Inquinamento atmosferico

Così frana l’Italia/2

foreste La tassazione ambientale ha raggiunto il minimo storico degli ultimi decenni. In rapporto al Pil, l’Italia mostra la massima riduzione della tassazione ambientale in tutta l’Unione europea nonostante l’intensità energetica sia rimasta pressoché invariata (a differenza degli altri paesi europei). L’entità della tassazione è composta per il 77% da tasse energetiche e in particolare dalle accise petrolifere, per il 22% da tasse automobilistiche e per l’1% da tributo di discarica e altre imposte, mentre non esistono imposte riferibili specificatamente al consumo di risorse ambientali.
In positivo, crescono, anche se di poco, le protette e non protette nei capoluoghi di provincia (sono circa 2.840 km nel 2008 erano circa 2500 l’anno precedente); aumenta ancora la produzione agricola biologica, con 1.150.253 ettari di superficie biologica o in conversione (erano 1.148.162 nel 2006) e continuano a salire, come segnalato anche lo scorso anno, i sistemi di gestione ambientale: le certificazioni Iso 14001 infatti, passano dalle 12.057 del 2007 alle 12.922 del 2008, mentre le licenze rilasciate per prodotto Ecolabel sono il 31% del totale europeo. In tema di risorse naturali, risulta positivo lo stato di protezione delle aree di interesse ambientale con il 100% di territorio sensibile tutelato da Sic (siti di interesse comunitario).
Le performance regionali confermano il drammatico ampliamento del divario tra Nord e Sud del Paese, anche se in alcune politiche di settore aumentano le eccezioni virtuose. Il Pil pro capite (Italia: 26.184 euro) è sempre molto più alto nelle regioni del Nord, con la Valle d’Aosta in testa (33.683 euro), seguita dalla Lombardia (33.474), dal Trentino Alto Adige (32.515) e dall’Emilia Romagna (32.165). Chiude la classifica la Campania con 16.864 euro, preceduta dalla Calabria con 17.004, dalla Sicilia (17.429) e dalla Puglia (17.513 euro).
Le maggiori percentuali della Povertà relativa (rapporto tra numero di famiglie con spesa media per consumi pari o al di sotto della soglia di povertà di 999 euro mensili e il numero totale delle famiglie residenti), si registrano in Basilicata e Sicilia (28,8%), Campania (25,3%) e Calabria (25%). Le percentuali minori in Emilia Romagna (3,9%), Lombardia (4,4%), Veneto (4,5%).
La percentuale (rispetto alla popolazione residente) di presenza straniera è più alta in Emilia Romagna (9,72%), Umbria (9,61%), Veneto (9,30%), Lombardia (9,29%), mentre è più bassa in Sardegna (1,77%), Puglia (1,81%), Basilicata (1,95%).
Il tasso di motorizzazione (mezzi per abitante) è massimo in Valle d’Aosta con 1.093 e 110 motocicli ogni mille abitanti, seguita dal Lazio (674 e 114 motocicli ogni 1000 abitanti) e dall’Umbria (666 e 92 motocicli). Il tasso minore è in Trentino Alto Adige (540 e 82 motocicli) e Puglia (543 e 65). La mortalità stradale più elevata si registra in Friuli Venezia Giulia (89,4 morti nel 2008 per milione di abitanti), nel Lazio (87,6) e in Puglia (86,5) mentre la minore in Liguria (53,9), Campania (56,6) e Basilicata (59,3).
In tema di rifiuti, la vola in Trentino Alto Adige (53,4%), Veneto (51,4%), Piemonte (44,8%) e Lombardia (44,5) e langue spaventosamente al Sud: in particolare in Molise (4,8%), Sicilia 86,1%), Basilicata (8,1%), Puglia (8,9) e Calabria (9,1%).
L’illegalità ambientale poi, continua a caratterizzare pesantemente le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia), mentre le percentuali minori di infrazioni si registrano in Valle d’Aosta, Molise, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, pur registrando una sempre più seria penetrazione nelle regioni del Nord.
Le famiglie che possiedono un accesso a internet si trovano più numerose nel Lazio e in Lombardia, meno diffuse in Puglia e Sicilia.
In tema di turismo, le maggiori presenze in termini assoluti dal 2000 al 2007 si registrano in Veneto (61.529.573 nel 2007), Trentino Alto Adige (41.996.391) e Toscana (41.690.528), le minori in Molise (654 nel 2007) e Basilicata (1.856.789). L’attività di agriturismo si concentra sempre in Toscana (27%) e nella provincia di Bolzano (11%), mentre i numeri più bassi sono in Molise, Valle d’Aosta e in provincia di Trento.

Stop alle auto nel Nord Italia

auto-inquinanti La data è stata già fissata: il 28 febbraio. Per quella giornata, tutte le a motore dovranno rimanere parcheggiate ai box. Si viaggia a piedi, al massimo in bici e comunque con mezzi non inquinanti. Lo è a livelli così insostenibili da richiedere un’azione di forza. La proposta è partita dai sindaci di Milano e Torino, rispettivamente Letizia Moratti e Sergio Chiamparino, e, nelle intenzioni, dovrebbe coinvolgere buona parte della città del Nord Italia nelle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto e Emilia Romagna. La decisione di proporre ai cittadini una giornata senza segue quella di domenica 31 gennaio adottata nella sola città di Milano.

