Quei campi Ogm in Friuli
“In questi giorni stiamo rischiando la prima estesa contaminazione da Ogm in Italia, a causa di una presunta semina di mais transgenico in un campo in Friuli, nel Comune di Fanna (Pn). Lo scorso 10 luglio il terreno sospetto è stato posto sotto sequestro, ma la procura di Pordenone, invece di intervenire d’urgenza, si è presa un mese di tempo per la verifica delle analisi e la stesura della perizia”. Sono le parole di Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm Greenpeace Italia, che aggiunge: “Aspettare agosto è assurdo! Le analisi molecolari per l’accertamento della presenza di Ogm sui campioni non richiedono più di tre giorni! Ormai quel mais è in fase avanzata di maturazione: ancora pochi giorni e queste piante produrranno il loro polline, che si disperderà in ambiente e darà il via a una contaminazione difficilmente arrestabile”.
“Non possiamo star fermi a guardare! Per questo – è l’appello – ti invitiamo a scrivere insieme a Greenpeace e a tutta la task force per un’Italia libera dagli Ogm al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nella sua funzione di garante delle norme e della loro applicazione, chiediamo al nostro presidente di intervenire con urgenza sulla procura di Pordenone per scongiurare ogni ipotesi di contaminazione da piante transgeniche”.


Ieri mattina sono state consegnate presso la Corte di Cassazione 1.401.432 di firme, raccolte per ciascuno dei tre quesiti referendari sull’acqua pubblica. La raccolta firme per la ripubblicizzazione dell’acqua, partita tre mesi fa ha visto impegnati su tutto il territorio italiano migliaia di volontari che hanno organizzato banchetti, manifestazioni, dibattiti sull’acqua bene comune dell’umanità.
L’Italia mantiene il primato in Europa per numero di operatori certificati impegnati nella filiera dell’agricoltura biologica e resta leader europeo per ettari di superficie coltivati secondo il metodo biologico. E’ quanto emerge dal rapporto 2009 del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. Alle regioni del sud spetta il primato per superfici agricole condotte secondo il metodo biologico (Sicilia, Puglia e Basilicata) e per numero di aziende agricole biologiche (Sicilia, Calabria e Puglia) mentre al nord sono concentrate la maggior parte delle imprese di trasformazione (con il primato dell’Emilia Romagna e della Lombardia). I principali orientamenti produttivi del biologico italiano (escluse le superfici a foraggi, prati e pascoli) riguardano, in ordine di importanza: i cereali, l’olivo, la frutta (compresa quella in guscio), la vite, gli agrumi e gli ortaggi. Il ministero dell’Agricoltura – fa sapere Palazzo Chigi – è da tempo impegnato nello sviluppo del settore, con l’obiettivo di favorire quanto più possibile l’accesso delle imprese agricole a un mercato in forte espansione e rispondere così alle richieste dei consumatori; ne sta quindi supportando la promozione, anche attraverso la semplificazione amministrativa, per ridurre gli adempimenti burocratici a carico delle aziende biologiche.
Non una sola goccia in più. La Bp assicura di aver chiuso (per ora) la falla nel pozzo petrolifero del Golfo del Messico. E sarebbe la prima volta dall’inizio, ad aprile, della fuoriuscita di greggio. Il vice presidente senior di Bp, Kent Wells, annuncia, gongolando, la notizia: “Sono veramente felice di vedere che il petrolio non fuoriesce più nel Golfo del Messico”.
“Più di dieci anni fa, abbiamo lanciato la nostra campagna internazionale per il bando del legno illegale in Europa. Tanti dei nostri attivisti – anche in Italia – si sono messi in gioco per bloccare porti dove veniva scaricato il legno illegale, fermare in alto mare navi che trasportavano questo legno e documentare, con indagini sul campo, il fenomeno della deforestazione illegale in Amazzonia, Africa Centrale, Russia e Sud Est Asiatico”. Greenpeace non nasconde la sua felicità: “E’ un’importante vittoria: l’Europa chiude finalmente le porte al legno illegale con una nuova legge. Il Parlamento europeo ha votato, infatti, un Regolamento che metterà al bando il legno di origine illegale da uno dei mercati più importanti al mondo. Ora vigileremo per assicurare che la legge venga effettivamente applicata”.
Auchan e Wwf avviano una serie di iniziative rivolte alla difesa della biodiversità, a un anno dall’avvio del progetto di messa al bando del sacchetto di polietilene.
Fa nomi e cognomi e ne declina i connotati. Legambiente punta l’indice contro i “nemici del mare italiano” nell’annuale rapporto Mare monstrum. Eccoli: