Ecosviluppo

Ciclomundi, il festival del viaggio in bicicletta

DSCN8863 Ciclomundi, il festival del viaggio in bicicletta, nel 2010 giunge alla sua terza edizione. Il festival sposta il proprio baricentro cambiando sede (quella iniziale nel nord-est, a Portogruaro) e approda nel centro Italia, nelle terre di Siena.
La manifestazione mantiene intatta la propria ispirazione e si conferma una vera festa per gli amanti delle due ruote, con un programma ricchissimo che spazia dagli incontri tematici a workshop specifici che analizzano e approfondiscono singoli aspetti del viaggio lento, a momenti di spettacolo, a numerose occasioni di confronto tra viaggiatori, scrittori, appassionati.
E Siena non è certo una scelta casuale la città toscana ha da sempre un rapporto molto intenso con la bicicletta e col viaggio. Infatti già nel lontano 18 ottobre 1884 ha ospitato quelli che risultano i primi viaggiatori a pedali in assoluto in Italia, e cioè i coniugi americani Joseph e Elisabeth Pennell, nel loro pellegrinaggio su triciclo compiuto da Firenze a Roma.

Ecomaretona: “Nord e sud della Sardegna, che differenze!”

DSCN2943 “La Sardegna è sicuramente la regione più bella che abbiamo attraversato in questi tre anni. E’ l’isola che ha il mare più bello, la natura più selvaggia, una terra che sa accoglierti con il sorriso sulle labbra facendoti sempre sentire a casa”. Così si esprimono gli organizzatori di Ecomaretona che da tre anni percorre i litorali italiani alla scoperta di bellezze dimenticate, località e spiagge più o meno famose, documentare situazioni di eccellenza, di abbandono e di degrado.
Il viaggio è iniziato il 3 luglio in Sardegna, partendo da Cagliari, percorrendo la costa verso Oristano, per arrivare, il 15 luglio, a Olbia.
“La nostra avventura – proseguono – ha preso in analisi la situazione delle coste sarde, le quali mostrano con successo che questa regione punta davvero alla sostenibilità dell’ambiente e al rispetto della natura. Abbiamo ravvisato una oggettiva differenza fra le coste del nord e quelle del sud. Il nord si distingue senza dubbio per la presenza di ottimi servizi, pur molto cari, mentre il sud, con oltre il novanta per cento di spiagge libere, rappresenta ancora una meta abbordabile per il turista medio.”
“Riguardo all’accessibilità delle spiagge – spiegano ancora i promotori dell’iniziativa – nord e sud presentano situazioni differenti: nel litorale meridionale tutti possono fruire del mare grazie ad accessi facilitati da passerelle – Cagliari, Sassari, Santa Teresa di Gallura, Oristano- e piccoli aiuti, quali servizi di bus a chiamata, traghetti e guardie turistiche che accompagnano persone con ridotte capacità motorie. A nord, purtroppo, le spiagge sono difficilmente accessibili, raggiungibili attraverso strade e sentieri sterrati difficilmente percorribili per chi abbia problemi di motilità. In Costa Smeralda la sensazione è quella di un turismo sfruttato ed esasperato, che porta a volte a registrare servizi scarsi o inesistenti a fronte di prezzi molto cari, che scoraggiano un turismo medio. Al nord abbiamo dovuto constatare come talvolta il diritto di accesso al mare, che per legge deve essere libero e non vincolato dalla struttura privata, venga negato dai grandi alberghi e resort che pretendono di esercitare il diritto di proprietà della spiaggia. Differente è la situazione verso sud dove spiagge più ampie permettono al suolo pubblico un’ area più estesa rispetto a quella privata”.

