Emissioni

Tavolo italiano su bio e cambiamenti climatici

statue-pechino-01 Il Comitato Clima di Icea promuove la costituzione del “Tavolo italiano su agricoltura biologica e cambiamenti climatici”.
Gli operatori del biologico, le organizzazioni ambientaliste e dei consumatori, gli enti di ricerca pubblici e privati interessati a partecipare alle attività del tavolo possono inviare la propria adesione usando il modulo on line su www.icea.info.
L’istituzione del Tavolo – coordinato da Lorenzo Ciccarese, membro della Cnc Icea e ricercatore Ispra – e la conferenza stampa di lancio dell’iniziativa si terranno a Bologna l’8 settembre.
“I cambiamenti climatici – spiegano dall’Icea – rappresentano oggi la più importante emergenza ambientale da affrontare; il settore agricolo sarà tra i più colpiti, con i piccoli agricoltori, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, che rappresentano il gruppo più vulnerabile. Questo scenario mette l’agricoltura di fronte a una sfida che si presenta con forme inedite, innanzi tutto perché impone di essere affrontata, non lasciando spazio alla discussione sul farlo o meno. Poi esprime un carattere di urgenza, che ci impegna verso le generazioni future a mettere in atto fin da subito quelle azioni che possono consentire di stabilizzare l’aumento della temperatura entro livelli non catastrofici”.

Fonti energetiche rinnovabili, gli obiettivi per il 2020

E' aperto il dibattito sull'energia eolica

E' aperto il dibattito sull'energia eolica

Entro il 2020 l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili dovrà coprire il 17% dei consumi energetici nazionali, in linea con le indicazioni della direttiva europea: questo l’obiettivo che emerge dal Piano di azione nazionale per le elaborato dal ministero dello Sviluppo economico. La direttiva dell’Unione stabilisce infatti un quadro comune per la promozione dell’energia da fonti rinnovabili e fissa obiettivi nazionali obbligatori; in base all’articolo 4, ogni Stato membro è tenuto a fissare i propri obiettivi adottando un piano di azione da trasmettere alla Commissione europea entro il 30 giugno 2010. Da tempo l’Italia ha posto lo sviluppo delle fonti rinnovabili tra le priorità della sua politica energetica, insieme alla promozione dell’efficienza energetica, avendo come obiettivi la promozione di filiere tecnologiche innovative, la riduzione dei costi dell’energia per cittadini e imprese, lo sviluppo sostenibile.

Gas serra in calo, per il quinto anno consecutivo

smog Le di gas a effetto serra in Europa sono diminuite per il quinto anno consecutivo, rendendo più vicino il raggiungimento degli obiettivi stabiliti per l’Unione europea in materia dal . Lo rende noto l’Agenzia europea dell’ambiente nel suo ultimo rapporto.
Nel 2008, nell’Unione europea a 15 c’è stata una riduzione delle dell’1,9% rispetto al 2007, pari a una diminuzione del 6,9% rispetto al 1990 e quindi vicina alla soglia dell’8% fissata da Kyoto. Anche nell’Unione europea a 27 paesi membri le si sono ridotte del 2% nello stesso periodo di riferimento, pari a una diminuzione dell’11,3% rispetto al 1990. All’epoca della firma del , infatti, l’Unione europea era composta solo da 15 stati membri e non esiste quindi un obiettivo per l’Unione europea a 27.
“Con il proseguimento dei negoziati per un accordo mondiale sul clima per il periodo successivo al 2012 è fondamentale che l’Europa dimostri di essere in grado di tener fede ai propri impegni nell’ambito del . I cali significativi delle realizzati negli ultimi cinque anni dimostrano chiaramente l’importanza di fissare obiettivi vincolanti”, ha dichiarato il commissario per il cambiamento climatico .Tuttavia, ha ammonito il commissario, “il 2008 è soltanto il primo anno del periodo di impegno del e tutti gli Stati membri devono continuare ad adoperarsi per conseguire i loro obiettivi per il periodo 2008-2012”.

