Energia

Lotta al petrolio sporco

marea nera Da ieri mattina all’alba, quattro attivisti di Greenpeace stanno bloccando la piattaforma petrolifera Stena Don, situata nelle gelide acque al largo della Groenlandia. Gli attivisti sono riusciti a scalare la piattaforma e si dichiarano “ben equipaggiati” per rimanere appesi diversi giorni.
“Le grandi compagnie petrolifere – tuona Giorgia Monti, responsabile Campagna Mare di Greenpeace Italia – devono restare fuori dall’Artico. Piattaforme come questa, impegnate in esplorazioni petrolifere, potrebbero far scattare la scintilla della corsa all’oro nero nell’Artico, mettendo a rischio questo fragile ecosistema e il clima globale. Se riusciremo a bloccare la Stena Don anche per pochi giorni sarà difficile per la compagnia britannica Cairn Energy terminare le attività di esplorazione entro quest’anno. Un tempo che speriamo sia sufficiente a ottenere una moratoria mondiale per l’estrazione di idrocarburi in alto mare”.
“Le nostre azioni contro il petrolio sporco – annuncia – non si fermano qui”.

Enea: benino eolico e fotovoltaico

E' aperto il dibattito sull'energia eolica

E' aperto il dibattito sull'energia eolica

In crescita il fotovoltaico

In crescita il fotovoltaico

La crisi economica, le incertezze legate ai costi e all’approvvigionamento dell’energia, il crescente livello delle emissioni e il rischio di cambiamenti climatici, mettono in discussione la sostenibilità dell’attuale sistema economico-produttivo mondiale. E’ quanto si legge nel rapporto 2010 sulle fonti rinnovabili elaborato dall’Enea. Per affrontare tali problematiche – si ragiona – occorreranno in primo luogo la diffusione di tecnologie e di comportamenti per un uso razionale dell’energia, in particolare negli usi finali dell’energia ma, in una prospettiva di lungo termine, occorrerà accelerare l’impegno nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie, che consentano il ricorso pulito alle fonti fossili e il pieno utilizzo delle fonti rinnovabili.
La straordinaria diffusione delle tecnologie per le fonti rinnovabili a cui si è assistito nell’ultimo decennio a livello internazionale ha coinvolto, soprattutto negli ultimi due anni, anche l’Italia pur rimanendo ancora settori – soprattutto nelle rinnovabili termiche (solare e biomassa) – ampiamente sottoutilizzati. A questa diffusione non ha corrisposto però una adeguata crescita della capacità produttiva nazionale e si è determinato un aumento preoccupante della “dipendenza tecnologica” del nostro paese proprio in quei settori di cui viene da più parti auspicato uno sviluppo in funzione anti-crisi.
Cogliendo le indicazioni del legislatore che, con l’istituzione dell’agenzia, ha voluto sottolineare il ruolo dell’Enea nel campo dei “servizi avanzati nei settori dell’energia”, questo terzo rapporto sulle fonti rinnovabili, nel fornire una visione d’insieme sullo stato dell’arte e sulle dinamiche in atto a livello nazionale e internazionale, testimonia soprattutto l’impegno dell’Enea a supporto del decisore pubblico sul piano delle politiche energetiche e ambientali e, sul piano delle tecnologie, a sostegno di quei processi di qualificazione e di innovazione tecnologica necessari alle imprese per conseguire uno sviluppo competitivo e sostenibile.

