Nucleare

Nucleare, il ministro sorride

“La decisione della Corte Costituzionale di rigettare l’impugnativa delle Regioni sulla legge delega per il fuga ogni dubbio sulla legittimità della impostazione del Governo su questo tema chiave per lo sviluppo del paese”. Così il ministro dell’Ambiente sulla decisione della Consulta.
“Ho affrontato il tema con il premier Berlusconi – ricorda – chiedendogli di accelerare le procedure per l’avvio dell’Agenzia per la sicurezza e che approfondiremo a margine del consiglio. Ora bisogna andare avanti senza indugio per definire le scelte concrete da adottare, i costi e i benefici per i territori e per il paese”.
“Credo – conclude – sia oggi ancora più valida la proposta di un tavolo di confronto concreto de-ideologizzato che consenta di affrontare uno snodo dello sviluppo del paese come quello del ritorno al non cercando impossibili unanimità ma la piena consapevolezza di tutti in materia di sicurezza, ambiente, costi e bilancio energetico. Sgombrando il campo sia da allarmismi ingiustificati che da facili entusiasmi. Incontrerò il prof. Veronesi e sono pronta ad incontrare Emma Bonino e quanti si sono dichiarati disponibili ad un confronto franco su questa sfida”.

Nucleare, la Consulta dà ragione al Governo

nucleare-2 Restituite al mittente. Le contestazioni di alcune Regioni italiane contro la creazione di impianti nucleari sui propri territori sono state rigettate dai giudici della Corte costituzionale.
La Consulta ha dichiarato in parte infondate e in parte inammissibili le questioni sollevate da Lazio, Umbria, Basilicata, Toscana, Calabria, Marche, Molise, Puglia, Liguria ed Emilia Romagna.
Le motivazioni? Occorre aspettare qualche settimana per il deposito della sentenza affidata al vicepresidente della Corte Ugo De Siervo.
Le Regioni, si ricorda, ritengono che una materia come questa vada regolata con una intesa forte con lo Stato senza alcuna imposizione unilaterale. Insomma, il sarebbe una materia costituzionalmente concorrente. Ma la Consulta non è stata dello stesso parere.

La Giornata mondiale della Terra, Greenpeace preoccupata

Kumi Naidoo Ieri è stata celebrata la Giornata mondiale della Terra. “Il nostro pianeta – spiega – , direttore esecutivo International – sta affrontando la più grossa sfida di tutti i tempi. Le nostre foreste primarie vengono abbattute e i nostri oceani vengono saccheggiati in modo sconsiderato e inquinati a un ritmo mozzafiato. La caccia alle balene, l’inquinamento di sostanze tossiche, il carbone sporco, la pericolosa energia e le coltivazioni geneticamente modificate minacciano la qualità e anche la sostenibilità della vita dell’intero pianeta. Si profilano cambiamenti climatici catastrofici perché i governi e le aziende spendono tempo e risorse nella speranza di aumentare i profitti, ma senza affrontare i cambiamenti necessari per ridurre le emissioni di carbonio”.

Sette tutto verde

magazine 7 Un intero numero dedicato al . E’ quanto propone questa settimana , il magazine del diretto da Giuseppe Di Piazza. “Quanto aiuto – si legge sulla copertina – possiamo dare al pianeta? Tanto, se ci comportiamo nei modi giusti. Scopriamo quali, in 164 pagine dedicate al bene più grande: il nostro futuro”. All’interno del numero speciale sono presenti, tra l’altro, articoli su auto e moto, stili di vita, scienza e ghiacci, Europa pulita, moda. E poi c’è anche una intervista al ministro dell’Ambiente . Cosa dice? “Abiterei accanto a una centrale”. Sulla copertina, infine, a farla da padrone è , prima ballerina dell’Opera di Parigi.

L’atomo è sicuro?

nucleare-2 Il 24, il 25 e il 26 aprile manifestazione di contro il nelle piazze italiane. “Vogliamo raccontare – spiega l’associazione ambientalista a pochi giorni dall’evento – i rischi reali che corrono gli italiani nel caso venissero installate centrale atomiche nel Paese. Per raggiungere il nostro obiettivo useremo una performance semplice ma efficace: grazie alla collaborazione degli agricoltori e degli allevatori allestiremo tanti mercatini dove potrete scegliere se acquistare prodotti tipici e biologici o contaminati! Ovvero alimenti prodotti nei pressi di una ipotetica centrale atomica in funzione. Perché questo è il futuro che ci aspetta in caso venissero installate centrali nelle nostre regioni”.