Legambiente accende l’estate

festambiente 01festambiente 02festambiente 03festambiente 04festambiente 05festambiente 06festambiente 07festambiente 08 Si rinnova l’appuntamento con la XXII edizione di Festambiente, il Festival nazionale di Legambiente dedicato all’ambiente e alla solidarietà, che aprirà i battenti dal 6 al 15 agosto 2010 a Rispescia, Grosseto. Dieci giorni di divertimento all’insegna dell’ecologia, delle buone pratiche e del mangiar sano alle porte del Parco della Maremma. Tante le novità dalla musica al cinema, dai dibattiti alle mostre, dalla vasta Città dei bambini alla ristorazione tradizionale e vegetariana, oltre a numerosi stand espositivi presso il Centro nazionale per lo sviluppo sostenibile “Il Girasole”.
Tema principale di questa XXII edizione sarà l’abbassamento delle tramite le energie rinnovabili, il risparmio, l’efficienza energetica e tutte quelle buone pratiche per cercare di aiutare il pianeta nella vita di tutti i giorni: dal risparmio di acqua ed energia, all’acquisto di prodotti ed elettrodomestici a basso consumo che riducono anche le emissioni nell’ambiente, fino ai consigli su una sana alimentazione a filiera corta con i ristoranti e i punti ristoro, esclusivamente con prodotti biologici e tradizionali. Tutto questo sarà possibile grazie anche a speciali esempi e mostre allestite ogni giorno.
Nata come piccolo meeting in difesa dell’ambiente nel 1989, Festambiente ha saputo conquistarsi negli anni uno spazio importante nel panorama nazionale e internazionale, diventando capofila di una rete di manifestazioni sparse per l’intera penisola e nel bacino del Mediterraneo.

Una guida per inquinare meno

auto-inquinanti Pubblicata sul sito del la guida 2010 sul risparmio di carburante e sulle delle autovetture. All’interno della guida è possibile consultare i dati dei consumi nei vari cicli (urbano, extraurbano e misto) e delle emissioni di tutti i modelli di automobile in vendita al 28 febbraio 2010, completi anche di una lista dei modelli che emettono meno anidride carbonica, divisi per alimentazione a benzina o a gasolio. Una menzione speciale viene riservata ad alcuni modelli che ottengono gli stessi risultati mediante alimentazione “bifuel” (con utilizzo di gpl o metano), oppure con propulsione ibrida (motore a benzina più motore elettrico). La pubblicazione offre, inoltre, consigli agli automobilisti per una guida ecocompatibile, con suggerimenti utili anche dal punto di vista della sicurezza stradale e dell’economicità. I consigli sono utili anche per limitare l’inquinamento da gas di scarico, problema collegato a quello delle emissioni di anidride carbonica (un’automobile più efficiente produce minori emissioni di entrambi i tipi). Minori consumi permettono anche di ridurre le importazioni di petrolio, con effetti benefici sulla bilancia commerciale.

Sette tutto verde

magazine 7 Un intero numero dedicato al . E’ quanto propone questa settimana Sette, il magazine del diretto da Giuseppe Di Piazza. “Quanto aiuto – si legge sulla copertina – possiamo dare al pianeta? Tanto, se ci comportiamo nei modi giusti. Scopriamo quali, in 164 pagine dedicate al bene più grande: il nostro futuro”. All’interno del numero speciale sono presenti, tra l’altro, articoli su auto e moto, stili di vita, scienza e ghiacci, Europa pulita, moda. E poi c’è anche una intervista al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Cosa dice? “Abiterei accanto a una centrale”. Sulla copertina, infine, a farla da padrone è Eleonora Abbagnato, prima ballerina dell’Opera di Parigi.

