Cemento

Così frana l’Italia/5

alluvione Questi gli ultimi 4 temi proposti da


In Italia ci sono circa 6mila attive e oltre 10mila abbandonate. Sono pari a circa 142milioni di metri cubi i materiali estratti ogni anno tra inerti, sabbia, ghiaia. Puglia, Lombardia e Lazio da sole raggiungono il 50% del totale estratto. La normativa nazionale al riguardo risale al 1927, e in larga parte delle Regioni la situazione è del tutto inadeguata per un attività che ha un fortissimo impatto sull’ambiente e il paesaggio. Pochissime regioni escludono le aree ambientalmente sensibili dall’attività e in metà addirittura mancano (Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) o sono incompleti i Piani delle attività estrattive, con sommo gaudio delle organizzazioni criminali dedite all’ecomafia. A fronte degli esorbitanti guadagni realizzati da chi cava, i canoni di concessione sono drammaticamente irrisori. Il totale nazionale per regioni non arriva nemmeno a 53 milioni di euro rispetto al miliardo e 735 milioni di euro l’anno ricavato dai cavatori.
La sfida consiste nel completare il quadro delle regole e aumentare il controllo, adeguando i canoni di concessione ai modelli europei: con canoni di concessione pari a quelli inglesi (20% del prezzo di vendita), per esempio, si avrebbero nuove entrate per 570milioni di euro ogni anno. E puntare al recupero degli inerti attraverso la creazione di filiere virtuose gestite dalla stesse imprese edili.

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Abitare intelligente

ambiente A Casambiente 2010 torna “Efficienza Energetica – l’abitare intelligente”, la quarta edizione della mostra riservata all’ e alle nuove tecnologie per la casa. “Nei due padiglioni dedicati – spiegano i promotori – i visitatori possono trovare impianti fotovoltaici e geotermici, addolcitori d’acqua, termocamini, fuell cell per la domotica, pavimentazione in legno biocompatibile, generatori eolici ed altre concrete soluzioni per poter vivere la casa in armonia con l’ambiente”.
E’ possibile vivere in modo ecosostenibile? Esistono delle tipologie di abitazioni completamente ad impatto zero? “I visitatori – rispondono – possono trovare, in parte, risposta a queste domande visitando uno dei primi esempi di casa passiva, una tipologia di casa che non è più dedicata ad un pubblico esclusivo ma è costruita per la vendita allo stesso costo dell’edilizia tradizionale. Le case passive assicurano il benessere termico senza l’utilizzo di un impianto di riscaldamento convenzionale, vale a dire alimentato a metano e con l’utilizzo di caldaia e termosifoni. Si tratta di CasAzero, un progetto che annulla le emissioni di Co2 in atmosfera senza pregiudicare gli elevati standard di comfort abitativo”.
Le visite guidate al villaggio CasAzero a Bettola di Pozzo d’Adda (MI) sono il 6-7 e 13-14 marzo 2010.

Così si consuma il suolo

alluvione In Italia 100 ettari al giorno scompaiono sotto il peso del cemento, una superficie di territorio equivalente a 50 piazze del duomo di Milano. E’ questo il prodotto della trasformazione del suolo che negli ultimi decenni ha assunto una dinamica accelerata e non commisurata ai reali bisogni insediativi. Una stima approssimativa, data la mancanza di studi sistematici, ma che già oggi mette a rischio nel nostro Paese la qualità del paesaggio e i terreni, agricoli, alla base delle produzioni alimentari “Made in Italy”. Per far fronte a questa vera e propria emergenza, Legambiente e Inu, l’Istituto nazionale di urbanistica, hanno deciso di unire le forze e fondare un Centro di ricerca sui consumi di suolo (Crcs), un centro di competenza, elaborazione e divulgazione che, in continuità con l’esperienza maturata in seno all’Osservatorio nazionale sui consumi d suolo, persegue l’obiettivo di ridurre il e agire in sua tutela con attività di analisi e monitoraggio.

In Campania 16 case abusive al giorno

cemento I conti li ha fatti Legambiente: in dieci anni in sono state realizzate circa 60mila le case abusive, una media di seimila all’anno, cinquecento al mese, 16 al giorno. Una vera e propria “cemento connection gestita da 64 clan, il cosiddetto “gotha del cemento”. Numeri e considerazioni diffusi da Legambiente in seguito agli scontri di dove centinaia di persone sono scese in piazza protestando contro l’abbattimento di alcune abitazioni abusive.
L’associazione ambientalista ricorda che il 67 per cento dei comuni campani sciolti per infiltrazione mafiosa dal 1991 a oggi hanno tra le motivazioni di scioglimento proprio l’.

Se l’Italia cade a pezzi

Tornano numeri e cartine. Regione per regione, tutto il territorio italiano è passato nuovamente al setaccio per denunciare rischi idrogeologici ovvero pericoli di morte e sciagure. L’ultima, ma solo in ordine di tempo, è capitata martedì scorso, sull’isola di Ischia, in Campania, in seguito a una frana dal monte Epomeo che ha ucciso una ragazza di 15 anni e ha ferito 20 persone. Tutta l’Italia, in realtà, è a rischio. Per la Coldiretti, ad esempio, sette comuni su dieci dovrebbero dormire sonni poco tranquilli. Per la precisione “ci sono 5.581 comuni, il settanta per cento del totale – denuncia l’associazione dei coltivatori diretti – a dei quali 1.700 sono a rischio frana e 1.285 a rischio di alluvione, mentre 2.596 sono a rischio per entrambe le calamità”. E ancora, “i cambiamenti climatici che si manifestano con una modificazione della distribuzione delle piogge e l’aumento dell’intensità delle precipitazioni insieme alla sottrazione delle aree coltivate rappresenta un mix micidiale che fa aumentare la fragilità dei territori ed impone una più attenta politica della prevenzione”. E quindi, cosa fare? Prevenzione, ma solo dopo le tragedie.

