Effetto serra
Scritto Giovedì 4 Marzo 2010 da Fabio Lepre
Terra Futura, la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità, ribadisce la necessità di una svolta: nelle scelte di governo (locali, nazionali, internazionali), nel modo di pensare e di fare economia, di consumare, vivere sul Pianeta e tessere relazioni sociali. Una svolta che – anche alla luce del fallimento politico della XV Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici di Copenhagen – può partire dai territori, dal locale. Per questo la settima edizione di Terra Futura (Firenze, Fortezza da Basso, dal 28 al 30 maggio 2010) è dedicata al tema delle “Comunità sostenibili e responsabili”: ad esse è necessario guardare per scoprire quanti siano già i nuovi modelli e le esperienze di sviluppo sostenibile. Da qui può nascere un progetto di società capace di farci uscire davvero dalla crisi.
La comunità deve pensare e agire con la consapevolezza che si sono allargati i confini della propria responsabilità: quelli temporali (ossia verso le generazioni future), quelli spaziali (verso l’intero pianeta). C’è questo al centro di Terra Futura: presente e futuro si toccano, locale e globale sono inevitabilmente connessi. E se ogni azione nel locale ha ripercussioni nel globale, allora anche le soluzioni, la svolta possibile potrà partire da qui. E ancora, qui trova motivo e radici il ruolo fondamentale delle città, come luoghi di contraddizione e conflitti, simbolo e prodotto della globalizzazione (dal 2008 oltre la metà della popolazione mondiale vive nelle città, qui è prodotto l’80% delle emissioni di gas serra e la temperatura media è maggiore di un grado rispetto alla media nazionale, agli usi civile è imputabile il 40% dei consumi energetici, e ancora nelle aree urbane avviene circa il 60% degli spostamenti).
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Tag:Conferenza mondiale sul clima di Copenaghen, Emissioni, gas serrra, terra futura
Scritto Giovedì 26 Novembre 2009 da Fabio Lepre
Obiettivo 45 per cento. E’ la quantità di emissioni di gas serra da ridurre entro il 2020. La Cina rompe gli indugi e, alla vigilia del summit internazionale di Copenaghen, fissa limiti e buone intenzioni. L’annuncio è stato dato dall’agenzia Nuova Cina spiegando che si tratta di “un’azione volontaria del governo cinese”. Si tratta di un passo avanti da non sottovalutare rispetto alle incertezze e al pessimismo di pochi giorni fa sul vertice danese. Anche perché è la prima volta che la Cina (il paese più inquinante del mondo) si espone così tanto. La decisione – fa sapere il regime – è stata presa “dal governo sulla base delle sue condizioni nazionali ed è un contributo importante allo sforzo globale nell’affrontare il cambiamento climatico”. Gli Stati Uniti, l’altro grande paese che ha disatteso gli accordi di Kyoto, si è mostrata favorevole a incamminarsi sulla strada del ragionevole compromesso fra sviluppo industriale e salvaguardia dell’ambiente. A Copenaghen presenterà il suo piano.
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Tag:anidride carbonica, cina, CO2, Emissioni, gas serra, stati uniti, vertice Onu di Copenaghen
Scritto Giovedì 12 Novembre 2009 da Fabio Lepre
“L’incremento della produttività non si ottiene con tecnologie costose che i poveri agricoltori non possono permettersi. Innovazione vuol dire predisporre metodi differenziati ed economici che aiuteranno i piccoli produttori a raggiungere la sicurezza alimentare in un contesto climatico che cambia”. Sono le parole di Greenpeace che, nell’ambito nella crisi alimentare e climatica, ha diffuso il rapporto Agricoltura al bivio. L’obiettivo? Suggerire un approccio più ecologico all’agricoltura. “È sconcertante – fa ancora sapere l’associazione ambientalista – che i leader mondiali non siano capaci di uscire dal circolo vizioso delle solite tecnologie, obsolete e inquinanti, che ci hanno portato sull’orlo della crisi attuale. E’ necessario cambiare rotta: il business-as-usual ha fallito. Il rapporto delle Nazioni Unite sullo stato dell’agricoltura, indica la strada verso la reale rivoluzione verde. Solo investendo in coltivazioni di tipo ecologico saremo in grado di continuare a produrre per il prossimo secolo”. L’attuale agricoltura di tipo intensivo sarebbe una delle cause del cambiamento climatico e delle emissioni di gas serra. La soluzione, dunque, andrebbe ricercata in un’agricoltura di stampo ecologico che possa ammorbidire l’impatto sul clima. Il rapporto è scaricabile da questo link: http://www.greenpeace.org/raw/content/international/press/reports/agriculture-at-a-crossroads-report.pdf
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Tag:agricoltura, greenpeace, rapporto Agricoltura al bivio, rivoluzione verde
Scritto Domenica 11 Ottobre 2009 da Fabio Lepre
Dopo la Nike, tocca alla Apple. La casa di Cupertino, che negli ultimi mesi ha moltiplicato gli sforzi ecologici puntando sul riciclaggio delle componenti, ha annunciato che lascerà la Us Chamber of Commerce, la potente lobby del commercio con l’estero americano, perché si oppone a una nuova legge Usa per limitare l’effetto serra. Come ha annunciato Catherine Novelli, vicepresidente della Apple per gli affari internazionali, “ci opponiamo strenuamente alle recenti dichiarazioni della Chamber contro gli sforzi dell’Epa per limitare i gas serra”.
