Inquinamento atmosferico

Terra Futura, green mobility

auto-elettriche Soluzioni per la mobilità sostenibile protagoniste dell’edizione 2010 di Terra Futura (a Firenze dal 28 al 30 maggio). In rassegna innovative realtà che hanno fatto della “green mobility” il proprio settore di sviluppo ponendosi l’obiettivo di migliorare i problemi di acustico e atmosferico delle città.
Il primo obiettivo è appunto quello di ridurre l’impatto ambientale. Come? Mezzi alternativi allo scooter con consumi ridotti; sistemi di ricarica (sia di giorno che di notte) attraverso speciali pannelli solari; veicoli ecologici con materiali riciclati e riciclabili e propulsione totalmente elettrica. La stella polare rimane il rispetto dell’ambiente. Gli organizzatori scommettono sul successo (rapido) delle proposte.

Una guida per inquinare meno

auto-inquinanti Pubblicata sul sito del la guida 2010 sul risparmio di carburante e sulle di Co2 delle autovetture. All’interno della guida è possibile consultare i dati dei consumi nei vari cicli (urbano, extraurbano e misto) e delle di tutti i modelli di automobile in vendita al 28 febbraio 2010, completi anche di una lista dei modelli che emettono meno , divisi per alimentazione a benzina o a gasolio. Una menzione speciale viene riservata ad alcuni modelli che ottengono gli stessi risultati mediante alimentazione “bifuel” (con utilizzo di gpl o metano), oppure con propulsione ibrida (motore a benzina più motore elettrico). La pubblicazione offre, inoltre, consigli agli automobilisti per una , con suggerimenti utili anche dal punto di vista della sicurezza stradale e dell’economicità. I consigli sono utili anche per limitare l’inquinamento da gas di scarico, problema collegato a quello delle di (un’automobile più efficiente produce minori di entrambi i tipi). Minori consumi permettono anche di ridurre le importazioni di petrolio, con effetti benefici sulla bilancia commerciale.

Così frana l’Italia/2

foreste La tassazione ambientale ha raggiunto il minimo storico degli ultimi decenni. In rapporto al Pil, l’Italia mostra la massima riduzione della tassazione ambientale in tutta l’Unione europea nonostante l’intensità energetica sia rimasta pressoché invariata (a differenza degli altri paesi europei). L’entità della tassazione è composta per il 77% da tasse energetiche e in particolare dalle accise petrolifere, per il 22% da tasse automobilistiche e per l’1% da tributo di discarica e altre imposte, mentre non esistono imposte riferibili specificatamente al consumo di risorse ambientali.
In positivo, crescono, anche se di poco, le piste ciclabili protette e non protette nei capoluoghi di provincia (sono circa 2.840 km nel 2008 erano circa 2500 l’anno precedente); aumenta ancora la produzione agricola biologica, con 1.150.253 ettari di superficie biologica o in conversione (erano 1.148.162 nel 2006) e continuano a salire, come segnalato anche lo scorso anno, i sistemi di gestione ambientale: le certificazioni Iso 14001 infatti, passano dalle 12.057 del 2007 alle 12.922 del 2008, mentre le licenze rilasciate per prodotto Ecolabel sono il 31% del totale europeo. In tema di risorse naturali, risulta positivo lo stato di protezione delle aree di interesse ambientale con il 100% di territorio sensibile tutelato da Sic (siti di interesse comunitario).
Le performance regionali confermano il drammatico ampliamento del divario tra Nord e Sud del Paese, anche se in alcune politiche di settore aumentano le eccezioni virtuose. Il Pil pro capite (Italia: 26.184 euro) è sempre molto più alto nelle regioni del Nord, con la Valle d’Aosta in testa (33.683 euro), seguita dalla Lombardia (33.474), dal Trentino Alto Adige (32.515) e dall’Emilia Romagna (32.165). Chiude la classifica la Campania con 16.864 euro, preceduta dalla Calabria con 17.004, dalla Sicilia (17.429) e dalla Puglia (17.513 euro).
Le maggiori percentuali della Povertà relativa (rapporto tra numero di famiglie con spesa media per consumi pari o al di sotto della soglia di povertà di 999 euro mensili e il numero totale delle famiglie residenti), si registrano in Basilicata e Sicilia (28,8%), Campania (25,3%) e Calabria (25%). Le percentuali minori in Emilia Romagna (3,9%), Lombardia (4,4%), Veneto (4,5%).
La percentuale (rispetto alla popolazione residente) di presenza straniera è più alta in Emilia Romagna (9,72%), Umbria (9,61%), Veneto (9,30%), Lombardia (9,29%), mentre è più bassa in Sardegna (1,77%), Puglia (1,81%), Basilicata (1,95%).
Il tasso di motorizzazione (mezzi per abitante) è massimo in Valle d’Aosta con 1.093 auto e 110 motocicli ogni mille abitanti, seguita dal Lazio (674 auto e 114 motocicli ogni 1000 abitanti) e dall’Umbria (666 auto e 92 motocicli). Il tasso minore è in Trentino Alto Adige (540 auto e 82 motocicli) e Puglia (543 e 65). La mortalità stradale più elevata si registra in Friuli Venezia Giulia (89,4 morti nel 2008 per milione di abitanti), nel Lazio (87,6) e in Puglia (86,5) mentre la minore in Liguria (53,9), Campania (56,6) e Basilicata (59,3).
In tema di rifiuti, la vola in Trentino Alto Adige (53,4%), Veneto (51,4%), Piemonte (44,8%) e Lombardia (44,5) e langue spaventosamente al Sud: in particolare in Molise (4,8%), Sicilia 86,1%), Basilicata (8,1%), Puglia (8,9) e Calabria (9,1%).
L’illegalità ambientale poi, continua a caratterizzare pesantemente le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia), mentre le percentuali minori di infrazioni si registrano in Valle d’Aosta, Molise, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, pur registrando una sempre più seria penetrazione nelle regioni del Nord.
Le famiglie che possiedono un accesso a internet si trovano più numerose nel Lazio e in Lombardia, meno diffuse in Puglia e Sicilia.
In tema di turismo, le maggiori presenze in termini assoluti dal 2000 al 2007 si registrano in Veneto (61.529.573 nel 2007), Trentino Alto Adige (41.996.391) e Toscana (41.690.528), le minori in Molise (654 nel 2007) e Basilicata (1.856.789). L’attività di agriturismo si concentra sempre in Toscana (27%) e nella provincia di Bolzano (11%), mentre i numeri più bassi sono in Molise, Valle d’Aosta e in provincia di Trento.