“Non si può affondare un arcobaleno”

rainbow warrior 2 “Sono passati 25 anni da quando gli agenti dei servizi segreti francesi affondarono la nostra Rainbow Warrior. Lo ricorda Greenpeace che fa riferimento alla fatidica data del 10 luglio 1985: “quando mancavano dieci minuti alla mezzanotte, due esplosioni squarciarono lo scafo della nave ormeggiata nel porto di Auckland, in attesa di fare rotta per Moruroa. La Rainbow Warrior affondò e il nostro fotografo – Fernando Pereira – rimase ucciso”.
Per commemorare questo tragico evento, “abbiamo avviato la costruzione della Rainbow Warrior III, posando la sua chiglia nel corso di una cerimonia presso il cantiere navale di Maritim a Danzica. La nuova Rainbow svolgerà un ruolo fondamentale nella nostra campagna per evitare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici. Progettata per essere all’avanguardia, soddisfa i più elevati standard ambientali. Navigherà principalmente a vela, ma in condizioni climatiche sfavorevoli potrà usare il motore a propulsione diesel-elettrica, riducendo in modo significativo l’uso del carburante. Il telaio e il posizionamento delle vele sono stati ottimizzati per migliorare l’efficienza, mentre il calore creato dal generatore verrà riutilizzato per riscaldare l’acqua a bordo. Trasporterà anche un elicottero e sarà dotata di una piattaforma di atterraggio”.
Il messaggio è chiaro – spiega Andrea Pinchera, direttore comunicazione e raccolta fondi di Greenpeace Italia –: non si può affondare un arcobaleno!”.

Quattro passi verso un mondo migliore

quattro passi Niente proposte futuribili o idee elitarie, “Quattro passi verso un mondo migliore”, si riconferma alla sua sesta edizione (Treviso, località Sant’Artemio, sede della Provincia di Treviso, 25-26 settembre 2010) per la concretezza e l’immediata applicabilità delle proposte da parte di ogni cittadino. Divenuta uno dei punti di riferimento nazionali per i settori della cooperazione, dello sviluppo sostenibile e della tutela dell’ambiente, la fiera è reduce dal successo decretato nel 2009 che ha visto oltre 30mila visitatori e 300 volontari attivi in due giorni.
Organizzata dalla Cooperativa sociale Pace e Sviluppo di Treviso (la prima organizzazione in Veneto per attività, fatturato e numero di volontari e terza in Italia dopo Milano e Trento nel settore del commercio equo e solidale) con il sostegno e patrocinio della Provincia di Treviso, del Ministero delle Politiche agricole e forestali, della Regione del Veneto e del Comune di Treviso, per il 2010 si concentrerà sul tema “Reti Liberatutti, scopriamo l’economia delle relazioni”.

Architettura e sostenibilità, i vincitori

terra futura 2 Grande successo per la V edizione del premio “Architettura e sostenibilità” che ha visto l’adesione di oltre cento elaborati provenienti da tutta Italia tra tesi di laurea e di dottorato per la categoria “Studio, ricerca e innovazione” e buone pratiche di amministrazioni pubbliche per quella di “Tradizione e sviluppo sociale”. Un’iniziativa promossa da Terra Futura e Ecoaction Cultura & Progetto Sostenibili in collaborazione con diverse facoltà italiane di architettura e ingegneria.
Ad aggiudicarsi il premio per la miglior tesi di laurea è stato Gaetano Giovanni Daniele Manuele con “Partecipatto: un’esperienza di urbanistica partecipata a Scordia (Catania)”, mentre il vincitore della tesi di dottorato è Stefano Giussani per il progetto “L’impatto del turismo sulle zone costiere: uno strumento per la gestione integrata e sostenibile delle attività turistiche sul territorio”.
Per la categoria dedicata alle pubbliche amministrazioni si è aggiudicato il premio Agire, l’Agenzia per l’energia del Comune di Venezia, con il progetto “Strade in buona luce”: un intervento in cui l’amministrazione pubblica dà il buon esempio, modificando l’illuminazione pubblica di due strade con un sistema a basso consumo e ad alta efficienza, per poi sensibilizzare anche gli esercizi commerciali presenti a fare la medesima scelta.