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Tag:apple, Effetto serra, Us Chamber of Commerce
Scritto Lunedì 21 Settembre 2009 da Fabio Lepre
Si registra oggi il minimo annuale di estensione dei ghiacci dell’Artico. Il 2009 si classifica al terzo posto – dopo 2007 e 2008 – tra gli anni peggiori per la perdita di superficie della calotta polare artica. Un altro segnale d’allarme per i leader del mondo che al vertice di Copenhagen dovranno trovare un accordo per evitare cambiamenti climatici catastrofici. La nave rompighiaccio di Greenpeace, l’Arctic Sunrise, prosegue la sua spedizione nell’Artico e si trova ora al largo della costa nord-orientale della Groenlandia, di fronte all’arcipelago norvegese delle Isole Svalbard. A bordo si è aggiunto Peter Wadhams, esperto di fama mondiale che utilizzerà l’Arctic Sunrise come piattaforma per le proprie ricerche sullo stato di riduzione dei ghiacci dell’Oceano Artico. “Stiamo entrando in una nuova epoca di fusione dei ghiacci dell’Oceano Artico a causa del riscaldamento globale” spiega il dott. Peter Wadhams. “Nel giro di vent’anni l’Artico arriverà alla fine del periodo estivo completamente privo dei ghiacci che ricoprono il mare. Non possiamo più fare affidamento sui modelli di previsione usati fino ad oggi, che hanno sovrastimato le condizioni reali già dagli anni ‘80”. Greenpeace chiede che i Paesi industrializzati si impegnino a ridurre le proprie emissioni di gas serra del 40% entro il 2020, rispetto ai valori del 1990, e a fornire risorse finanziarie ai Paesi in via di sviluppo pari ad almeno 110 miliardi di euro all’anno fino al 2020, così da aiutarli a ridurre la crescita delle loro emissioni del 15-30% al 2020.
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Tag:artico, CO2, gas serra, ghiacciai, greenpeace
Scritto Giovedì 3 Settembre 2009 da Fabio Lepre
Una foresta di centomila alberi artificiali potrebbe, nell’arco dei prossimi dieci o venti anni, diventare una delle soluzioni al problema dell’effetto serra. E’ quanto affermano alcuni esperti di geoingegneria in un rapporto che identifica tre innovazioni tecnologiche, tutte a basso impatto ambientale, che potrebbero contribuire in futuro alla lotta contro i cambiamenti climatici. “Gli alberi artificiali sono già un prototipo e sono già avanzati dal punto di vista del design dell’automazione e dei componenti che verrebbero usati. Potrebbero, in un periodo relativamente breve, essere prodotti in massa e messi in funzione”, ha dichiarato Tim Fox, responsabile del rapporto, aggiungendo che gli alberi artificiali sarebbero in grado di catturare una quantità di anidride carbonica migliaia di volte superiore rispetto ad un albero vero. Le altre due innovazioni identificate come pratiche dagli studiosi, membri dell’istituto britannico di ingegneria meccanica, sono dei fotobioreattori ad alghe – ovvero dei container trasparenti con dentro alghe in grado di rimuovere con la fotosintesi l’anidride carbonica dall’atmosfera – e l’installazione di tetti riflettenti sugli edifici in modo da respingere la luce ed il calore del sole.