Stop alle auto nel Nord Italia

auto-inquinanti La data è stata già fissata: il 28 febbraio. Per quella giornata, tutte le auto a motore dovranno rimanere parcheggiate ai box. Si viaggia a piedi, al massimo in bici e comunque con mezzi non inquinanti. Lo è a livelli così insostenibili da richiedere un’azione di forza. La proposta è partita dai sindaci di Milano e Torino, rispettivamente Letizia e Sergio Chiamparino, e, nelle intenzioni, dovrebbe coinvolgere buona parte della città del Nord Italia nelle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto e Emilia Romagna. La decisione di proporre ai cittadini una giornata senza auto segue quella di domenica 31 gennaio adottata nella sola città di Milano.

Via libera in Toscana alla legge contro l’inquinamento dell’aria

consiglio regionale toscana E’ il Consiglio regionale della Toscana a sentenziare: “Così non si può andare avanti”. E all’unanimità approva una legge per la difesa della qualità dell’aria, anche per ridurre i rischi sanitari provocati dal sempre più imbarazzante inquinamento atmosferico. Si tratta di un provvedimento che recepisce le direttive comunitarie e il più recente decreto Matteoli. Secondo la relatrice, il consigliere regionale del Partito democratico (e presidente della competente commissione consiliare), Rosanna Pugnalini, si tratta “di uno strumento nuovo, già impiegato nel 2004 con buoni risultati. La mancata approvazione – aveva detto all’aula prima del voto – comporta la non ammissione ai contributi erogati dalla Regione”. (foto by regione.toscana.it)

Smog a Milano, stop alle auto

smog Lo smog supera il livello di guardia e le si fermano. Chi vuole circolare dovrà montare su una bicicletta o fare una bella passeggiata a meno che non si guidino veicoli non inquinanti, come elettriche, a Gpl e metano o si sia medici o preti. Succederà a Milano la prossima domenica dalla 10 alle 18. La decisione è stata assunta questa mattina la termine di un vertice fra il sindaco Letizia , il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e l’assessore provinciale ai Trasporti, Giovanni De Nicola. “Si tratta di una decisione – ha spiegato il governatore lombardo – che è anche un invito a riflettere sul fatto che è possibile anche andare a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici, così come abbassare le temperature nelle case”.

