Animali

I cetacei del Tirreno meridionale

mare-2 E’ partito il monitoraggio di cetacei lungo i circa 700 chilometri della rotta dell’autostrada del mare da Catania a Civitavecchia. Ricercatori dell’associazione Ketos e dell’Università di Catania stanno esplorando una delle regioni marine meno conosciute in Italia. Scopo principale della campagna di monitoraggio è di incrementare le conoscenze delle popolazioni di cetacei del mari dell’Italia meridionale. Molte specie di cetacei che vivono nei nostri mari sono protette da leggi nazionali o accordi internazionali. Queste normative richiedono informazioni e programmi di monitoraggio anche al fine di attivare azioni specifiche di tutela e conservazione.
Il gruppo di ricerca entra così nel network Italiano di monitoraggio coordinato dall’Ispra. Dal 2007, infatti, il dipartimento Difesa della natura ha attivato un network con una rete di enti per realizzare un progetto di monitoraggio dei cetacei in simultanea e su larga scala che copre a oggi i mari che vanno dal Tirreno al Mar Ligure occidentale. I diversi gruppi di ricerca, che sono responsabili per una o più tratte, sono: Università di Genova e Fondazione Cima per la Savona-Bastia e Nizza-Calvi; Università di Pisa per la Livorno-Bastia; -Cariciv, Università La Sapienza di Roma per la Civitavecchia-Golfo Aranci. La rete in Italia è destinata ad ampliarsi e parteciperà al network europeo condividendo metodologia e dati raccolti.

Protette le Bocche di Bonifacio

bocche-di-bonifacio Divieto di transito per le navi che trasportano carichi pericolosi nelle Bocche di Bonifacio. E’ l’accordo stipulato dai ministeri dell’Ambiente italiano e francese. “È una vittoria per il mare e per la nostra campagna!”, esclamano da .
La cerimonia per la firma è avvenuta nel porto di Palau, alla presenza di autorità locali e rappresentanti dell’associazione ambientalista. Proprio in questa zona di mare quasi un anno fa, infatti, sulla Rainbow Warrior con i sindaci della sponda sarda e corsa, aveva lanciato un appello ai ministri per proteggere questo tratto di mare.
Purtroppo, la storia insegna che non sempre la firma di un accordo è sufficiente. L’accordo firmato da Francia e Italia nel 1999 per la creazione del “Pelagos”, all’interno del quale si trovano le Bocche di Bonifacio, è famoso – ricorda sempre – per non aver portato a nessuna reale protezione dell’area.

Le balene non sono in vendita

balene Una balena gigante è apparsa sulla scalinata di Piazza di Spagna, nel cuore di Roma con il messaggio “Le balene non sono in vendita”. I Paesi balenieri – con promesse di soldi e corruzione, fa sapere – stanno cercando di raggiungere la maggioranza alla 62esima riunione della Commissione baleniera internazionale (Iwc), che è iniziato ad Agadir, in Marocco.
Nei prossimi cinque giorni ad Agadir i governi di tutto il mondo dovranno decidere del futuro delle balene: sul tavolo c’è una proposta che rischia di compromettere la moratoria alla caccia baleniera in vigore da ventiquattro anni. “Rischiamo di veder legittimata la caccia di Giappone, Norvegia e Islanda”, spiega l’associazione ambientalista.
“La credibilità dell’Iwc – prosegue – è in crisi nera! Una recente inchiesta del Sunday Times ha rivelato ciò che noi sospettiamo da tempo: il voto di Paesi più poveri è spesso pilotato dal versamento di somme di denaro concesse da Paesi, come il Giappone, che vogliono la riapertura della caccia commerciale alle balene”.

Massacro legalizzato?