Acqua pubblica: quasi un milione e mezzo di firme

acqua Ieri mattina sono state consegnate presso la Corte di Cassazione 1.401.432 di firme, raccolte per ciascuno dei tre quesiti referendari sull’acqua pubblica. La raccolta firme per la ripubblicizzazione dell’acqua, partita tre mesi fa ha visto impegnati su tutto il territorio italiano migliaia di volontari che hanno organizzato banchetti, manifestazioni, dibattiti sull’acqua bene comune dell’umanità.
Per il presidente di Solidarietà e cooperazione Cipsi, Guido Barbera, una delle 8 persone scelte tra i promotori del referendum per la consegna delle firme in Cassazione, “questo dato consegna il referendum per l’acqua pubblica alla storia di questo paese: in tre mesi abbiamo raccolto il maggior numero di firme rispetto a tutte le altre esperienze referendarie italiane. Con il migliore dei presupposti possibili comincia da qui l’avventura, un lungo percorso che ha come prossima tappa 25.000.000 di votanti nel 2011. Per alcuni sono solo numeri, per noi sono la storia del nostro futuro!”.

Il valore delle rinnovabili

E' aperto il dibattito sull'energia eolica

E' aperto il dibattito sull'energia eolica

L’industria delle rinnovabili può creare otto milioni e mezzo di posti di lavoro entro il 2030 se i governi colgono l’opportunità di investire in un futuro più verde. Parola di Energy [R]evolution, uno studio dettagliato su come ridurre le emissioni di CO2 e garantire allo stesso tempo la crescita economica, sostituendo i combustibili fossili con efficienza energetica e rinnovabili.
Secondo lo studio entro il 2030 è possibile creare dodici milioni di posti di lavoro, di cui otto e mezzo soltanto nel settore delle fonti rinnovabili. Allo stato attuale, i posti di lavoro in energie rinnovabili sono soltanto 2,4 milioni a fronte di 8,7 del settore energetico a livello mondiale.
Attuando Energy [R]evolution, invece, si creerebbero 3,2 milioni di nuovi green jobs, il 33 per cento in più di quelli attuali, sempre nel settore dell’energia. Il mercato globale per le tecnologie rinnovabili, entro il 2030, passerà dagli attuali 100 miliardi di dollari l’anno, a più di 600 miliardi di dollari.

Gli Ato che funzionano

acqua 2 La recente legge sugli Enti locali che vuol eliminare gli enti superflui e inefficienti, colpisce anche le realtà più utili. Oltre la metà dei Comuni Ricicloni, infatti , si sono strutturati per la gestione dei servizi in sistemi consortili, esperienza che riguarda circa 6,3 milioni di abitanti residenti nel nord Italia, efficace grazie alla distribuzione uniforme su ampie aree di territorio. Tre gli esempi più significativi premiati da Legambiente con il premio speciale “Cento di questi consorzi”: il Consorzio Intercomunale Priula, provincia di Treviso (243.721 abitanti e 78% di raccolta differenziata), Fiemme Servizi spa provincia di Trento (27.585 abitanti che raccolgono in modo differenziato il 77,6% del totale) e il Consorzio per l’igiene dell’Ambiente e del Territorio – TV1, provincia di Treviso (308,169 abitanti e 74,3% di raccolta differenziata)
I comuni sopra e sotto i 10.000 abitanti: le eccellenze sono al Nord.
Il nord est si conferma dunque l’area del nostro territorio dove i rifiuti vengono gestiti al meglio. Basti pensare che nella graduatoria dei comuni al di sopra dei 10.000 abitanti, nelle prime 27 posizioni troviamo solo comuni veneti e trentini ad eccezione di due comuni astigiani al 19° e 21° posto. La classifica dei comuni al di sotto dei 10.000 abitanti invece parla solo la lingua veneta: nei primi 30 posti, sono solo due gli intrusi, in 9a e 10a posizione (un trentino e un torinese). Di questi, 18 li troviamo in provincia di Treviso e, di essi, ben 12 appartengono al Consorzio Intercomunale Priula, che non casualmente dunque, si conferma come il migliore nella speciale classifica “Cento di questi consorzi”.
Al centro sud gli incrementi sono decisamente più contenuti, ad eccezione della regione Campania che ancora una volta, pur tra mille contraddizioni e problemi, sembra essere il luogo dove qualcosa si muove.
Al Centro, nella classifica delle città con oltre 10.000 abitanti, troviamo solo comuni toscani e marchigiani, mentre in quella dei piccoli comuni (sotto i 10.000 abitanti), si affacciano in maniera massiccia i comuni laziali, anche se a dettare legge sono ancora quelli delle Marche. Al Sud e nelle isole invece, nella graduatoria delle città troviamo praticamente solo realtà campane e sarde, mentre in quella dei piccoli comuni, pur dominata dalla Campania e dalla Sardegna con 67 e 27 comuni rispettivamente, troviamo l’Abruzzo che, nonostante i gravi problemi del territorio può vantare la buona performance di 11 comuni. Segnali incoraggianti anche dalla Sicilia (7 comuni) e dalla Calabria (4).
Tra le grandi città, nessuna performance degna di nota. Nessuna infatti ha superato la soglia stabilita per rientrare nella classifica virtuosa.
I capoluoghi di provincia.
Le città più popolose in classifica risultano essere Reggio Emilia con 166.678 abitanti, e Salerno con 139.587, dove le politiche e le azioni messe in campo lo scorso anno, grazie anche al supporto del Conai, hanno portato a risultati apprezzabili. Il Piemonte si attesta quale regione col maggior numero di capoluoghi ricicloni: Novara, Asti, Cuneo, Verbania e Biella. Al centro invece ancora il deserto: nessun capoluogo ha superato l’obiettivo del 50% di raccolta differenziata.
La provincia nella quale risiedono il maggior numero di cittadini ricicloni è invece la provincia di Torino dove i comuni da premiare quest’anno sono ben 106. La provincia di Milano paga la “cessione” di 50 comuni ricicloni alla neonata provincia di Monza e Brianza che sommati ai suoi 89 l’avrebbero resa la provincia più riciclona d’Italia, capoluogo a parte.

Eolico in Sardegna fra arresti e logge segrete

E' aperto il dibattito sull'energia eolica

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Non si ferma l’inchiesta della procura di Roma sugli impianti eolici da realizzare in Sardegna. Le manette sono girate attorni ai polsi dell’imprenditore Flavio Carboni (da poco assolto anche in appello dall’accusa di aver ucciso il banchiere Roberto Calvi nel 1982), del geometra Pasquale Lombardi, noto per il suo passato nella Dc campana, e dell’assessore socialista del Comune di Napoli Arcangelo Martino (già coinvolto nei fatti di Tangentopoli).
L’inchiesta della procura capitolina riguarda un presunto comitato d’affari che avrebbe gestito l’assegnazione di una serie di appalti pubblici in Sardegna nel settore dell’eolico. E le accuse non si limiterebbero all’associazione per delinquere, alla corruzione e al riciclaggio. I magistrati romani contesterebbero anche la violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete.
Nell’inchiesta risultano indagati anche il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci e il deputato e coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini.

Energia sostenibile in mostra

In crescita il fotovoltaico

In crescita il fotovoltaico

Torna a settembre l’appuntamento con la mostra mercato dell’energia sostenibile per la casa, l’impresa e la pubblica amministrazione.
Quindicimila presenze in tre giorni, seminari e workshop di informazione e numerosi contatti commerciali con un pubblico attento al risparmio consentito dalle nuove fonti di energia. Nel maggio 2008, la prima edizione della Fiera del sole ha mosso l’interesse nel settore. Quest’anno l’appuntamento è dal 24 al 26 settembre, nei locali della Fiera di Osnago, a Lecco.
“La Fiera del sole è un’occasione per mettere a confronto domanda e offerta, consumatori e produttori, famiglie e operatori del settore, su un tema che ha importanti ricadute sia sul piano economico, sia sul piano ambientale” afferma Alessandro Pozzi, coordinatore di Agenda 21 meratese e assessore all’Ambiente di Osnago.
Per Carlo Signorelli, assessore all’Ambiente della Provincia di Lecco, “la sfida è quella di propiziare sempre più comportamenti coerenti e consapevoli da parte dei cittadini, delle imprese e della pubblica amministrazione; è proprio con questo spirito che la Provincia di Lecco sta iniziando una campagna per la promozione dell’utilizzo dell’energia solare e in particolare delle pensiline fotovoltaiche”.

