Inquinamento

Per un Mediterraneo libero da veleni

nave-dei-veleni Nasce l’Osservatorio per dire basta ai fenomeni delle “” e delle “”. Con questa iniziativa associazioni e organizzazioni della società civile, dell’economia e della ricerca chiedono a governo, magistratura e parlamento un impegno concorde per smantellare la rete criminale. La carta fondante dell’Osservatorio “Per un Mediterraneo libero da veleni” – spiega – è stata presentata nei giorni scorsi a Roma nella Sala Di Liegro del Palazzo della Provincia. Per l’associazione ambientalista sono intervenuti anche il direttore esecutivo, Giuseppe Onufrio, e il direttore delle Campagne, Alessandro Giannì.
L’Osservatorio – rendono noto – vuole muoversi interloquendo in primo luogo con le istituzioni nazionali ma anche, se necessario, sensibilizzando quelle europee e internazionali. Vuole fornire, con azioni mirate e documentate, sostegno all’azione di indagine e inquirente della magistratura. Vuole che sia garantito il massimo della trasparenza e delle informazioni sanitarie e ambientali ai cittadini.

Lambro avvelenato, cibi sani?

Il fiume Lambro è inquinato ma non ci sono rischi per gli alimenti a tavola. Lo assicura Coldiretti secondo cui “con il periodo invernale sono ridotte al minimo le coltivazioni presenti nei campi che peraltro non necessitano in questo momento di irrigazioni per le intense precipitazioni che si sono verificati nei giorni scorsi”. Pochi giorni fa, nel fiume Lambro sono stati sversati ingenti quantità di veleni a causa della fuoriuscita di derivati petroliferi dai depositi di una ex raffineria.
“Le poche coltivazioni in campo – sottolinea la Coldiretti – non necessitano in questo momento di attingere acqua dai fiumi inquinati grazie all’inverno piovoso, con un aumento del 43 per cento delle precipitazioni cumulate in Italia nel gennaio 2010, sulla base dei dati della statistica mensile Ucea relativi alla media geografica degli scarti dal clima (1971-2000) della precipitazione cumulata in percentuale. La situazione meteorologica risulta favorevole poiché le forti e persistenti piogge di questi giorni consentiranno un più veloce deflusso delle acque verso il mare evitando la sedimentazione dei residui inquinanti nel suolo e soprattutto la percolazione nelle falde più profonde”.
“Le circostanze favorevoli nulla tolgono però – continua la Coldiretti – alla gravità di un episodio che mette in pericolo un intero ecosistema di interesse agricolo, naturalistico ed ambientale che arriva fino al fiume Po. L’episodio legato all’inquinamento del Lambro solleva delicati problemi per quanto riguarda la perturbazione degli equilibri ambientali e idrografici dell’area padana, dove si coltiva e alleva un terzo del Made in Italy alimentare”.