Economia-ecologia

terra-futura Nell’era della crisi economica e finanziaria, la green economy si pone come opportunità di svolta. In questo quadro Terra Futura si pone come luogo in cui si crea, agevola e alimenta l’interconnessione tra economia e ecologia. Fin da suoi esordi, la rassegna ha anticipato questa tendenza, dando spazio alle buone pratiche delle tante imprese responsabili, a partire da quelle valorizzate dal Premio Toscana Ecoefficiente, promosso dalla Regione Toscana, che ha selezionato quest’anno ben 90 esperienze di ecoefficienza. A essere premiati i comportamenti che conciliano la tutela ambientale con l’innovazione produttiva, la competitività, l’efficienza economica e l’equità sociale.
Numerose inoltre le eccellenze che hanno partecipato alla terza edizione della Borsa delle imprese responsabili, registrando numeri importanti con oltre cento tra organizzazioni pubbliche, privati e non profit e ben 700 incontri one to one nell’ambito del “green&social business”, che hanno confermato il successo dell’iniziativa anche per l’edizione 2010.

Regione Toscana ecoefficiente

consiglio regionale toscana La Regione Toscana ha scelto anche quest’anno Terra Futura come luogo per presentare in modo organico il proprio impegno per la sostenibilità economica, sociale e ambientale sul territorio, confermando il suo ruolo di avanguardia nell’applicazione diffusa delle buone pratiche.
“La nostra è tra le prime regioni in quanto a sostenibilità secondo ricerche svolte a livello nazionale, seconda solo al Trentino che di fatto è una provincia, in verità, in cui è più facile avere prassi di eccellenza – ha commentato il governatore Enrico Rossi – Noi siamo una grande regione, e siamo ben contenti e orgogliosi che tutti insieme si riesca a ottenere una maggiore qualità dell’ambiente e una sostenibilità complessiva. Credo però che la sostenibilità non si ottenga solamente con iniziative promosse dall’alto: sempre di più l’impegno delle istituzioni deve andare di pari passo con l’impegno della società civile. Solo così si arriverà a creare una vera cultura della sostenibilità, perché la cosa importante è che nella vita di ciascuno di noi si cambi mentalità e comportamenti”.

L’Emilia Romagna che piace a Legambiente

Il battello ambientalista è pronto per un nuovo viaggio

Il battello ambientalista è pronto per un nuovo viaggio

In attesa di Goletta Verde, la Guida Blu di Legambiente e Touring Club in distribuzione da pochi giorni elenca alcuni punti di eccellenza dell’Emilia Romagna. Sono nove le destinazioni della riviera inserite nella Guida con valutazioni che tengono conto della qualità dell’ambiente, della vivibilità della località e del livello di servizi e comfort. Il primo posto nella valutazioni dell’associazione ambientalista è stato attribuito a Cervia con 3 vele; seguono (con 2 vele) Comacchio, Lidi Ravennati, Cesenatico, Bellaria Igea Marina, Rimini, Riccione, Misano e Cattolica. La Riviera dell’Emilia Romagna è nota per i divertimentifici e gli eventi che però nelle più recenti valutazioni degli enti di ricerca e monitoraggio sul turismo internazionale (l’Eurobarometro UE) vengono indicati con un misero 16% di gradimento ben lontano dal 32% assegnato all’attrattiva locale e dal 25% del patrimonio culturale.
L’Emilia Romagna è inoltre la regione con il massimo numero di strutture ricettive aderenti all’etichetta ecologica (ecolabel) di Legambiente Turismo (124 con oltre 20.000 posti letto). Qui è nata l’etichetta o il marchio di qualità ambientale che contraddistingue le imprese turistiche attente a ridurre l’impatto delle proprie attività sull’ambiente e a promuovere il territorio circostante che poi si è diffuso in tutta l’Italia diventando la prima iniziativa italiana e la seconda d’Europa per numero di adesioni.