Elezioni, voti e nucleare

nucleare “I risultati elettorali delle regionali sono definitivi. Con abbiamo fatto sentire ai candidati la nostra voce contro il . E la vostra. In più di 75mila persone avete firmato il nostro appello e su Radioattiva avete lasciato migliaia di messaggi”. fa sapere come “i manifesti taroccati e le attività in piazza sono servite a svelare l’ipocrisia di alcuni candidati. Ed è nato il collettivo degli Artisti contro il , con una canzone-manifesto contro il ritorno del in Italia”.
Risultato? “Tutti i governatori appena eletti – spiega – hanno dichiarato in campagna elettorale di non volere il nelle proprie regioni. – Nichi Vendola (Puglia), Vasco Errani (Emilia Romagna), Enrico Rossi (Toscana), Gian Mario Spacca (Marche), Catiuscia Marini (Umbria), Vito De Filippo (Basilicata), Claudio Burlando (Liguria) – hanno detto di essere contrari ai piani nucleari del governo. Gli altri sei – Renata Polverini (Lazio), Roberto Cota (Piemonte), Roberto Formigoni (Lombardia), Luca Zaia (Veneto), Stefano Caldoro (Campania), Giuseppe Scopelliti (Calabria) – hanno dichiarato che comunque la loro regione non avrebbe ospitato una centrale. Le promesse della campagna elettorale non sono parole al vento. Sono impegni. I cittadini hanno votato nella consapevolezza che il territorio in cui vivono non sarebbe stato umiliato e messo a rischio dalla realizzazione di una centrale ”.

Nucleare dopo le elezioni? Trema il Wwf

nucleare-2 Adesso i nodi vengono al pettine. Con la vittoria di Renata Polverini, Luca Zaia e Stefano Caldoro nella competizione per le poltrona di governatore rispettivamente del Lazio, del Veneto e della Campania, il futuro del appare più certo. Secondo Stefano Leoni, presidente del Italia “la vittoria del centrodestra può avere ripercussioni sul programma del governo”. Sulla scelta dei luoghi dove costruire gli impianti nucleari “nessuno sito al mondo è ottimale – spiega a margine della presentazione del rapporto State of the world 2010 a Roma – come ancora non esiste un sito per stoccare le scorie”. In particolare “la scelta di una centrale a Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, sembra approssimativa” poiché “è vecchia di 20 anni e, visto che il ciclo medio è di 40 anni, è ormai di mezza età”.

Con i gommoni sull’acqua alta a Venezia

Venezia è sommersa dall’acqua alta! Attivisti della – informa la stessa associazione – sono entrati a Piazza San Marco su tre gommoni e hanno aperto lo striscione “ = falsa soluzione. Più efficienza e rinnovabili”. Secondo l’ultimo rapporto dell’Onu presentato lo scorso novembre a Marrakech, nei prossimi sessant’anni Venezia rischia di finire sott’acqua a causa dei cambiamenti climatici. “Il – dicono – è una strada sbagliata e pericolosa, che non salverà il clima. Bisogna investire subito in rinnovabili ed efficienza. I piani nucleari del governo prevedono la creazione di almeno quattro che costeranno all’Italia, soltanto per la costruzione, ognuna tra i 5 e i 6 miliardi di euro e che non saranno attive prima di dieci anni. Se l’Italia punterà sul non potrà rispettare gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni al 2020 e sprecherà le risorse che avrebbe potuto investire in tecnologie pulite ed efficienza, vere soluzioni immediatamente disponibili”.

E’ salpata la Rainbow Warrior

rainbow warrior Si chiama e tra pochi giorni sarà in Italia. Attraccherà nei porti di Civitavecchia, Genova e Napoli per la campagna contro il di . La Rainbow diventerà il palco degli “Artisti contro il ”.
Oggi da ore 13 sul sito sono in diretta streaming: 99 Posse, Piotta, Punkreas, Adriano Bono & Torpedo Sound Machine e Leo Pari: insieme per la prima volta dal vivo il nuovo singolo “No al ”. L’associazione ambientalista ha invitato i lettori virtuali a firmare l’appello (www.greenpeace.it/nuclearlifestyle) per chiedere ai candidati alle regionali di opporsi al nucleare. Numerosi artisti hanno aderito all’iniziativa.

Blitz a Montalto di Castro: “Emergenza nucleare”

montalto-urlo in azione a Montalto di Castro! Alle prime luci dell’alba un gruppo di attivisti ha occupato il tetto della fabbrica della vecchia centrale , bloccata dal referendum del 1987. Un “urlo ” di 150 metri quadrati ha ricoperto il tetto, accompagnato dalla scritta “”.
“Il – spiega – è una scelta sciagurata per l’Italia e una pericolosa perdita di tempo. Tornare al significa perdere oltre dieci anni per ritrovarsi poi con centrali obsolete e pericolose. E sprecare l’opportunità di investire nelle vere soluzioni per l’indipendenza energetica e per il clima: rinnovabili ed efficienza. Tocca adesso ai candidati alla guida delle regioni prendere subito una posizione chiara contro il , altrimenti dopo le elezioni verranno imbavagliati e costretti ad accettare le decisioni del governo”. (foto by .org)