La caccia alle balene sarebbe poco redditizia

La caccia alle balene sarebbe poco redditizia

“Proprio in queste ore ad Agadir in Marocco si sta concludendo la 62esima riunione della Commissione baleniera internazionale (Iwc). Le balene non sono in vendita. È il messaggio che abbiamo inviato ai membri dell’IWC, piazzando qualche giorno fa una balena gigante sulla scalinata di Piazza di Spagna, in centro a Roma. Perché con promesse di soldi e corruzione i paesi balenieri cercano ogni anno di raggiungere la maggioranza”. E’ quanto afferma Giorgia Monti, responsabile Campagna Mare di Italia.
“Purtroppo – fa presente l’esponente di – sembra che ancora una volta non si sia raggiunto alcun tipo di accordo per proteggere le balene. Un’altra riunione fatta di sole chiacchiere, mentre il prossimo anno ancora una volta Giappone, Norvegia e Islanda ne massacreranno migliaia di esemplari. I governi riuniti ad Agadir dovrebbero vergognarsi di essersi ritirati a discutere a porte chiuse per nascondere le loro discussioni sterili che non hanno permesso di fare nessun passo avanti”.

Con l’acqua alla gola

acqua 2 Il 71 per cento della superficie del Pianeta è coperta dagli oceani. Pesca eccessiva, inquinamento da fonti marine e terrestri hanno provocato il crollo delle popolazioni marine ai livelli più bassi della storia. E’ quanto denuncia, ancora una volta, il Wwf, che – ricorda – “si batte da sempre per salvare questo fondamentale patrimonio dell’umanità”.
Secondo il Wwf “almeno il dieci per cento dei mari dovrebbe essere tutelato in modo efficace, mentre oggi meno dell’uno per cento degli oceani è protetto. Altra minaccia è costituita dall’inquinamento, sia da fonti terrestri (scarichi non depurati, industrie) che marine: su tutte l’inquinamento da petrolio”.
A livello europeo e italiano inoltre il Wwf è impegnato nelle attività di policy “per ottenere norme sulla pesca che tutelino anche gli stock ittici ormai al collasso. Il caso rosso – ricorda l’associazione del Panda – è una testimonianza positiva dell’impegno Wwf”.

I cetacei del Tirreno centrale

balene2 Sono stati presentati i risultati di tre anni di ricerca e monitoraggio di balene e delfini realizzati dall’associazione lungo il tratto di mare tra Civitavecchia e Golfo Aranci, utilizzando traghetti di linea come punti di osservazione.
Durante la presentazione dei risultati delle ricerche, “I ”, i relatori hanno sottolineato come per le diverse specie di cetacei che vivono nei nostri mari, pur essendo tutte protette da leggi nazionali o accordi internazionali, si conosce ancora molto poco del loro habitat e delle loro migrazioni.
A tre anni dall’inizio del progetto è emerso il quadro della distribuzione delle specie di cetacei all’interno di un’area protetta specificatamente istituita per la protezione dei cetacei, il , e subito a sud del suo confine orientale.
In generale, la specie più avvistata è la Stenella, piccolo delfinide gregario di zona pelagica, mentre, il delfino costiero Tursiope è particolarmente concentrato nel lungo tratto di piattaforma continentale presente nel Tirreno settentrionale, all’altezza dell’arcipelago toscano e delle coste corse prospicienti Bastia.
Nel corso dell’incontro è stato anche presentato il questionario sulla percezione e sensibilità ambientale, nei confronti dell’ambiente marino, da parte dei passeggeri imbarcati su navi e traghetti.

Così si “rompono le scatole”

tonno “Rompere le scatole” al mercato del in Italia sembra essere servito! “A tre mesi dal lancio della nostra classifica Rompiscatole sulla sostenibilità delle scatolette italiane – spiega Giorgia Monti, responsabile Campagna mare di Italia – le aziende hanno cominciato a muoversi nella direzione giusta. Più di un anno fa, quando abbiamo iniziato a confrontarci con il settore in Italia, il tema della sostenibilità ambientale veniva considerato pochissimo. Ora, le aziende iniziano a porre maggior attenzione alla provenienza del utilizzato nelle loro scatolette”.
“La strada per avere sul mercato un prodotto totalmente sostenibile – aggiunge – è ancora lunga: dei quattordici marchi in classifica ben dieci continuano a rimanere in rosso, e nessuno raggiunge la fascia verde. Adottare dei principi scritti è un passo fondamentale ma non basta: le aziende devono passare dalle parole ai fatti!”.