“Sì alle rinnovabili, no alle speculazioni”

E' aperto il dibattito sull'energia eolica

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Associazioni ambientaliste schierate in difesa del paesaggio e contro l’eolico selvaggio. Il documento è firmato da Italia nostra, Amici della terra, Mountain wilderness, Movimento azzurro, Comitato nazionale del paesaggio, Altura, Fare verde, Comitato per la bellezza, Associazione per la wilderness, Vas, Federazione nazionale pro natura. “L’attuale congiuntura – sostengono – rende inderogabile un riordino e una rimodulazione di tutta la normativa a sostegno delle rinnovabili. Nelle more dell’emanazione di questa nuova normativa il Governo blocchi ogni speculazione e imponga una ragionevole moratoria agli impianti eolici”.
“Questo sistema – sono le loro parole – ha favorito, particolarmente nel settore dell’eolico, speculazioni e infiltrazioni mafiose, documentate in decine di inchieste giudiziarie, e ha determinato un’aggressione gravissima ai valori naturalistici, culturali, economici del paesaggio e al territorio protetto in tutta Italia, attraverso la sregolata installazione di pale eoliche persino dove il vento è scarso”.
“Anche alla luce dei recenti scandali – fanno sapere – il problema non può più essere ignorato. Occorre fermare subito le speculazioni, o con l’art.45 (del decreto Tremonti, ndr), o con una moratoria che blocchi per il tempo necessario l’installazione di nuovi impianti eolici”.

Nucleare, il ministro sorride

“La decisione della Corte Costituzionale di rigettare l’impugnativa delle Regioni sulla legge delega per il nucleare fuga ogni dubbio sulla legittimità della impostazione del Governo su questo tema chiave per lo sviluppo del paese”. Così il ministro dell’Ambiente sulla decisione della Consulta.
“Ho affrontato il tema con il premier Berlusconi – ricorda – chiedendogli di accelerare le procedure per l’avvio dell’Agenzia per la sicurezza nucleare e che approfondiremo a margine del consiglio. Ora bisogna andare avanti senza indugio per definire le scelte concrete da adottare, i costi e i benefici per i territori e per il paese”.
“Credo – conclude – sia oggi ancora più valida la proposta di un tavolo di confronto concreto de-ideologizzato che consenta di affrontare uno snodo dello sviluppo del paese come quello del ritorno al nucleare non cercando impossibili unanimità ma la piena consapevolezza di tutti in materia di sicurezza, ambiente, costi e bilancio energetico. Sgombrando il campo sia da allarmismi ingiustificati che da facili entusiasmi. Incontrerò il prof. Veronesi e sono pronta ad incontrare Emma Bonino e quanti si sono dichiarati disponibili ad un confronto franco su questa sfida”.

Fonti energetiche rinnovabili, gli obiettivi per il 2020

E' aperto il dibattito sull'energia eolica

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Entro il 2020 l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili dovrà coprire il 17% dei consumi energetici nazionali, in linea con le indicazioni della direttiva europea: questo l’obiettivo che emerge dal Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili elaborato dal ministero dello Sviluppo economico. La direttiva dell’Unione stabilisce infatti un quadro comune per la promozione dell’energia da fonti rinnovabili e fissa obiettivi nazionali obbligatori; in base all’articolo 4, ogni Stato membro è tenuto a fissare i propri obiettivi adottando un piano di azione da trasmettere alla Commissione europea entro il 30 giugno 2010. Da tempo l’Italia ha posto lo sviluppo delle fonti rinnovabili tra le priorità della sua politica energetica, insieme alla promozione dell’efficienza energetica, avendo come obiettivi la promozione di filiere tecnologiche innovative, la riduzione dei costi dell’energia per cittadini e imprese, lo sviluppo sostenibile.