Le strategie possibili

smog “Il traguardo di un livello accettabile della qualità dell’aria è purtroppo ancora lontano – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente – e molte sono ancora le azioni da intraprendere da parte delle amministrazioni locali e dal governo per contribuire a migliorare la qualità dell’aria che respiriamo. Ma se la salute è la priorità, non dobbiamo dimenticare che il mancato rispetto delle norme sui livelli di inquinamento dell’aria entro il 2011 esporrà l’Italia all’ennesima sanzione annunciata da parte dell’Unione europea. Anche i Governi che si sono succeduti dal 2001 ad oggi – dice ancora il presidente di Legambiente – hanno finanziato per il 67 per cento delle risorse della Legge obiettivo le infrastrutture stradali, non prevedendo nessun serio intervento economico a sostegno della . Ad oggi, l’unica politica messa in campo dal Governo è la delle vecchie auto, che scarica sui contribuenti-consumatori i costi di un assai parziale abbattimento delle emissioni inquinanti”. Legambiente con ha elaborato e diffuso il dossier Mal’aria 2010 sulla qualità dell’aria che respiriamo nella città italiane. “Il primo intervento, veloce e economicamente non impegnativo – ha spiegato Cogliati Dezza – consisterebbe nell’assicurare al trasporto pubblico di superficie una maggiore fluidità estendendo il più possibile la rete di corsie preferenziali, con due risultati immediati quasi a costo zero: la sottrazione di spazio alle automobili e una reale concorrenzialità del bus rispetto alle vetture private. Anche l’adozione di un pedaggio urbano per le aree più congestionate potrebbe, se applicato su aree significative, ridimensionare gli ingorghi, regolare il traffico, migliorare l’efficienza del trasporto pubblico, riducendo le emissioni inquinanti. Si tratta di superare le obiezioni politiche (elettoralistiche in realtà) e di trovare un prezzo di mercato equo per un bene assai scarso, lo spazio urbano, che fino a oggi è stato offerto gratuitamente agli automobilisti”. (6/fine)

Auto e inquinamento: la Fiat la più virtuosa

autostrada Nel 2008 – spiega i produttori di automobili hanno ridotto le di anidride carbonica dei modelli complessivamente venduto sul mercato europeo del 3,3 per cento, portando la media di settore a 153,5 grammi di anidride carbonica per chilometro. Siamo quindi ancora lontani dai limiti previsti dalla normativa europea. Al primo posto della classifica dei produttori, secondo il rapporto “Reducing CO2 Emissions from new cars: a study of Major car manifacturers” dell’associazione europea Transport&Environment, c’è il gruppo Fiat (138 g/km) seguito da Psa Peugeot-Citroen (139 g/km). Tagli consistenti sono stati attuati da Bmw (-10,2 per cento, ora a 154 g/km), Mazda (-8,2 per cento, ora a 158 g/km) e da Hyundai (-7,6 per cento, 161 g/km), pur mantenendo valori assoluti di per chilometro decisamente alti e sopra la media. (5/continua)

Il j’accuse di Legambiente

inquinamento-acustico “Un’emergenza, quella dell’ delle città italiane – commenta Legambiente, autrice con lamiaaria.it del dossier sulla qualità dell’aria nelle città capolouogo d’Italia – che è sanitaria prima ancora che ambientale, come dimostrano gli autorevoli studi pubblicati sull’argomento anche di recente. Nel 2006 l’Oms ha dimostrato, con uno studio sulle principali città italiane, che riportando i valori medi annui di al di sotto della soglia stabilita dalla legge (quaranta microgrammi per metro cubo) si potrebbero evitare oltre duemila morti all’anno”.
“Se è evidente – dice ancora Legambiente – l’urgenza di interventi per il risanamento della qualità dell’aria quasi nessuna amministrazione prova a prendere provvedimenti concreti e risolutivi”.
– aggiunge l’associazione ambientalista – aveva lanciato un importante segnale con l’Ecopass, ma in mancanza della auspicata estensione, i suoi risultati benefici sono terminati. A Roma, una delle città con tasso di motorizzazione tra i più alti al mondo – 76 auto ogni 100 abitanti, cioè oltre il triplo di New York (20) e il doppio di quelle di Londra (36), più di quante a San Francisco (64) e Los Angeles (5)7 – i provvedimenti decisi dal Comune durante l’ultimo anno e mezzo non hanno fatto altro che lasciare sempre più spazio al trasporto privato, alimentando ulteriormente la nota congestione del traffico capitolino”.
“Ultima proposta davvero discutibile – commenta ancora Legambiente – è l’idea di inaugurare il nuovo circuito per il Gran Premio di in un’area quotidianamente intasata dal traffico in entrata e uscita dalla capitale”. (4/continua)

I dati sull’ozono e il biossido di azoto

mal'aria Se le rendono irrespirabile l’aria delle città italiane preoccupano – sulla base del rapporto Mal’aria 2010 scritto da Legambiente e lamiaaria.it – anche i dati relativi all’ozono che nei mesi estivi ha fatto registrare livelli record. Dall’1 gennaio 2010 inoltre è entrato in vigore il limite per la protezione della salute umana di 120 microgrammi per metro cubo da non superare per più di 25 giorni in un anno, ma oltre la metà delle città monitorate nel 2009 non rispettavano questo limite (32 su 50). La Pianura Padana si conferma come area critica anche per l’ozono con 8 città tra le prime dieci per superamenti del valore di legge. Al primo posto figura Novara con 83 superamenti, seguita da Alessandria (73), Lecco (70) e Mantova (68). Anche le grandi città non sono riuscite a rientrare nei limiti, come dimostrano i dati relativi a Milano (51), Genova (46), Bologna (42), Torino (40) e Roma (34). A livello regionale la maglia nera va di nuovo alla Lombardia, dove su 10 città che monitorano l’ozono, nove hanno superato di molto il limite di legge. (3/continua)