Inquinamento
Scritto Mercoledì 1 Settembre 2010 da Fabio Lepre
Da ieri mattina all’alba, quattro attivisti di Greenpeace stanno bloccando la piattaforma petrolifera Stena Don, situata nelle gelide acque al largo della Groenlandia. Gli attivisti sono riusciti a scalare la piattaforma e si dichiarano “ben equipaggiati” per rimanere appesi diversi giorni.
“Le grandi compagnie petrolifere – tuona Giorgia Monti, responsabile Campagna Mare di Greenpeace Italia – devono restare fuori dall’Artico. Piattaforme come questa, impegnate in esplorazioni petrolifere, potrebbero far scattare la scintilla della corsa all’oro nero nell’Artico, mettendo a rischio questo fragile ecosistema e il clima globale. Se riusciremo a bloccare la Stena Don anche per pochi giorni sarà difficile per la compagnia britannica Cairn Energy terminare le attività di esplorazione entro quest’anno. Un tempo che speriamo sia sufficiente a ottenere una moratoria mondiale per l’estrazione di idrocarburi in alto mare”.
“Le nostre azioni contro il petrolio sporco – annuncia – non si fermano qui”.
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Scritto Lunedì 19 Luglio 2010 da Fabio Lepre
Questo è il programma di Goletta dei laghi 2010, il viaggio tutto italiano del battello di Legambiente alla ricerca delle illegalità commesse contro l’ambiente:
3-7 luglio
Lazio, Laghi di Albano, Bolsena e Bracciano
8-12 luglio
Umbria, Lago Trasimeno
13-17 luglio
Lombardia, Lago di Como
18-23 luglio
Lombardia e Piemonte, Lago Maggiore
24-29 luglio
Lombardia, Lago D’Iseo
30 luglio – 4 agosto
Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige, Lago di Garda
“Aiutaci a monitorare lo stato dei nostri laghi – è l’appello di Legambiente –. Segnalaci scarichi sospetti, odori o colori fuori dal normale, illegalità lungo le coste. Manda una mail a scientifico@legambiente.it o un sms o mms a 346-0080726”.
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Scritto Lunedì 19 Luglio 2010 da Fabio Lepre
Per il quinto anno la Goletta dei Laghi viaggia all’insegna della salvaguardia dei laghi italiani e per promuovere i valori della sostenibilità ambientale. La Goletta 2010 ne tocca otto tra i più grandi e vissuti e coinvolge circa duecento comuni per difendere un patrimonio spesso minacciato da inquinamento e da tante forme di illegalità. Più di cento campionamenti alla ricerca di inquinamento, scarichi abusivi, sistemi di depurazione insufficienti. Un viaggio per informare e denunciare abusivismo edilizio, captazioni eccessive, impoverimento della flora e fauna autoctone, per parlare di qualità ed economia sostenibile, per promuovere politiche di salvaguardia delle coste e della biodiversità.
“Ogni tappa –annuncia Legambiente – sarà inoltre un’importante occasione per ribadire un deciso no al nucleare, per sostenere e promuovere i buoni esempi di gestione delle coste e il turismo sostenibile”.
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Scritto Venerdì 16 Luglio 2010 da Fabio Lepre
Non una sola goccia in più. La Bp assicura di aver chiuso (per ora) la falla nel pozzo petrolifero del Golfo del Messico. E sarebbe la prima volta dall’inizio, ad aprile, della fuoriuscita di greggio. Il vice presidente senior di Bp, Kent Wells, annuncia, gongolando, la notizia: “Sono veramente felice di vedere che il petrolio non fuoriesce più nel Golfo del Messico”.
Eppure la Guardia costiera degli Stati Uniti invita alla cautela. “Siamo incoraggiati da questi primi risultati del test – avverte l’ammiraglio Thad Allen, responsabile per la Casa Bianca dell’emergenza marea nera e capo della Guardia costiera – ma non è ancora finita”. E ancora, “continuiamo a raccogliere dati e ad analizzarli insieme alla squadra di scienziati federali per avere informazioni più dettagliate sulla capacità di tenuta del pozzo”.
