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40 ciclovie al posto di vecchie ferrovie

ciclovia Un rapporto sulle ex ferrovie dimesse, recuperate e trasformate in strade a esclusivo transito ciclistico e ciclopedonale, è stato dato alle stampe per iniziativa della Fiab, la Federazione italiana amici della bicicletta.
La pubblicazione, intitolata è curata da Umberto Rovaldi e Giulia Cortesi. L’indagine è stata svolta in sei mesi attraverso i coordinamenti regionali Fiab. Stampato su carta rigenerata sbiancata senza cloro, legatura a filo, curato nella veste grafica e nell’impaginazione, il volume presenta numerose illustrazioni a colori e un dettagliato corredo cartografico d’epoca del Touring Club Italiano, rielaborato da Claudio Pedroni.
“E’ auspicabile un secondo volume dedicato alle ex ferrovie calde cioè quelle per le quali è in corso di elaborazione il progetto di recupero con le possibili opzioni: pista ciclabile e/o nuova attivazione di un moderno servizio di trasporto su rotaia”.

Arriva la patata Ogm

patate La Commissione europea ha autorizzato la coltivazione di un Ogm per la prima volta dal 1998. È la patata Ogm della , conosciuta con il nome di e contenente un gene che conferisce la resistenza ad alcuni antibiotici. La sua immissione in ambiente potrebbe scatenare una resistenza batterica verso medicinali salva vita. “Questa autorizzazione – spiega Greenpeace – viene sventolata in faccia alla scienza, all’opinione pubblica e alle leggi europee. È scioccante che da sei anni il presidente Barroso prova a seppellire le evidenze scientifiche sui dubbi per la sicurezza di questa patata Ogm”. “L’ – aggiunge – ha un maggior contenuto di amido ed è stata sviluppata per l’uso industriale, nell’alimentazione animale e come fertilizzante ma sono già disponibili sul mercato patate convenzionali (non-Ogm), con contenuti di amidi quasi identici e senza geni di resistenza agli antibiotici”.

Rifiuti in Campania, Italia condannata

rifiuti . Non ha creato in Campania impianti di recupero e di smaltimento. Così la contesta al Governo del Belpaese di aver messo a repentaglio l’incolumità dei cittadini: “Gli Stati membri non devono esporre la salute umana a pericolo nel corso di operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti”. Secondo il collegio giudicante di Lussemburgo, “nella regione Campania, i quantitativi ingenti di rifiuti ammassati nelle strade, nonostante l’assistenza di altre regioni italiane e delle autorità tedesche, dimostrano un deficit strutturale di impianti, cui non è stato possibile rimediare”. E ancora, nulla di quanto sostenuto può “giustificare la violazione degli obblighi derivanti dalla direttiva e la mancata realizzazione effettiva e nei tempi previsti degli impianti”.

Bio Bank, qualche suggerimento

foreste Numero di operatori bio: le tre regioni leader
Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana si confermano le tre regioni leader per numero assoluto di operatori. L’Emilia-Romagna riguadagna la prima posizione, che l’anno scorso era della Lombardia, con quattro primati: aziende con vendita diretta, e-commerce, mense, mercatini. Segue la Lombardia che sale sul podio più alto per gruppi d’acquisto, ristoranti e negozi. Al terzo posto la Toscana, prima per agriturismi.
Densità di operatori bio: le tre regioni leader
La classifica cambia prendendo in esame le regioni con il maggior numero di operatori ogni 100.000 abitanti. In testa le Marche che dominano la classifica con tre primati: per vendita diretta, agriturismi e ristoranti. Al secondo posto la Valle d’Aosta con il primato per negozi ed e-commerce. Infine il Trentino-Alto Adige che primeggia per mercatini.
Tema dell’anno “Bio, Eco, Etico: uscire dal labirinto in 141 mosse”
Sono numerose le azioni quotidiane utili per diminuire il nostro ingombrante peso sul pianeta, 141 le selezionate suddivise in dieci ambiti: • Alimentazione • Commercio equo • Orto, giardino e animali • Abbigliamento, cosmesi e detergenza • Casa • Energia e acqua • Riciclo e riuso • Mobilità • Educazione ambientale • Clima sociale.
Alimenti, cosmetici e detergenti bio
Sono un centinaio le aziende che si presentano e propongono i loro alimenti, cosmetici e detergenti biologici certificati su Tutto Bio 2010. Una vetrina ricca di novità e informazioni utili, completata dall’elenco degli organismi di certificazione, da un esempio di etichetta bio e dal quadro sulla certificazione per la cosmesi in Italia e in Europa.

