“La Sardegna è sicuramente la regione più bella che abbiamo attraversato in questi tre anni. E’ l’isola che ha il mare più bello, la natura più selvaggia, una terra che sa accoglierti con il sorriso sulle labbra facendoti sempre sentire a casa”. Così si esprimono gli organizzatori di Ecomaretona che da tre anni percorre i litorali italiani alla scoperta di bellezze dimenticate, località e spiagge più o meno famose, documentare situazioni di eccellenza, di abbandono e di degrado.
Il viaggio è iniziato il 3 luglio in Sardegna, partendo da Cagliari, percorrendo la costa verso Oristano, per arrivare, il 15 luglio, a Olbia.
“La nostra avventura – proseguono – ha preso in analisi la situazione delle coste sarde, le quali mostrano con successo che questa regione punta davvero alla sostenibilità dell’ambiente e al rispetto della natura. Abbiamo ravvisato una oggettiva differenza fra le coste del nord e quelle del sud. Il nord si distingue senza dubbio per la presenza di ottimi servizi, pur molto cari, mentre il sud, con oltre il novanta per cento di spiagge libere, rappresenta ancora una meta abbordabile per il turista medio.”
“Riguardo all’accessibilità delle spiagge – spiegano ancora i promotori dell’iniziativa – nord e sud presentano situazioni differenti: nel litorale meridionale tutti possono fruire del mare grazie ad accessi facilitati da passerelle – Cagliari, Sassari, Santa Teresa di Gallura, Oristano- e piccoli aiuti, quali servizi di bus a chiamata, traghetti e guardie turistiche che accompagnano persone con ridotte capacità motorie. A nord, purtroppo, le spiagge sono difficilmente accessibili, raggiungibili attraverso strade e sentieri sterrati difficilmente percorribili per chi abbia problemi di motilità. In Costa Smeralda la sensazione è quella di un turismo sfruttato ed esasperato, che porta a volte a registrare servizi scarsi o inesistenti a fronte di prezzi molto cari, che scoraggiano un turismo medio. Al nord abbiamo dovuto constatare come talvolta il diritto di accesso al mare, che per legge deve essere libero e non vincolato dalla struttura privata, venga negato dai grandi alberghi e resort che pretendono di esercitare il diritto di proprietà della spiaggia. Differente è la situazione verso sud dove spiagge più ampie permettono al suolo pubblico un’ area più estesa rispetto a quella privata”.