In barca a vela tra balene e delfini

Buone notizie per gli amanti del mare

Buone notizie per gli amanti del mare

Anche quest’anno si parte con , il progetto di , Idea Calypso e Fondazione Exodus. Una settimana a bordo del veliero Bamboo tra delfini, snorkeling e biologia marina nel . Le prenotazioni sono aperte a tutti quelli che vogliono vivere il mare e contribuire a proteggerlo.
Questa iniziativa, fanno sapere i promotori, nasce per avvicinare le persone al mare e far conoscere il Santuario dei Catacei Pelagos, un’area marina protetta che si estende tra la Toscana, la Liguria e la Costa Azzurra, tutt’intorno alla Corsica e la punta Nord della Sardegna. Istituito nel 1999 per proteggere i cetacei che si radunano numerosi in queste acque, soprattutto d’estate, il Santuario non ha ricevuto negli anni alcun tipo di protezione.
“Partecipando a le persone potranno scoprire i meravigliosi abitanti del Santuario – afferma Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Italia – imparare a conoscerli e a capire come poterli proteggere”.
Sono previsti due periodi: dal 12 giugno al 31 luglio e dal 4 al 25 settembre. La base logistica del progetto è Portoferraio, Isola d’Elba, nel mezzo del . In una settimana verranno effettuate crociere con possibilità di pernottamento in alcuni dei più suggestivi ancoraggi dell’Isola d’Elba e dell’Arcipelago toscano. Le rotte nelle aree di mare circostanti saranno condizionate dalle condizioni meteo marine. Al termine della crociera verrà consegnato un attestato di partecipazione.

La giornata dell’acquacoltura biologica italiana

acquacoltura L’ italiana protagonista al , con una giornata monotematica in programma giovedì 18 febbraio, organizzata dal ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali in collaborazione con , Istituto certificazione etica e ambientale.
L’acquacoltura può essere considerata come una delle attività di produzione alimentare a più alto tasso di crescita a livello mondiale. Viceversa, quasi ovunque, il superamento dei limiti sostenibili delle catture in mare ha reso stazionari i livelli di produzione della pesca. Secondo le ultime statistiche pubblicate dalla Fao (2007), la produzione mondiale della pesca, stimata pari a circa 90 milioni di tonnellate, è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi dieci anni. La produzione dell’acquacoltura, stimata intorno a 65 milioni di tonnellate, non ha invece mai smesso di crescere, sin dai primi anni ’50, ed è ragionevole ipotizzare che raggiungerà i livelli di produzione della pesca nel prossimo decennio. (foto by nauticexpo.it)

“Sì alla pesca sostenibile del tonno”

tonno Mareblu, società operante nelle conserve ittiche, accoglie con favore l’iniziativa del Governo Italiano a sostegno della salvaguardia del tonno rosso nel Mediterraneo. “Il nostro gruppo – afferma Gianmarco Laviola, general manager di Mareblu – da sempre è sensibile alla salvaguardia degli ecosistemi marini e considera come una priorità l’attuazione e l’applicazione di sistemi di pesca sostenibili per il mantenimento delle riserve ittiche e la protezione di tutte le specie”
“Inoltre – sottolinea Laviola – gli scorsi 4, 5 e 6 febbraio Mareblu ha preso parte alla prima Conferenza internazionale sulla pesca sostenibile, Action today for sustainable tuna tomorrow, organizzata dalla fondazione scientifica Issf (International seafood sustainability foundation). Mareblu è uno dei fondatori di Issf con Wwf e altre aziende internazionali che hanno sottoscritto il loro impegno nella pesca sostenibile”. (foto by agricultura.it)