sostenibili, azzeramento delle emissioni di CO2, ecc.). La manifestazione vuole coinvolgere sempre più anche espositori e visitatori, offendo loro indicazioni e suggerimenti per mettere in atto percorsi di sostenibilità.
Le 13 sezioni espositive:
Abitare Naturale: edilizia sostenibile, prodotti e tecnologie costruttive a basso impatto ambientale.
Azioni Globali&Welfare: intercultura, pace, diritti umani, volontariato, sussidiarietà, welfare partecipativo,campagne di sensibilizzazione, finanza etica e cooperazione internazionale.
Bio Cibo&Cose: agricoltura biologica e biodinamica, prodotti ecologici e tessile naturale.
Comunicare la Sostenibilità: media, editoria e comunicazione.
Eco-Idea-Mobility: mobilità sostenibile.
: commercio equo e solidale.
Itinerari Educativi per la Sostenibilità: educazione, orientamento, formazione e ricerca.
NuovEnergie: energie rinnovabili, risparmio energetico ed ecoefficienza.
Reti del buon governo: reti associative pubbliche e istituzioni.
Salute+Benessere: prevenzione e medicine non convenzionali.
Terra dei Piccoli: progetti, prodotti e servizi per bambini e genitori.
Turismo Eco&Responsabile: viaggi e vacanze sostenibili.
TutelAmbiente: tutela dell’ambiente e della biodiversità, riciclo e riuso.

Ogm, 6 su 27 dicono sì

federlegno-02 Sono sei su 27 i Paesi europei dove si coltivano Organismi geneticamente modificati. Lo dice la Coldiretti facendo anche nomi e cognomi. Nella Repubblica Ceca, secondo l’analisi dell’associazione dei coltivatori diretti, sono stati 6.480 con un calo rispetto al 2008 del 23 per cento, in Romania 3.245 ettari (-47 per cento), in Slovacchia 875 ettari (-55 per cento), in Portogallo 5.093 ettari (+ 5 per cento), in Spagna 76.057 ettari (-4 per cento) e in Polonia tremila ettari per un totale di 94.750 ettari coltivati con in Europa. “Il modello produttivo – spiega Sergio Marini, presidente Coldiretti – cui è orientato l’impiego è il grande nemico della tipicità e della biodiversità e il grande alleato dell’omologazione, che è il vero nemico dell’agroalimentare italiano e per questo siamo contrari”.

Così frana l’Italia/5

alluvione Questi gli ultimi 4 temi proposti da


In Italia ci sono circa 6mila attive e oltre 10mila abbandonate. Sono pari a circa 142milioni di metri cubi i materiali estratti ogni anno tra inerti, sabbia, ghiaia. Puglia, Lombardia e Lazio da sole raggiungono il 50% del totale estratto. La normativa nazionale al riguardo risale al 1927, e in larga parte delle Regioni la situazione è del tutto inadeguata per un attività che ha un fortissimo impatto sull’ambiente e il paesaggio. Pochissime regioni escludono le aree ambientalmente sensibili dall’attività e in metà addirittura mancano (Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) o sono incompleti i Piani delle attività estrattive, con sommo gaudio delle organizzazioni criminali dedite all’ecomafia. A fronte degli esorbitanti guadagni realizzati da chi cava, i canoni di concessione sono drammaticamente irrisori. Il totale nazionale per regioni non arriva nemmeno a 53 milioni di euro rispetto al miliardo e 735 milioni di euro l’anno ricavato dai cavatori.
La sfida consiste nel completare il quadro delle regole e aumentare il controllo, adeguando i canoni di concessione ai modelli europei: con canoni di concessione pari a quelli inglesi (20% del prezzo di vendita), per esempio, si avrebbero nuove entrate per 570milioni di euro ogni anno. E puntare al recupero degli inerti attraverso la creazione di filiere virtuose gestite dalla stesse imprese edili.

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Torna la Rassegna del mare

mare-2 Dal 6 al 9 maggio, presso il Teatro Civico di Alghero e presso l’Hotel Carlos V, si terrà la XXI Rassegna del Mare, la manifestazione annuale più rilevante dell’Associazione ecologico-scientifica Mareamico, realizzata con il sostegno del ministero dell’Ambiente, del ministero per le Politiche Agricole e Forestali, della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Alghero.
La Rassegna del mare da oltre 20 anni riunisce in varie località italiane, i vertici della politica e della ricerca scientifica sul mare, per fare il punto sulla sua tutela e valorizzazione, ma, soprattutto, per lanciare iniziative di cooperazione tra Stati, università, associazioni e Ong.
“La scelta della Sardegna non è casuale, la sua posizione geografica può e deve vederla diventare sempre di più protagonista di una politica nuova ed incisiva sul mediterraneo, inteso come grande patrimonio della biodiversità, riserva di vita e fattore di sviluppo economico ed occupazionale – ha dichiarato il presidente di Mareamico Roberto Tortoli -.Vi sono in vista grandi novità, in particolare processi di decentramento decisionale ed operativo, nonché lo svilupparsi di nuove iniziative ed opportunità a livello europeo, con particolare riguardo al sistema di relazioni transfrontaliere fra la Regione Sardegna e la Catalogna”.
L’Associazione Mareamico si occupa, a livello scientifico, dei temi connessi al mare, al turismo, alla pesca, alla nautica, promuovendo iniziative transnazionali con i Paesi del Mediterraneo e promuovendo intese internazionali per la tutela del mare e delle aree di particolare interesse naturalistico.

La giornata dell’acquacoltura biologica italiana

acquacoltura L’ italiana protagonista al Biofach di Norimberga, con una giornata monotematica in programma giovedì 18 febbraio, organizzata dal ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali in collaborazione con Icea, Istituto certificazione etica e ambientale.
L’acquacoltura può essere considerata come una delle attività di produzione alimentare a più alto tasso di crescita a livello mondiale. Viceversa, quasi ovunque, il superamento dei limiti sostenibili delle catture in mare ha reso stazionari i livelli di produzione della pesca. Secondo le ultime statistiche pubblicate dalla Fao (2007), la produzione mondiale della pesca, stimata pari a circa 90 milioni di tonnellate, è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi dieci anni. La produzione dell’acquacoltura, stimata intorno a 65 milioni di tonnellate, non ha invece mai smesso di crescere, sin dai primi anni ’50, ed è ragionevole ipotizzare che raggiungerà i livelli di produzione della pesca nel prossimo decennio. (foto by nauticexpo.it)

Alla ricerca della sicurezza in montagna

montagne Il Consiglio dei ministri del 10 febbraio ha approvato su proposta del ministro per il Turismo, Michela Vittoria Brambilla, uno schema di disegno di legge-quadro che riordina la materia delle professioni legate al turismo montano, sia definendone profili e ambito operativo sia individuando i principi fondamentali a cui le Regioni dovranno attenersi per la disciplina di loro competenza. E’ lo stesso Palazzo Chigi a informare sulle modifiche in corso. In considerazione della tendenziale pericolosità che le caratterizza, dell’alto tecnicismo, nonché della conseguente elevata professionalità richiesta, le professioni legate al turismo montano (accompagnatore di media montagna, guida alpina vulcanologica e , guida alpina speleologica e guida speleologica, aggiunte le nuove figure di maestro d’arrampicata e di ) richiedono abilitazione, percorsi formativi adeguati e codici deontologici. Fornire un quadro omogeneo ed esaustivo a questo settore è l’obiettivo dello schema di disegno di legge, che verrà trasmesso per il parere alla Conferenza Stato-Regioni.