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Scritto Giovedì 8 Luglio 2010 da Fabio Lepre
Per diventare Comune Riciclone nel 2009, bisognava aver superato la soglia del 50 per cento di raccolta differenziata. Ai comuni sotto i diecimila abitanti delle regioni del Nord Italia la giuria ha invece imposto il superamento della soglia del 55 per cento. Vincitore assoluto dell’edizione 2010 è il comune di Ponte nelle Alpi (Bl), 8.499 abitanti, che, oltre ad aver conseguito il 83,5 per cento di raccolta differenziata, ha l’indice di buona gestione più alto in Italia: 87,28. Spicca poi il risultato di Salerno, miglior capoluogo riciclone del Centro Sud, per aver raggiunto il 60,3 per cento di raccolta differenziata.
Comuni ricicloni 2010 racconta un’Italia in movimento nonostante le difficoltà. Sono 12 milioni infatti gli italiani coinvolti nelle pratiche di raccolta differenziata nei ben 1488 che quest’anno rientrano nella classifica virtuosa di Comuni Ricicloni 2010.
Attivando servizi di raccolta differenziata, i comuni premiati hanno evitato l’emissione in atmosfera di 2,3 milioni di tonnellate di CO2, pari al 5% dell’obiettivo del protocollo di Kyoto per l’Italia. A questo risultato bisogna aggiungere anche il fatto che quasi 7 milioni di tonnellate di rifiuti sono state sottratte alla discarica.
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Scritto Martedì 6 Luglio 2010 da Fabio Lepre

Buone notizie per gli amanti del mare
Presentato dal ministro Fazio il rapporto 2010 sulle acque di balneazione. Il rapporto evidenza il miglioramento delle nostre acque di balneazione rispetto al 1993. I risultati del rapporto sulle acque di balneazione – riferisce Palazzo Chigi – evidenziano che dei 5.175 chilometri di costa sottoposti a controllo, sui 7.375 chilometri di costa italiana, 4969 chilometri di costa sono balneabili, pari a una percentuale del 96 per cento. I restanti
2.190 chilometri non sono considerati balneabili in quanto non accessibili al monitoraggio o perché porti o foci di fiumi. Della costa controllata soltanto un chilometro non è stato sufficientemente campionato, mentre per tutti gli altri sono stati trovati 4.969 chilometri di costa balneabile, vale a dire 9,1 chilometri in meno rispetto allo scorso anno e 224,3 chilometri interdetti temporaneamente alla balneazione perché inquinati. I siti balneabili italiani sono i più controllati d’Europa perché di fatto il nostro Paese ha, da oltre venti anni, adottato i criteri più restrittivi della direttiva europea che ha finora disciplinato il settore, tanto che il 90,8 per cento dei suoi siti balneari è conforme ai valori guida dei parametri microbiologici contro la media dell’89,0 d’Europa. Il nostro Paese, al fine di tutelare la salute dei cittadini, vieta la balneazione nelle
zone inquinate e ne consente la riapertura solo a seguito di risanamento ambientale ed esito favorevole delle analisi eseguite per un intero periodo . Il rapporto del 2009 è costruito sui risultati delle analisi delle acque di balneazione ottenuti nella stagione balneare precedente, prodotti dalle
Agenzie regionali per l’ambiente.
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Scritto Mercoledì 23 Giugno 2010 da Fabio Lepre
Il 71 per cento della superficie del Pianeta è coperta dagli oceani. Pesca eccessiva, inquinamento da fonti marine e terrestri hanno provocato il crollo delle popolazioni marine ai livelli più bassi della storia. E’ quanto denuncia, ancora una volta, il Wwf, che – ricorda – “si batte da sempre per salvare questo fondamentale patrimonio dell’umanità”.
Secondo il Wwf “almeno il dieci per cento dei mari dovrebbe essere tutelato in modo efficace, mentre oggi meno dell’uno per cento degli oceani è protetto. Altra minaccia è costituita dall’inquinamento, sia da fonti terrestri (scarichi non depurati, industrie) che marine: su tutte l’inquinamento da petrolio”.