Perché il Sun day

pannelli solari L’Accordo sul Clima di Bruxelles ha stabilito, per i 27 Paesi appartenenti all’Unione europea, che si arrivi, entro il 2020, a: incrementare del 20% la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili; ridurre del 20% i consumi energetici; diminuire di almeno il 20% le di , responsabili delle alterazioni climatiche sulla terra. Per molti Paesi, raggiungere questi traguardi, significherà mettere in atto un grande sforzo e attuare politiche mirate a realizzare gli impegni presi.
L’idea di di modello energetico è fondata su politiche di efficienza e sviluppo delle rinnovabili. Lo sviluppo delle , insieme a un uso intelligente del risparmio energetico, sono considerati una risposta immediata ed efficace al raggiungimento degli obiettivi imposti dall’Unione europea. L’efficacia e la validità del ricorso all’energia solare sono dimostrate dalle esperienze di Paesi come la Germania o la Spagna dove le aziende del settore hanno potuto mettere a punto produzioni e tecnologie. Per un Paese, investire nelle , contribuisce alla costruzione di un sistema imprenditoriale innovativo e diffuso, che, ad esempio, in Germania, occupa ormai 250.000 lavoratori, in grado di competere sul mercato globale.

Terra Futura, dai quartieri la sfida al cambiamento globale

terra-futura Terra Futura, la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità, ribadisce la necessità di una svolta: nelle scelte di governo (locali, nazionali, internazionali), nel modo di pensare e di fare economia, di consumare, vivere sul Pianeta e tessere relazioni sociali. Una svolta che – anche alla luce del fallimento politico della XV Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici di Copenhagen – può partire dai territori, dal locale. Per questo la settima edizione di Terra Futura (Firenze, Fortezza da Basso, dal 28 al 30 maggio 2010) è dedicata al tema delle “Comunità sostenibili e responsabili”: ad esse è necessario guardare per scoprire quanti siano già i nuovi modelli e le esperienze di sviluppo sostenibile. Da qui può nascere un progetto di società capace di farci uscire davvero dalla crisi.
La comunità deve pensare e agire con la consapevolezza che si sono allargati i confini della propria responsabilità: quelli temporali (ossia verso le generazioni future), quelli spaziali (verso l’intero pianeta). C’è questo al centro di Terra Futura: presente e futuro si toccano, locale e globale sono inevitabilmente connessi. E se ogni azione nel locale ha ripercussioni nel globale, allora anche le soluzioni, la svolta possibile potrà partire da qui. E ancora, qui trova motivo e radici il ruolo fondamentale delle città, come luoghi di contraddizione e conflitti, simbolo e prodotto della globalizzazione (dal 2008 oltre la metà della popolazione mondiale vive nelle città, qui è prodotto l’80% delle di e la temperatura media è maggiore di un grado rispetto alla media nazionale, agli usi civile è imputabile il 40% dei consumi energetici, e ancora nelle aree urbane avviene circa il 60% degli spostamenti).

