Geografia ambientale

Commercio del legno, “così non va”

Mentre a sono in corso i negoziati per limitare l’impatto globale della deforestazione sul , i Governi europei bloccano la possibilità di avere una legge severa e efficace che impedisca l’ingresso del illegale sui mercati europei. E’ la nuova denuncia di Grennpeace.
“A si discutono le misure per tagliere le emissioni proteggendo le ultime foreste del pianeta e con grande nonchalance i Governi europei cosa fanno? Si oppongono alle misure proposte dallo stesso Parlamento per ridurre fenomeni barbari come il taglio illegale e la distruzione degli ultimi polmoni del nostro pianeta – commenta stupita Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Italia –. Questo cieco sostegno dei ministri, compreso l’italiano Luca Zaia, all’industria del renderà impossibile per tutti i consumatori europei sapere se il che acquistano non provenga da gravi fenomeni di illegalità come la deforestazione e l’ingiustizia sociale”.

Foreste tropicali, addio annunciato?

Le foreste sono oggetto di studio

Le foreste sono oggetto di studio

Di questo passo diventeranno presto un ricordo. Negli ultimi venti anni ne è stata distrutta una superficie pari a otto volte l’Italia. Su per giù, sono 250 milioni di ettari. A leggere approfonditamente i dati emergono dettagli poco rassicuranti: circa un decimo del commercio internazionale di legname proviene da tagli illegali causando perdite commerciali pari a dieci miliardi di dollari l’anno. Sono i dati diffusi dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Numeri che fanno coppia con quelli della Fao: quasi 13 milioni di ettari di foreste sono distrutti ogni anno, di cui l’85 per cento è concentrata nei Paesi tropicali. Per il capo dipartimento dell’Ispra Emi Morroni “permane purtroppo la presenza di uno squilibrio crescente nel rapporto uomo-natura nelle dotazioni generali di capitale naturale rispetto alle condizioni economiche dei Paesi. questo un aspetto non sempre ben percepito del divario nei percorsi di sviluppo del nord e del sud del mondo”.

A rischio le foreste del Mediterraneo

Le foreste sono un interessante oggetto di studio Scienziati dei Paesi del bacino del e non solo, hanno raggiunto un accordo per sviluppare un programma di ricerca per affrontare i problemi del patrimonio forestale del . Quello che viene definito il triangolo che collega l’Europa mediterranea all’Africa settentrionale e al Medioriente ha bisogno di maggiore ricerca, istruzione e innovazione per riuscire a sostenere quel prezioso ecosistema che produce i vari prodotti e servizi che contribuiscono alle economie nazionali della regione. Sono 73 milioni gli ettari di patrimonio naturale costituito dalle e dai boschi del ospitano 25.000 specie di piante vascolari (metà delle quali sono endemiche). La regione è apprezzata sia per i suoi beni (legname, sughero, piante aromatiche, tartufi) che per i servizi (turismo e attività di ricreazione), che sono vitali per lo sviluppo socioeconomico della regione. Il suo futuro tuttavia, è “seriamente minacciato dai cambiamenti climatici e dall’”. Sono rischi per la sopravvivenza che vanno ad aggiungersi ai problemi – da sempre esistenti – legati agli incendi, il sovrasfruttamento e l’avanzare della desertificazione nella regione.

“L’Artico a rischio scomparsa dal 2030”