Via libera in Toscana alla legge contro l’inquinamento dell’aria

consiglio regionale toscana E’ il Consiglio regionale della Toscana a sentenziare: “Così non si può andare avanti”. E all’unanimità approva una legge per la difesa della qualità dell’aria, anche per ridurre i rischi sanitari provocati dal sempre più imbarazzante . Si tratta di un provvedimento che recepisce le direttive comunitarie e il più recente . Secondo la relatrice, il consigliere regionale del Partito democratico (e presidente della competente commissione consiliare), , si tratta “di uno strumento nuovo, già impiegato nel 2004 con buoni risultati. La mancata approvazione – aveva detto all’aula prima del voto – comporta la non ammissione ai contributi erogati dalla Regione”. (foto by regione.toscana.it)

Smog a Milano, stop alle auto

smog Lo supera il livello di guardia e le si fermano. Chi vuole circolare dovrà montare su una bicicletta o fare una bella passeggiata a meno che non si guidino veicoli non inquinanti, come elettriche, a Gpl e metano o si sia medici o preti. Succederà a la prossima domenica dalla 10 alle 18. La decisione è stata assunta questa mattina la termine di un vertice fra il sindaco Letizia , il presidente della Regione Lombardia, Roberto , e l’assessore provinciale ai Trasporti, Giovanni De Nicola. “Si tratta di una decisione – ha spiegato il governatore lombardo – che è anche un invito a riflettere sul fatto che è possibile anche andare a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici, così come abbassare le temperature nelle case”.

Le strategie possibili

smog “Il traguardo di un livello accettabile della qualità dell’aria è purtroppo ancora lontano – ha dichiarato il presidente nazionale di Vittorio Cogliati Dezza – e molte sono ancora le azioni da intraprendere da parte delle amministrazioni locali e dal governo per contribuire a migliorare la qualità dell’aria che respiriamo. Ma se la salute è la priorità, non dobbiamo dimenticare che il mancato rispetto delle norme sui livelli di dell’aria entro il 2011 esporrà l’Italia all’ennesima sanzione annunciata da parte dell’Unione europea. Anche i Governi che si sono succeduti dal 2001 ad oggi – dice ancora il presidente di – hanno finanziato per il 67 per cento delle risorse della Legge obiettivo le infrastrutture stradali, non prevedendo nessun serio intervento economico a sostegno della mobilità sostenibile. Ad oggi, l’unica politica messa in campo dal Governo è la rottamazione delle vecchie auto, che scarica sui contribuenti-consumatori i costi di un assai parziale abbattimento delle inquinanti”. con ha elaborato e diffuso il dossier Mal’aria 2010 sulla qualità dell’aria che respiriamo nella città italiane. “Il primo intervento, veloce e economicamente non impegnativo – ha spiegato Cogliati Dezza – consisterebbe nell’assicurare al trasporto pubblico di superficie una maggiore fluidità estendendo il più possibile la rete di corsie preferenziali, con due risultati immediati quasi a costo zero: la sottrazione di spazio alle automobili e una reale concorrenzialità del bus rispetto alle vetture private. Anche l’adozione di un pedaggio urbano per le aree più congestionate potrebbe, se applicato su aree significative, ridimensionare gli ingorghi, regolare il traffico, migliorare l’efficienza del trasporto pubblico, riducendo le inquinanti. Si tratta di superare le obiezioni politiche (elettoralistiche in realtà) e di trovare un prezzo di mercato equo per un bene assai scarso, lo spazio urbano, che fino a oggi è stato offerto gratuitamente agli automobilisti”. (6/fine)

Auto e inquinamento: la Fiat la più virtuosa

autostrada Nel 2008 – spiega i produttori di automobili hanno ridotto le di dei modelli complessivamente venduto sul mercato europeo del 3,3 per cento, portando la media di settore a 153,5 grammi di per chilometro. Siamo quindi ancora lontani dai limiti previsti dalla normativa europea. Al primo posto della classifica dei produttori, secondo il rapporto “Reducing CO2 Emissions from new cars: a study of Major car manifacturers” dell’associazione europea Transport&Environment, c’è il gruppo Fiat (138 g/km) seguito da Psa Peugeot-Citroen (139 g/km). Tagli consistenti sono stati attuati da Bmw (-10,2 per cento, ora a 154 g/km), Mazda (-8,2 per cento, ora a 158 g/km) e da Hyundai (-7,6 per cento, 161 g/km), pur mantenendo valori assoluti di per chilometro decisamente alti e sopra la media. (5/continua)