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Tag:alberi artificiali, anidride carbonica, CO2, Effetto serra, fotobioreattori ad alghe, tim fox
Scritto Domenica 2 Agosto 2009 da Fabio Lepre
L’International fertilizer industry association (Ifa) ha presentato il Libro bianco ‘‘Fertilizzanti, cambiamento climatico e miglioramento della produttività sostenibile’’. Il documento si propone di fornire un’analisi dell’impatto globale dell’industria dei fertilizzanti sul cambiamento climatico, alla luce soprattutto della crescente domanda di prodotti agricoli che caratterizzerà i prossimi anni. ‘‘Secondo lo studio – è scritto in un comunicato dell’Associazione nazionale produttori di fertilizzanti – il ciclo produttivo dei fertilizzanti produce appena dal 2% al 3% delle emissioni globali di gas serra e allo stesso tempo i fertilizzanti azotati contribuiscono a nutrire circa la metà della popolazione mondiale’’. ‘‘Dal momento che la produzione agricola crescerà esponenzialmente nei prossimi anni a causa della sempre maggiore domanda mondiale di cibo, mangimi, fibre e bioenergia – si legge il comunicato – anche l’utilizzo di fertilizzanti è destinato ad aumentare di conseguenza. Pertanto risulta fondamentale, per l’industria dei fertilizzanti, cercare soluzioni in grado di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale e individuare quindi una via sostenibile verso la sicurezza alimentare mondiale’’.
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Tag:fertilizzanti, gas serra, ifa, International fertilizer industry association, libro bianco
Scritto Martedì 7 Luglio 2009 da Angela Sclafani
Questa l’ultima provocazione di Greenpeace, alla vigilia del G8, alcuni attivisti si sono travestiti da orsi polari senzatetto aggirandosi per le vie di Roma. Da Greenpeace spiegano che ” in estate i ghiacci della calotta polare vanno rapidamente riducendosi e gli orsi stanno letteralmente perdendo la loro casa. La perdita totale della calotta polare potrebbe avvenire gia’ dalle estati intorno al 2030. La riduzione dei ghiacci artici e’ la principale causa di perdita dell’habitat naturale dell’orso polare, adesso a rischio estinzione per effetto del riscaldamento globale. Francesco Tedesco, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace, dichiara che ”Il governo italiano sta dimostrando di non aver affatto compreso la drammaticita’ della crisi climatica in corso, che mettera’ a rischio il futuro di milioni di persone: gia’ oggi le morti nel mondo a causa dei cambiamenti climatici – conclude – sono circa 300 mila all’anno e i profughi ambientali potranno salire fino a 700 milioni al 2050”.
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Tag:greenpeace
Scritto Giovedì 18 Giugno 2009 da Fabio Lepre
Tutto sbagliato. Non sono le foreste pluviali l’ecosistema terrestre con maggiore capacità di sequestro dell’anidride carbonica. Una ricerca dell’Australian National University incorona una foresta australiana, nello Stato del Victoria. L’indagine – i cui risultati sono pubblicati su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) – ha studiato i dati relativi alle biomasse di 132 foreste presenti sul pianeta, al fine di individuare in quale regione vengono immagazzinate le maggiori quantità di anidride carbonica. L’aver scoperto che tale primato spetta a una foresta vecchia di secoli e situata in una zona temperata dell’Australia, smentisce la convinzione secondo cui sono le foreste tropicali le migliori “sequestratrici” naturali di CO2. La ricerca ha evidenziato che, mentre una foresta tropicale riesce a conservare dalle 200 alle 500 tonnellate di CO2 per ettaro, le foreste Mountain Ash del Victoria (con alberi vecchi anche 350 anni) ne catturano quasi il quadruplo, ben 1900 tonnellate per ettaro. Non solo. Dati paragonabili, seppur inferiori, sono stati riscontrati dai ricercatori in altre foreste situate in zone temperate della Nuova Zelanda, del Cile e della costa pacifica del Nord America.
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Tag:anidride carbonica, australia, CO2, foreste
Scritto Martedì 21 Aprile 2009 da Sara Radicia

Un articolo di The Register segnalato poco fa sul Disinformatico afferma qualcosa che nessun ecologista vorrebbe leggere. Secondo i rilevamenti Nasa le contromisure adottate per frenare il riscaldamento globale porterebbero…allo scioglimento dei ghiacci delle calotte polari. Sarebbe l’aumento dei livelli delle particelle di aerosol nell’aria ad aver provocato l’innalzamento della temperatura. Il dottor Drew Shindell afferma che i solfati derivati dalla combustione del petrolio hanno l’effetto di schermare le radiazioni solari e di abbassare la temperatura terrestre, solfati che sono stati tagliati dalle più recenti disposizioni legislative americane ed europee. Facciamo un passo indietro?
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Tag:aerosol, america, aumento, calotte, calotte polari, Clima, combustione, contromisure, Disinformatico, Drew Shindell, ecologista, ghiacci, globale, innalzamento, livelli, NASA, Paolo Attivissimo, particelle, petrolio, polari, radiazioni, Register, riscaldamento, riscaldamento globale, scioglimento, solfati, stock xchng