A livello europeo e italiano inoltre il Wwf è impegnato nelle attività di policy “per ottenere norme sulla pesca che tutelino anche gli stock ittici ormai al collasso. Il caso tonno rosso – ricorda l’associazione del Panda – è una testimonianza positiva dell’impegno Wwf”.
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Scritto Lunedì 21 Giugno 2010 da Fabio Lepre
No grazie. E’ quanto avrebbe risposto il Governo italiano all’offerta del ministero della Difesa della Gran Bretagna di ispezionare quel tratto di fondale in cui è stato ritrovato un relitto della prima guerra mondiale al largo di Cetraro. Al posto di quel catorcio, secondo il pentito della ‘ndrangheta Francesco Fonti, ci sarebbe dovuta essere la Cunski, una delle tante navi dei veleni ingoiate dal Mediterraneo.
Il Governo italiano non avrebbe avuto alcun dubbio: lì sotto non c’è nulla di pericoloso, figurarsi di radioattivo. La Mare Oceano, la nave che sarebbe di proprietà della famiglia Attanasio responsabile delle ricerche, ha scrutato, ispezionato e emesso la sentenza: si può andare via senza perdere altro tempo. Eppure del caso – assicura Greenpeace, da tempo sulle tracce delle navi dei veleni – pare che sia interessato anche il Governo di sua Maestà. Perché questa attenzione? La risposta non è nota, ma pare che i gentili sforzi (umani ed economici) siano stati altrettanto gentilmente restituiti al mittente nonostante le ricerche sottomarine siano state proposte a un prezzo inferiore rispetto a quelle della Mare Oceano. E allora perché l’offerta britannica sarebbe stata rifiutata? La risposta non è nota così come non sono conosciuti i presunti termini di contratto dello Stato italiano con la famiglia Attanasio. Già, ma chi è la famiglia Attanasio. L’associazione ambientalista ricorda un presunto collegamento con David Mills, l’avvocato, inglese anche lui, noto per il coinvolgimento in un processo a Silvio Berlusconi per corruzione, conclusosi con la condanna civile al risarcimento di 250mila euro di danni allo Stato e con la prescrizione del reato. E’ un collegamento casuale? La risposta non è nota.
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Scritto Giovedì 17 Giugno 2010 da Fabio Lepre

Il presidente degli Stati Uniti
Basteranno venti miliardi di dollari per riparare il danno causato? Se lo chiedono le famiglie, i pescatori, gli allevatori di quell’area del Golfo del Messico
ogni giorno più nera a causa della continua uscita di petrolio dal fondo del mare. Venti miliardi di dollari è la cifra con cui la
Bp, la società responsabile del
buco sul fondale, rimpinguerà un fondo speciale gestito da una commissione indipendente. Basterà dunque per risarcire i danni (certi) presenti e quelli (incalcolabili) del futuro? Saranno sufficienti per rimettere a posto la
catena alimentare inevitabilmente spezzata? Il presidente degli Stati Uniti, Barack
Obama, incassato questo primo parziale successo, è cauto: “Non sono il tetto massimo”.
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Tag:bp, catastrofe ambientale, obama, petrolio nel golfo del messico, risarcimento danni petrolio
Scritto Martedì 15 Giugno 2010 da Fabio Lepre
Un illecito ambientale ogni 43 minuti, un modo per comprendere il senso del primo Rapporto sul contrasto all’illegalità ambientale, presentato dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, il 26 maggio scorso. L’indagine, spiega Palazzo Chigi, raccoglie dati e informazioni relative all’impatto ambientale dell’azione della criminalità lungo l’intero territorio nazionale e individua settori e modalità per sviluppare le più idonee strategie di contrasto al fenomeno. Nel 2009 sono stati effettuati oltre 12mila controlli in cui sono state riscontrate attività illecite, con oltre 10 mila persone denunciate, 188 arresti e circa 2800 sequestri. Numeri che sottolineano l’impegno e le capacità operative delle forze dell’ordine, di cui si sono rafforzate anche competenze, conoscenze, professionalità specifiche.
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Tag:criminalità ambientale, ministero dell'ambiente, rapporto sul contrasto all'illegalità ambientale, reati ambientali, Rifiuti