Il j’accuse di Legambiente

inquinamento-acustico “Un’emergenza, quella dell’ delle città italiane – commenta , autrice con del dossier sulla qualità dell’aria nelle città capolouogo d’Italia – che è sanitaria prima ancora che ambientale, come dimostrano gli autorevoli studi pubblicati sull’argomento anche di recente. Nel 2006 l’Oms ha dimostrato, con uno studio sulle principali città italiane, che riportando i valori medi annui di al di sotto della soglia stabilita dalla legge (quaranta microgrammi per metro cubo) si potrebbero evitare oltre duemila morti all’anno”.
“Se è evidente – dice ancora – l’urgenza di interventi per il risanamento della qualità dell’aria quasi nessuna amministrazione prova a prendere provvedimenti concreti e risolutivi”.
– aggiunge l’associazione ambientalista – aveva lanciato un importante segnale con l’Ecopass, ma in mancanza della auspicata estensione, i suoi risultati benefici sono terminati. A Roma, una delle città con tasso di motorizzazione tra i più alti al mondo – 76 ogni 100 abitanti, cioè oltre il triplo di New York (20) e il doppio di quelle di Londra (36), più di quante a San Francisco (64) e Los Angeles (5)7 – i provvedimenti decisi dal Comune durante l’ultimo anno e mezzo non hanno fatto altro che lasciare sempre più spazio al trasporto privato, alimentando ulteriormente la nota congestione del traffico capitolino”.
“Ultima proposta davvero discutibile – commenta ancora – è l’idea di inaugurare il nuovo circuito per il Gran Premio di in un’area quotidianamente intasata dal traffico in entrata e uscita dalla capitale”. (4/continua)

I dati sull’ozono e il biossido di azoto

mal'aria Se le rendono irrespirabile l’aria delle città italiane preoccupano – sulla base del rapporto Mal’aria 2010 scritto da e – anche i dati relativi all’ozono che nei mesi estivi ha fatto registrare livelli record. Dall’1 gennaio 2010 inoltre è entrato in vigore il limite per la protezione della salute umana di 120 microgrammi per metro cubo da non superare per più di 25 giorni in un anno, ma oltre la metà delle città monitorate nel 2009 non rispettavano questo limite (32 su 50). La Pianura Padana si conferma come area critica anche per l’ozono con 8 città tra le prime dieci per superamenti del valore di legge. Al primo posto figura Novara con 83 superamenti, seguita da Alessandria (73), Lecco (70) e Mantova (68). Anche le grandi città non sono riuscite a rientrare nei limiti, come dimostrano i dati relativi a Milano (51), Genova (46), Bologna (42), Torino (40) e Roma (34). A livello regionale la maglia nera va di nuovo alla Lombardia, dove su 10 città che monitorano l’ozono, nove hanno superato di molto il limite di legge. (3/continua)

Le fonti di emissione

auto-inquinanti Sono molte le fonti di emissione dell’ atmosferico. Se negli ultimi anni le concentrazioni di inquinanti come anidride solforosa, monossido di carbonio e benzene, sono state ridotte con interventi mirati, molto ancora si deve fare per le , l’ozono e biossido di azoto. Le principali fonti di atmosferico a livello nazionale, come fa notare lamiaaria.it (autore con di un dossier sulla qualità dell’aria nelle città capoluogo italiane) sono rappresentate dal settore industriale. L’industria è uno dei settori maggiormente incidenti sull’ atmosferico, nonostante inizino ad attuarsi politiche di ammodernamento degli impianti obsoleti e adeguamento a standard più alti per quelli di nuova generazione. Altra grande fonte di è il settore trasporti; un’attenzione particolare meritano anche le emissioni generate dal riscaldamento residenziale, anch’esse gravanti sull’ambiente urbano, anche se in modo minore rispetto al traffico. Nelle città, comunque, il traffico, ad eccezione di alcune città che convivono con grandi complessi industriali, è il traffico la prima fonte di dell’aria. (2/continua)

Mal’Aria 2010

mal'aria Si tratta di una serie di iniziative, denunce e proposte con cui combattere l’emergenza nelle città. Le organizza Legambiente. Ecco il dettaglio.
16 gennaio “Vetrine antismog”. “Approfittiamo dei saldi – spiega l’associazione ambientalista – il 50% lo vogliamo solo sui vestiti e non sull’aria che respiriamo! Ci accordiamo con i negozi delle principali vie dello shopping per far indossare ai manichini in vetrina le nostre maschere anti : la protesta vuole stimolare i comuni ad investire in misure anti traffico”.
6 febbraio “Mal’aria industriale”. “Iniziative e presidi nei principali siti industriali del nostro Paese per chiedere l’adeguamento degli impianti obsoleti e inquinanti ai parametri europei. Presenteremo – annunciano – un dossier con la mappatura dei siti che rappresentano un’autentica minaccia per la salute dell’ambiente”.
Febbraio “Trofeo tartaruga”. “Gara a cronometro tra diversi mezzi di locomozione – è già inserito nel programma – bici, , trasporto pubblico. Naturalmente vince chi arriva prima al traguardo riuscendo a sfuggire nel minor tempo possibile al traffico cittadino”.