Si registra oggi il minimo annuale di estensione dei ghiacci dell’Artico. Il 2009 si classifica al terzo posto – dopo 2007 e 2008 – tra gli anni peggiori per la perdita di superficie della calotta polare artica. Un altro segnale d’allarme per i leader del mondo che al vertice di Copenhagen dovranno trovare un accordo per evitare catastrofici. La nave rompighiaccio di Greenpeace, l’Arctic Sunrise, prosegue la sua spedizione nell’Artico e si trova ora al largo della costa nord-orientale della Groenlandia, di fronte all’arcipelago norvegese delle Isole Svalbard. A bordo si è aggiunto Peter Wadhams, esperto di fama mondiale che utilizzerà l’Arctic Sunrise come piattaforma per le proprie ricerche sullo stato di riduzione dei ghiacci dell’Oceano Artico. “Stiamo entrando in una nuova epoca di fusione dei ghiacci dell’Oceano Artico a causa del riscaldamento globale” spiega il dott. Peter Wadhams. “Nel giro di vent’anni l’Artico arriverà alla fine del periodo estivo completamente privo dei ghiacci che ricoprono il mare. Non possiamo più fare affidamento sui modelli di previsione usati fino ad oggi, che hanno sovrastimato le condizioni reali già dagli anni ‘80”. Greenpeace chiede che i Paesi industrializzati si impegnino a ridurre le proprie emissioni di del 40% entro il 2020, rispetto ai valori del 1990, e a fornire risorse finanziarie ai Paesi in via di sviluppo pari ad almeno 110 miliardi di euro all’anno fino al 2020, così da aiutarli a ridurre la crescita delle loro emissioni del 15-30% al 2020.

EcoLOGICA 2009 a Borgomanero

A Borgomanero, nella nuova area scuole,
dal 10 al 13 settembre, ecoLOGICA 2009

Dalle energie alternative ai cibi senza chimica, un viaggio
tra ambiente, , biologico all’insegna della semplicità

Borgomanero, 7 luglio 2009. Uno stile di vita sostenibile. Nel 2008 il tema di ecoLOGICA ha riscosso senza dubbio il favore del pubblico: quasi 10.000 i visitatori. Forte del successo ottenuto dal nuovo corso della Fiera cittadina, inaugurato lo scorso settembre, Borgomanero (NO) ospita da giovedì 10 a domenica 13 settembre 2009, la seconda edizione della .
Quattro giorni dedicati alla produzione eco-sostenibile, al , ai materiali eco-compatibili e rinnovabili, al biologico, al . ecoLOGICA 2009 è aperta dalle 18.00 alle 24.00 nei giorni di giovedì e venerdì e dalle 15.00 alle 24.00 sabato e domenica.

Star bene con se stessì, star bene con l’ambiente: è questo in estrema sintesi il tema guida del progetto lanciato lo scorso anno e realizzato dalla Pro-Loco di Borgomanero con il patrocinio e il contributo del Comune di Borgomanero, dell’Atl della Provincia di Novara, della Provincia di Novara e della Regione Piemonte e il determinato sostegno dell’assessore all’Ambiente di Borgomanero Roberto Nonnis.

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GIORNATA MONDIALE SULLA DESERTIFICAZIONE

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Dal 1994 l’Onu ha dichiarato il 17 Giugno ‘Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla Siccita”, a cui aderiscono 190 Paesi per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere l’attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione. In Africa il 73% delle terre aride (coltivate) sono a grave rischio desertificazione, e da qui al 2020 un numero pari a 60 milioni di persone potrebbe spostarsi dalle zone desertificate dell’Africa Sub-sahariana verso il nord Africa e l’Europa.Aleggia la possibilita’ che la superficie terrestre gia’ inaridita per circa il 47% si possa trasformare in deserto nelle zone caratterizzate da carenza di piogge e da alte temperature, a causa dei e alle attivita’ umane . Adesso a causa della siccità vi sono quasi un milione di profughi l’anno, oltre un miliardo di persone minacciate in più di 100 Paesi. In Italia, secondo il Corpo forestale dello Stato, oltre il 21% del territorio nazionale è a rischio di desertificazione. In pericolo sarebbero 5 regioni: Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Fra le svariate iniziative a Torino l’Istituto europeo di design ha organizzato un’esposizione di foto sulla desertificazione, incontri e conferenze si terranno a Palermo e presso le università della Calabria.Infine a Roma saranno presentati i dati e le attività atte a contrastare la desertificazione.