Biologico in Italia: tutta la realtà

tuttobio E’ cresciuta, si è moltiplicata, ma soprattutto ha coinvolto nuovi gruppi sociali. Il cuore della vendita diretta batte nei 600 gruppi d’acquisto solidale, negli spacci di oltre 2.000 aziende agricole biologiche, negli oltre 130 siti per fare la spesa bio on-line, nelle migliaia di cassette di frutta e verdura biologica, locale e di stagione, preparate ogni settimana dai contadini e consegnate direttamente ai consumatori.
E’ la nuova tendenza della filiera corta che avanza nelle grandi città e nei piccoli centri, da parte di gruppi di produttori, cooperative o singoli agricoltori e coinvolge persone, famiglie, gruppi di amici, colleghi di lavoro.
Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana si confermano le tre regioni leader per numero assoluto di operatori bio, con l’Emilia-Romagna che torna alla guida del gruppo. La classifica per densità di operatori vede invece al primo posto le Marche, seguite da Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige.
Lo rivela il Rapporto Bio Bank 2010, appena pubblicato su .
Il Rapporto disegna due mappe distinte e complementari del biologico nazionale: la prima per numero assoluto, la seconda per densità di operatori. Traccia inoltre le tendenze del ettore dell’ultimo triennio.
Il trend 2007-2009 degli operatori bio italiani
Questo l’andamento delle otto tipologie di operatori del biologico prese in esame dal apporto Bio Bank, per numero assoluto:
• Gruppi d’acquisto solidale +68% • dai 356 del 2007 ai 598 del 2009
• Aziende con vendita diretta +32% • da 1.645 a 2.176
• Ristoranti +31% • da 174 a 228 (esclusi quelli in agriturismo)
• E-commerce +25% • da 106 a 132
• Mense scolastiche +23% • da 683 a 837
• Agriturismi +22% • da 1.002 a 1.222
• Mercatini +10% • da 204 a 225
• Negozi +2% • da 1.106 a 1.132

Così frana l’Italia/3

frane Immediati i commenti e le reazioni alla diffusione di Ambiente Italia 2010, l’annuale rapporto sullo stato di salute del Paese redatto da Legambiente.
“Sono proprio le Regioni, che oggi hanno competenze rilevanti e spesso esclusive in materie delicatissime ad avere la responsabilità di trovare le risposte più efficaci per uscire da questa situazione – ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente -. La sfida che proponiamo ai candidati Governatori è di cogliere le opportunità che la crisi climatica e la crisi economica ci propongono, dimostrando l’esaurimento del vecchio modello di sviluppo e la necessità di fare della Green economy e della qualità dei territori italiani il punto di forza per rilanciare il Paese. Le nostre proposte sono molto precise: si tratta di spingere le fonti rinnovabili, far crescere la mobilità pendolare sui treni, migliorare la gestione e il recupero di acqua e rifiuti, ridurre il prelievo e l’impatto delle cave, valorizzare il sistema dei parchi, fermare il . Per farlo, indichiamo strategie chiare e concretamente realizzabili spiegando anche dove andare a reperire le risorse. I governatori devono avere il coraggio di utilizzare una nuova fiscalità che alleggerisca lavoro e imprese e colpisca l’uso delle risorse ambientali per far pagare finalmente chi oggi lucra scavando le montagne, imbottigliando l’acqua o consumando suoli; devono introdurre trasparenti e efficienti sistemi a tariffa per la gestione dei rifiuti e dell’acqua. Insomma, devono assumersi la responsabilità di cambiare in meglio le regioni italiane per renderle più moderne spingendo l’innovazione nei settori più promettenti”.
“L’Italia ha perso negli anni novanta l’opportunità di diventare un pioniere nell’industria delle rinnovabili. E oggi, se continuerà a mancare una convergenza tra pubblica amministrazione e imprenditoria e ricerca, saremo tagliati fuori anche dalla nuova green economy – ha dichiarato Duccio Bianchi dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia -. Lo sviluppo della Green economy dipende molto anche dal comportamento delle Regioni. Laddove vi è una volontà i risultati si conseguono rapidamente e sono misurabili. Non è un caso infatti che le due regioni leader nel fotovoltaico siano il Trentino Alto Adige e la Puglia”.