Così frana l’Italia/2

foreste La tassazione ambientale ha raggiunto il minimo storico degli ultimi decenni. In rapporto al Pil, l’Italia mostra la massima riduzione della tassazione ambientale in tutta l’Unione europea nonostante l’intensità energetica sia rimasta pressoché invariata (a differenza degli altri paesi europei). L’entità della tassazione è composta per il 77% da tasse energetiche e in particolare dalle accise petrolifere, per il 22% da tasse automobilistiche e per l’1% da tributo di discarica e altre imposte, mentre non esistono imposte riferibili specificatamente al consumo di risorse ambientali.
In positivo, crescono, anche se di poco, le piste ciclabili protette e non protette nei capoluoghi di provincia (sono circa 2.840 km nel 2008 erano circa 2500 l’anno precedente); aumenta ancora la produzione agricola biologica, con 1.150.253 ettari di superficie biologica o in conversione (erano 1.148.162 nel 2006) e continuano a salire, come segnalato anche lo scorso anno, i sistemi di gestione ambientale: le certificazioni Iso 14001 infatti, passano dalle 12.057 del 2007 alle 12.922 del 2008, mentre le licenze rilasciate per prodotto Ecolabel sono il 31% del totale europeo. In tema di risorse naturali, risulta positivo lo stato di protezione delle aree di interesse ambientale con il 100% di territorio sensibile tutelato da Sic (siti di interesse comunitario).
Le performance regionali confermano il drammatico ampliamento del divario tra Nord e Sud del Paese, anche se in alcune politiche di settore aumentano le eccezioni virtuose. Il Pil pro capite (Italia: 26.184 euro) è sempre molto più alto nelle regioni del Nord, con la Valle d’Aosta in testa (33.683 euro), seguita dalla Lombardia (33.474), dal Trentino Alto Adige (32.515) e dall’Emilia Romagna (32.165). Chiude la classifica la Campania con 16.864 euro, preceduta dalla Calabria con 17.004, dalla Sicilia (17.429) e dalla Puglia (17.513 euro).
Le maggiori percentuali della Povertà relativa (rapporto tra numero di famiglie con spesa media per consumi pari o al di sotto della soglia di povertà di 999 euro mensili e il numero totale delle famiglie residenti), si registrano in Basilicata e Sicilia (28,8%), Campania (25,3%) e Calabria (25%). Le percentuali minori in Emilia Romagna (3,9%), Lombardia (4,4%), Veneto (4,5%).
La percentuale (rispetto alla popolazione residente) di presenza straniera è più alta in Emilia Romagna (9,72%), Umbria (9,61%), Veneto (9,30%), Lombardia (9,29%), mentre è più bassa in Sardegna (1,77%), Puglia (1,81%), Basilicata (1,95%).
Il tasso di motorizzazione (mezzi per abitante) è massimo in Valle d’Aosta con 1.093 auto e 110 motocicli ogni mille abitanti, seguita dal Lazio (674 auto e 114 motocicli ogni 1000 abitanti) e dall’Umbria (666 auto e 92 motocicli). Il tasso minore è in Trentino Alto Adige (540 auto e 82 motocicli) e Puglia (543 e 65). La mortalità stradale più elevata si registra in Friuli Venezia Giulia (89,4 morti nel 2008 per milione di abitanti), nel Lazio (87,6) e in Puglia (86,5) mentre la minore in Liguria (53,9), Campania (56,6) e Basilicata (59,3).
In tema di rifiuti, la raccolta differenziata vola in Trentino Alto Adige (53,4%), Veneto (51,4%), Piemonte (44,8%) e Lombardia (44,5) e langue spaventosamente al Sud: in particolare in Molise (4,8%), Sicilia 86,1%), Basilicata (8,1%), Puglia (8,9) e Calabria (9,1%).
L’illegalità ambientale poi, continua a caratterizzare pesantemente le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia), mentre le percentuali minori di infrazioni si registrano in Valle d’Aosta, Molise, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, pur registrando una sempre più seria penetrazione nelle regioni del Nord.
Le famiglie che possiedono un accesso a internet si trovano più numerose nel Lazio e in Lombardia, meno diffuse in Puglia e Sicilia.
In tema di turismo, le maggiori presenze in termini assoluti dal 2000 al 2007 si registrano in Veneto (61.529.573 nel 2007), Trentino Alto Adige (41.996.391) e Toscana (41.690.528), le minori in Molise (654 nel 2007) e Basilicata (1.856.789). L’attività di agriturismo si concentra sempre in Toscana (27%) e nella provincia di Bolzano (11%), mentre i numeri più bassi sono in Molise, Valle d’Aosta e in provincia di Trento.

Inquinamento marino: l’Italia ratifica la Convenzione di Londra

mare-2 Ratificata dall’Italia il 21 gennaio scorso la Convenzione di Londra sulla responsabilità civile conseguente all’inquinamento marino, causato da residui di carburante utilizzato per la propulsione delle navi, negoziata in seno all’Organizzazione marittima internazionale (). E’ quanto informa Palazzo Chigi.
L’ è una delle Agenzie specializzate delle Nazioni Unite, volta a promuovere la cooperazione tra i Paesi membri e a garantire la sicurezza della navigazione e la protezione dell’ambiente marino. La Convenzione è stata adottata per assicurare alle persone danneggiate dalla utilizzati dalle navi un risarcimento adeguato e tempestivo. Il campo di applicazione della Convenzione riguarda i danni occorsi nel mare territoriale e nelle zone economiche esclusive di pertinenza degli Stati parti, nonché le misure preventive rispetto a possibili danni da inquinamento, ovunque adottate.

Nucleare 5, “il Lazio non ne ha bisogno”

foreste Lo ha detto ai microfoni di Radio Radicale: “Diciamo no in modo netto allo sviluppo del nel Lazio, dove vogliamo invece puntare sulla maggiore efficienza energetica e sullo sviluppo delle energie rinnovabili che comporta anche la creazione di posti di lavoro”. Emma , in corsa per sedersi sulla poltrona più ambita della , inserisce la questione ambientale nel suo programma elettorale: “La ha approvato delle buone leggi – sono state le parole dell’esponente radicale nel corso dell’intervista – come quella sul controllo dell’inquinamento ambientale, però poi non si riesce ad applicarle. Su questo dobbiamo intervenire”.