La Turchia conserverà il dna di specie in pericolo

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La minaccia di una catastrofe globale sta preoccupando il governo turco, il quale sta prendendo in considerazione l’ipotesi di mettere da parte campioni delle specie più rappresentative della flora della fauna da usare per ripopolare il paese in caso di catastrofe globale. Il Ministero dello Sviluppo dell’Agricoltura vuole creare delle banche di semi di e di di risposta al problema della siccità e del riscaldamento globale. Ad Ankara verrà istituita la prima banca turca del seme e sarà la quarta più grande del mondo, e sarà seguita da una banca per la dei geni di selvatici e domestici. La infatti possiede diverse specie uniche come ad esempio i gatti di Ankara e i cani Kangal che sono in via di estinzione. Il ministero sta anche sviluppando un piano per conservare diversi tipi di grano e altre specie di frutta e verdura.

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Condizionalità ecologica: risultati sul campo

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Secondo le regole della condizionalità ecologica, gli agricoltori sono tenuti a rispettare le norme ambientali, al fine di beneficiare di regimi di pagamenti diretti. Questo è un forte incentivo finanziario, e la condizionalità è un potente strumento di politica. Una ricerca ha controllato l’efficacia della condizionalità per la promozione della biodiversità sui pascoli e sui seminativi in Svizzera per ben 8 anni. I risultati sono stati sorprendenti: sono stati registrati benefici per la flora, le farfalle, i coleotteri e i ragni, in termini di numeri di composizione della comunità. Tuttavia, e questo è il dato deludente, le popolazioni di specie minacciate non hanno mostrato segni di beneficio. La condizionalità è stata in vigore in Svizzera per quasi un decennio, ma è stata introdotto solo di recente nel resto dell’UE. L’esempio svizzero ci servirà a trattare la conservazione delle specie in pericolo di estinzione con programmi specifici, che agiscono sulle particolarità dei territori.

Paleoecologia: alcune piante sopravvisero al grande gelo

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Avete mai pensato all’importanza della ? Queste scienza sta diventando sempre più importante per scoprire la dinamica della vegetazione in relazione al cambiamento climatico. Poiché i cambiamenti vegetazionali del passato hanno spesso lasciato impronte genetiche distinte sulle attuali popolazioni di , l’analisi genetica può aumentare la nostra conoscenza dei fossili basandosi sulle ricostruzioni. Le più recenti scoperte sul DNA rivelano che piccole popolazioni di alberi sopravvissero a latidudini medio alte in tutto il Quaternario glaciale. Essi rivelano ulteriori percorsi di migrazione e i processi demografici dell’espansione postglaciale. Questi risultati sfidano le nostre precedenti nozioni in materia di specie arboree in risposta al cambiamento climatico e contribuiscono a individuare gli obiettivi per la conservazione genetica.

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La tecnologia viene in aiuto della scienza

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Wikipedia definisce la fenologia come “…la scienza che si occupa della classificazione e registrazione degli eventi rilevanti nello sviluppo degli organismi, in particolare di quelli pecilotermi, cioè incapaci di regolare la propria temperatura in modo indipendente da quella ambientale, come ad esempio le piante e gli insetti.” Eventi studiati da questa scienza potrebbero essere la fioritura delle piante e le migrazioni degli animali. E’ evidente che questi effetti sono molto rilevanti per affrontare le questioni ambientali, perché possono fornire previsioni per chiarire i futuri . Questa scienza è ancora in via di sviluppo e gli ultimi progressi affrontano questo tipo di problemi utilizzando le moderne , come ad esempio le stime rilevate dai dati satellitari, che hanno consentito di migliorare la comprensione dei fenomeni in diversi settori, come ad esempio i rapporti tra la modellazione dello scambio tra terra e superficie, e la valutazione del rapporto tra la fenologia ed il clima. Un modo di pensare alla tecnologia in rapporto alla scienza, che credo dovrebbe essere esteso alla più ampia gamma di studi possibili.

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