Multa di 83 milioni a cartello dell’acciaio

L’autorità antitrust europea ha inflitto una multa da 83 milioni di euro a otto società italiane attive nel settore dell’acciaio, dopo aver scoperto accordi per far aumentare i prezzi delle barre di acciaio per rinforzare il cemento. Nel 2002 la Commissione europea aveva ritenuto il cartello responsabile di aver manipolato i prezzi dal 1998 al 2000, ma le sanzioni erano state sospese dalla Corte europea di prima istanza per un errore tecnico. La nuova decisione impone multe per 83,25 milioni di euro ad Alfa Acciai, Ferriere Nord, Feralpi, IRO, Leali, Riva Fire, Valsabbia e Lucchini, controllata dalla russa Severstal, si legge in una dicharazione della Commissione. Le otto società nel 1989 controllavano circa un terzo del mercato italiano, ma 11 anni dopo hanno portato la propria quota di mercato all’80% dopo che 28 concorrenti non operano più, prosegue la dichiarazione.

Inquinamento acustico, sei milioni di vittime

Sono circa sei milioni, in Italia, le persone colpite dall’inquinamento acustico. E’ quanto emerge dai lavori del primo convegno nazionale sulla “Governance del ambientale” in corso a . E sono circa 500mila le cause civili il cui contenzioso riguarda il nei condomini e negli ambienti esterni. Alla base del contendere la e palazzi nel 1997 senza il rispetto della normativa esistente. A sottolineare come il entra costantemente e convive nelle case degli italiani, Lorenzo Lombardi, ingegnere del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, durante il convegno nazionale sulla “Governance del Ambientale”.

Capri, ancora reati contro l’ambiente

Non si fermano i reati ambientali nell’isola di Capri, protagonista questa estate di numerosi episodi di illegalità rimbalzati sulle prime pagine dei giornali in particolare quando hanno coinvolto la Grotta Azzurra (riportati anche su ecodiario). L’ultimo episodio riguarda due capresi: una pensionata di 70 anni e un geometra di 39, denunciati in stato di libertà dai Carabinieri per deturpamento di bellezze naturali, e abusivismo edilizio. A riscontrare i reati sono stati i militari della motovedetta cc 627 impegnati nel servizio per il contrasto all’ nell’area di via Acquaviva. La pensionata ospitava in un fondo di pertinenza della sua abitazione (peraltro in zona sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico), un deposito incontrollato di rifiuti speciali nascosti sotto un telo di plastica. Il geometra aveva realizzato un manufatto edile interrato su terreno di sua pertinenza e un terrazzamento. Anche in questo caso è stata riscontrata totale assenza di titoli abitativi per di più realizzati su area sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico.

Il nuovo look ecologico di Autogrill

Parte “Afuture”, il progetto di rinnovo degli Autogrill secondo una logica di sostenibilità ecologica, autosufficienza e riciclo. Tra le aree di sosta di nuova concezione di recente inaugurazione, sulla E45 c’è Mensa di Ravenna che ha un fabbricato di 400 metri quadrati ricoperto da un prato verde, con funzione isolante e termostabilizzante, in coerenza con l’ambiente circostante. Questa struttura è inserita all’interno di un’area che si estende su una superficie di circa 20mila metri quadrati. La struttura di Mensa è stata progettata con l’obiettivo di realizzare un ambiente piacevole e, nello stesso tempo, ottenere importanti risultati ambientali in termini di riduzioni di consumi energetici e di emissioni di CO2. Il manto verde è una delle tante novità di una struttura commerciale progettata per diventare un laboratorio di sperimentazione per Autogrill. Altre aree ecosostenibili sono in progettazione nelle aree di servizio di Viverone Nord e Viverone Sud (autostrada A5, Raccordo Ivrea – Santhia, Torino), particolarmente idonee allo sviluppo di progetti focalizzati sull’efficienza energetica. All’estero, poi, va segnalato il Delaware Welcome Center, l’unica area di sosta della Interstate 95 sulla Delaware Turnpike, l’autostrada con il più elevato traffico di veicoli in Nord America.

Terremoto, Osservatorio contro le infiltrazioni mafiose e ambientali

Abitazioni crollate Vigilare per garantire che la ricostruzione dopo il terremoto a L’Aquila sia legale e sicura; raccogliere le segnalazioni dei cittadini su fenomeni di illegalità; individuare proposte per una riedificazione virtuosa sotto il profilo strutturale, economico e sociale. E’ con questi obiettivi che è nato ‘‘Ricostruire pulito’’, Osservatorio ambiente e legalità creato da Libera, Legambiente e Provincia dell’Aquila. L’intenzione è di coinvolgere la società civile e tenere alta l’attenzione sul pericolo di infiltrazioni criminali nelle opere di ricostruzione, coadiuvando le istituzionali preposte all’azione di monitoraggio sulle imprese coinvolte nelle attività edilizie, dal movimento terra alla produzione di calcestruzzo, dalla fornitura dei mezzi fino allo smaltimento di inerti e alle attività estrattive. L’Osservatorio sarà anche un punto di riferimento per la popolazione che, attraverso l’indirizzo e-mail osservatorioaq@gmail.com, potrà partecipare attivamente ad azioni di vigilanza e volontariato.