I dieci nemici del mare italiano

mare-2 Fa nomi e cognomi e ne declina i connotati. Legambiente punta l’indice contro i “nemici del mare italiano” nell’annuale rapporto Mare monstrum. Eccoli:
1. Le trivellazioni off shore di petrolio. “Grazie alle semplificazioni della normativa approvate dal Governo e a un prezzo del barile a livelli sempre più elevati – spiega Legambiente – è ripartita la corsa all’oro nero, che ha portato molte società energetiche ad avanzare richieste e in alcuni casi a ottenere permessi di ricerca in zone estese per circa 39mila kmq dislocati in 76 aree, localizzate per la gran parte in aree di elevato pregio ambientale e considerate zone sensibili proprio per i loro ecosistemi fragili e preziosi da tutelare”.
2. Il ritorno del nucleare. “Il governo Berlusconi ha deciso per un ritorno del nucleare nel nostro Paese, con il quale vorrebbe produrre il 25% dell’energia elettrica. Nel febbraio 2009 ha firmato con il governo francese un accordo per realizzare 4 reattori di tecnologia EPR da 1.600 MW (a cui se ne dovranno aggiungere almeno altri 4 per arrivare al 25% di elettricità dal’atomo), mentre nel febbraio 2010 ha approvato il decreto ministeriale sui criteri localizzativi”.
3. Gli scarichi civili non depurati. “Il 30% degli italiani – pari a 18 milioni di cittadini – non è servito da un impianto di depurazione, mentre il 15% non ha a disposizione una rete di fognatura dove scaricare i propri reflui”.
4. La pesca illegale e le spadare. “Le spadare sono un tipo di rete pelagica utilizzata per la cattura del pesce spada il cui uso, vietato dall’Assemblea generale delle Nazioni e dall’Unione europea, è tutt’oggi frequente nel mar Mediterraneo”.
5. Il traffico delle petroliere. “Ogni giorno le acque del Mediterraneo sono solcate da 2.000 traghetti, 1.500 cargo e 2.000 imbarcazioni commerciali, di cui 300 navi cisterna (il 20% del traffico petrolifero marittimo mondiale) che trasportano ogni anno oltre 340 milioni di tonnellate di greggio, ben 8 milioni di barili al giorno”.
6. Le navi dei veleni. “Fare luce sui misteriosi affondamenti di navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi avvenuti nel Mediterraneo è una delle battaglie storiche di Legambiente”.
7. L’inquinamento industriale. “Ci sono alcuni tratti di costa e di mare nel nostro paese che nel corso di decenni di attività industriale hanno subito danni enormi, di cui ancora oggi si sta pagando il prezzo”.
8. Il cemento legale e illegale. “Anche nel 2010 la Goletta Verde navigherà di fronte a una costa italiana sfregiata dal cemento selvaggio. Dall’abusivismo di decine di migliaia di villette per le vacanze, dei tanti attracchi privati e dei grandi alberghi a picco sul mare che tolgono alla fruizione pubblica spiagge, rocce e specchi di mare, mettendo a repentaglio la stessa stabilità della costa”.
9. Il carbone nelle centrali termoelettriche. “Nel 2008 con l’inaugurazione della centrale a carbone di Civitavecchia e l’autorizzazione dei nuovi gruppi di Fiumesanto in Sardegna e Vado Ligure e nel 2009 con il via libera alla riconversione a carbone dell’impianto di Porto Tolle, il nostro paese ha deciso di rilanciare con forza il combustibile in assoluto più dannoso per l’ambiente”.
10. L’erosione costiera. “In Italia su 4.863 km di spiagge, il 24% ha subito negli ultimi 50 anni il fenomeno dell’erosione con arretramenti della linea di costa medi superiori a 25 metri. Questi gli ultimi dati pubblicati nell’Annuario dei dati ambientali 2009 dell’Ispra, che certificano come il nostro Paese è tra quelli a più alto rischio di erosione in Europa”.

Fonti energetiche rinnovabili, gli obiettivi per il 2020

E' aperto il dibattito sull'energia eolica

E' aperto il dibattito sull'energia eolica

Entro il 2020 l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili dovrà coprire il 17% dei consumi energetici nazionali, in linea con le indicazioni della direttiva europea: questo l’obiettivo che emerge dal Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili elaborato dal ministero dello Sviluppo economico. La direttiva dell’Unione stabilisce infatti un quadro comune per la promozione dell’energia da fonti rinnovabili e fissa obiettivi nazionali obbligatori; in base all’articolo 4, ogni Stato membro è tenuto a fissare i propri obiettivi adottando un piano di azione da trasmettere alla Commissione europea entro il 30 giugno 2010. Da tempo l’Italia ha posto lo sviluppo delle fonti rinnovabili tra le priorità della sua politica energetica, insieme alla promozione dell’efficienza energetica, avendo come obiettivi la promozione di filiere tecnologiche innovative, la riduzione dei costi dell’energia per cittadini e imprese, lo sviluppo sostenibile.