Così frana l’Italia/1

Abitazioni crollate

Abitazioni crollate

“Vogliamo riempire di contenuti concreti la prossima campagna elettorale. Altro che schieramenti e posizionamenti, le Regioni hanno responsabilità enormi per disegnare la qualità dello sviluppo nei territori per uscire dalla crisi”. Questo l’assunto di Legambiente che, in Ambiente Italia 2010, l’annuale rapporto sullo stato di salute del Paese, quest’anno ha voluto aggiungere ai tradizionali indicatori anche una significativa analisi delle sfide ambientali che le Regioni devono affrontare per promuovere uno sviluppo più moderno e pulito, avviando sul serio la Green economy, creando nuovi occupati in settori strategici, modernizzando il Paese puntando sulla qualità e la vivibilità concreta.
Alla conferenza stampa di presentazione del rapporto, questa mattina a Roma, hanno preso parte Duccio Bianchi dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia e Edoardo Zanchini, responsabile energia e infrastrutture di Legambiente, curatori del rapporto, insieme a , presidente nazionale di Legambiente, Edo Ronchi, presidente Fondazione per lo sviluppo sostenibile e Maurizio Gubbiotti, coordinatore segreteria nazionale di Legambiente.
Il quadro numerico nazionale mostra un Paese bloccato, con gravi problemi in tema di mobilità, legalità, rifiuti, con sprazzi di eccellenze e buone pratiche sparse che, pur aprendo la strada a momenti di ottimismo non riescono a fare sistema e a caratterizzare lo sforzo unitario della comunità.
Nello specifico, appare decisamente negativa la performance italiana relativa alle climalteranti. Con 550 milioni di tonnellate di , l’Italia è il terzo paese europeo per (era quinto nel 1990 e quarto nel 2000). Rispetto al 1990 – anno di riferimento per l’obiettivo di riduzione del 6,5% entro il 2010 del – la crescita delle lorde italiane è stata del 7,1%, soprattutto a causa dell’aumento dei consumi per trasporti (+24%), della produzione di energia elettrica (+14%) e della produzione di riscaldamento per usi civili (+5%). Le nette, considerando i cambiamenti d’uso del suolo e l’incremento della superficie forestale, sono cresciute del 5%. Tutto ciò, mentre a livello europeo si registra una riduzione del 4,3% (Eu a 15) delle rispetto al 1990, con Germania, Regno Unito e Francia che hanno già superato gli obiettivi del , seguiti dall’Olanda che li sta raggiungendo.
Tra i settori più critici, va segnalato ancora quello della mobilità. L’Italia è il paese con la più elevata quantità pro capite di mobilità motorizzata. Nel trasporto terrestre i mezzi privati coprono circa l’82% della domanda. Si registra poi una crescita sostenuta del trasporto su moto e ciclomotori. Le merci continuano a viaggiare prevalentemente su strada (il 71,9% nel 2008), poco in nave (18,3%) e pochissimo su ferrovia (9,8%). Il tasso di motorizzazione è ovviamente altissimo, con 598 auto ogni 1000 abitanti (+91% dal 1980).

Le strategie possibili

smog “Il traguardo di un livello accettabile della qualità dell’aria è purtroppo ancora lontano – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente – e molte sono ancora le azioni da intraprendere da parte delle amministrazioni locali e dal governo per contribuire a migliorare la qualità dell’aria che respiriamo. Ma se la salute è la priorità, non dobbiamo dimenticare che il mancato rispetto delle norme sui livelli di inquinamento dell’aria entro il 2011 esporrà l’Italia all’ennesima sanzione annunciata da parte dell’Unione europea. Anche i Governi che si sono succeduti dal 2001 ad oggi – dice ancora il presidente di Legambiente – hanno finanziato per il 67 per cento delle risorse della Legge obiettivo le infrastrutture stradali, non prevedendo nessun serio intervento economico a sostegno della . Ad oggi, l’unica politica messa in campo dal Governo è la delle vecchie auto, che scarica sui contribuenti-consumatori i costi di un assai parziale abbattimento delle emissioni inquinanti”. Legambiente con ha elaborato e diffuso il dossier Mal’aria 2010 sulla qualità dell’aria che respiriamo nella città italiane. “Il primo intervento, veloce e economicamente non impegnativo – ha spiegato Cogliati Dezza – consisterebbe nell’assicurare al trasporto pubblico di superficie una maggiore fluidità estendendo il più possibile la rete di corsie preferenziali, con due risultati immediati quasi a costo zero: la sottrazione di spazio alle automobili e una reale concorrenzialità del bus rispetto alle vetture private. Anche l’adozione di un pedaggio urbano per le aree più congestionate potrebbe, se applicato su aree significative, ridimensionare gli ingorghi, regolare il traffico, migliorare l’efficienza del trasporto pubblico, riducendo le emissioni inquinanti. Si tratta di superare le obiezioni politiche (elettoralistiche in realtà) e di trovare un prezzo di mercato equo per un bene assai scarso, lo spazio urbano, che fino a oggi è stato offerto gratuitamente agli automobilisti”. (6/fine)