“No alle trivellazioni”

trivellazioni “No alle , sì alla salute, all’agricoltura e al turismo”. E’ lo slogan con cui decine di associazioni ambientaliste, sensibili al problema delle scorie, si sono dati appuntamento sabato 9 gennaio dalle 8.30 nella piazza Eraclea di Policoro.
“Nel nostro territorio – sostengono congiuntamente – ci vengono imposte, contro ogni regola di democrazia, con la forza e senza coinvolgere le popolazioni locali, le di gas e idrocarburi che sono risorse a termine e non sono rinnovabili, finiscono e lasciano i segni indelebili dell’inquinamento nell’acqua, nell’, nell’aria e causano effetti deleteri sulla salute pregiudicando la qualità di vita delle popolazioni”.
“Le – spiegano – sono incompatibili con le economie locali come agricoltura e turismo, l’inquinamento distrugge l’ in cui si sviluppano queste economie. Le arricchiscono soltanto le compagnie petrolifere e coloro che ruotano attorno ad esse, i risultati dopo dieci anni di estrazioni petrolifere in Basilicata sono evidenti: spopolamento ed emigrazione soprattutto delle nuove generazioni. La storia insegna che le lobby del petrolio non hanno mai arricchito il popolo”. (foto by peacelink.it)

Quale impatto climatico per navi e aerei?

mare-2 Le emissioni fuori controllo di aviazione e navigazione minacciano l’efficacia degli accordi sul clima a Copenaghen. È la tesi del rapporto “Attacco al clima: dal mare e dal cielo!”, lanciato da Greenpeace, con il quale l’associazione ambientalista esorta i Paesi riuniti a Copenaghen a prendere accordi vincolanti per frenare la crescita senza controllo delle emissioni nei cieli e nei mari internazionali. “Se un freno non verrà messo subito, le emissioni nei mari e nei cieli internazionali raddoppieranno o addirittura a triplicheranno entro il 2050 – spiega Andrea Lepore, responsabile della campagna Trasporti e Clima di Greenpeace. – È il momento di svegliarsi dal lungo sonno e dall’assenza di decisioni che ha caratterizzato gli ultimi dodici anni: servono obiettivi vincolanti e accordi ambiziosi.” “I leader del mondo a Copenaghen devono raggiungere un accordo globale, che preveda obiettivi ambiziosi e vincolanti anche per aviazione e navigazione internazionali – esorta Lepore. – La regolamentazione di questi due settori può diventare una carta vincente per il successo delle negoziazioni a Copenaghen”.

Emissioni, anche la Cina ha un cuore

cina Obiettivo 45 per cento. E’ la quantità di di da ridurre entro il 2020. La Cina rompe gli indugi e, alla vigilia del summit internazionale di Copenaghen, fissa limiti e buone intenzioni. L’annuncio è stato dato dall’agenzia Nuova Cina spiegando che si tratta di “un’azione volontaria del cinese”. Si tratta di un passo avanti da non sottovalutare rispetto alle incertezze e al pessimismo di pochi giorni fa sul vertice danese. Anche perché è la prima volta che la Cina (il paese più inquinante del mondo) si espone così tanto. La decisione – fa sapere il regime – è stata presa “dal sulla base delle sue condizioni nazionali ed è un contributo importante allo sforzo globale nell’affrontare il cambiamento climatico”. Gli Stati Uniti, l’altro grande paese che ha disatteso gli accordi di Kyoto, si è mostrata favorevole a incamminarsi sulla strada del ragionevole compromesso fra sviluppo industriale e salvaguardia dell’ambiente. A Copenaghen presenterà il suo piano.

L’ambiente preoccupa di più delle malattie

effettoserra Prima la crisi, poi la disoccupazione e quindi l’. E’ la graduatoria delle preoccupazioni degli italiani secondo una ricerca condotta da (commissionata da Upa e Assocomunicazione) e illustrata nel corso del corso del convegno “Gli Italiani, la & communication” dallo stesso presidente . L’ e il suo futuro fanno disturbano i pensieri più delle malattie, della sicurezza nelle città e dell’immigrazione. I più timorosi sono le persone comprese nella fascia di età fra i 30 e i 50 anni, mediamente più informati e con una cultura di base più elevata. I giovani, invece, sembrerebbero più disinteressati. Insomma, nella testa del 90% degli italiani di inizio secolo sono finiti anche i , l’inquinamento dell’aria e il problema dello smaltimento rifiuti. Per il 61% di loro è un problema molto grave, per il 42% è abbastanza grave. Interessante rilevare come gli italiani dimostrino maggiore fiducia (quasi uno su due) nelle aziende sensibili all’, e siano disposti a pagare di più i loro prodotti.

Nave dei veleni, il Governo in Calabria

Il nel corso della prossima settimana sarà in Calabria per la questione . E’ stato deciso che i sottosegretario Roberto Menia e Antonio Buonfiglio si recheranno a Cetraro per incontrare i rappresentanti degli enti locali invitando i vertici della Regione e della Provincia nonché i parlamentari nazionali. Inoltre il sottosegretario Menia con la task force effettuerà un sopralluogo per verificare lo svolgimento delle operazioni di accertamento. E’ stato anche comunicato l’invio, entro la prossima settimana, della nave geostazionaria capace di effettuare un’ispezione del relitto con eventuale prelievo di campioni.