Sequestrate 23 tonnellate di pellet radioattivo

carabinieri-discarica Sono ventitré le tonnellate di pellet radioattivo sequestrate a Trieste. Tutto il materiale, di origine ucraina, proveniva dall’Ungheria. L’operazione è stata condotta dal Servizio Antifrode dell’Ufficio delle Dogane di Trieste e dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Udine. Da un punto di vista tecnico, la merce sottoposta a sequestro presentava un’anomalia radiometrica corrispondente a circa 2,5 volte il fondo naturale. Più nel dettaglio, i risultati delle analisi dell’Arpa friulana hanno restituito un carico con valori di Cesio 137 vicini a 200 Becquerel al chilogrammo ovvero ampiamente oltre i limiti previsti dalla legge italiana. Il materiale era destinato a uso domestico.

Taranto, 600 tonnellate di rifiuti illegali diretti in Cina

guardia-di-finanza Ancora una operazione contro il traffico illegale di rifiuti. Protagonista, questa volta, il porto di Taranto da cui sarebbe dovuto partire un ingente carico di rifiuti speciali destinazione Cina. Sono stati i militari del Comando provinciale della della città pugliese, in collaborazione con i funzionari della dogana, a scoprire la mega operazione. In totale sono 24 i container a cui sono stati apposti i sigilli e, complessivamente, oltre seicento le tonnellate di rifiuti speciali privi delle autorizzazioni necessarie all’esportazione. In buona sostanza, questa montagna di spazzatura non aveva subito i prescritti trattamenti preliminari e riportava una falsa indicazione del codice identificativo. Le Fiamme gialle hanno anche denunciato due persone alla locale autorità giudiziaria.

Via libera in Toscana alla legge contro l’inquinamento dell’aria

consiglio regionale toscana E’ il Consiglio regionale della Toscana a sentenziare: “Così non si può andare avanti”. E all’unanimità approva una legge per la difesa della qualità dell’aria, anche per ridurre i rischi sanitari provocati dal sempre più imbarazzante inquinamento atmosferico. Si tratta di un provvedimento che recepisce le direttive comunitarie e il più recente decreto Matteoli. Secondo la relatrice, il consigliere regionale del Partito democratico (e presidente della competente commissione consiliare), , si tratta “di uno strumento nuovo, già impiegato nel 2004 con buoni risultati. La mancata approvazione – aveva detto all’aula prima del voto – comporta la non ammissione ai contributi erogati dalla Regione”. (foto by regione.toscana.it)

Il Papa: “Lo sviluppo sostenibile rispetta l’ambiente”

papa Ancora una volta una presa di posizione di Benedetto XIV in difesa dell’Ambiente. “E’ sostenibile – sono le parole del Pontefice – solo uno sviluppo che rispetti la creazione e che non danneggi l’ambiente”. Affermazioni pronunciate in occasione dell’Udienza generale e che fanno il paio con le tante rese pubbliche nel corso del suo mandato alla guida della Chiesa di Roma. E ha poi ribadito: “La costruzione di una pace solida è legata al rispetto dell’ambiente”.
Solo poche settimane fa, nel corso dell’omelia della messa a San Pietro per la 43esima Giornata mondiale della pace, aveva detto “Se l’uomo si degrada, si degrada l’ambiente in cui vive”. E ancora, “se la cultura tende verso un nichilismo, se non teorico, pratico, la natura non potrà non pagarne le conseguenze”.