Rifiuti

La sfida dei rifiuti

rifiuti-bis Si parte dalla direttiva comunitaria ch pone ai primi posti nella le iniziative volte alla prevenzione della produzione e al loro riutilizzo. Da qui il corso di formazione “Prevenzione della produzione dei rifiuti: proposte operative”, il 31 marzo a Milano. Il corso – spiegano i promotori – si pone l’obiettivo “di analizzare i seguenti aspetti e problematiche che devono venire affrontate nel momento in cui si approccia il tema della prevenzione: quali sono i soggetti coinvolti? Quali sono le competenze e le sfere di azione di ciascun soggetto? Integrazioni e correlazione tra modalità gestionali e opportunità di prevenzione. Modalità e strumenti per una programmazione della riduzione. Dalla programmazione all’azione: esperienze concrete, risultati, strumenti adottati”.

Rifiuti in Campania, Italia condannata

rifiuti Italia condannata. Non ha creato in Campania impianti di recupero e di smaltimento. Così la contesta al Governo del Belpaese di aver messo a repentaglio l’incolumità dei cittadini: “Gli Stati membri non devono esporre la salute umana a pericolo nel corso di operazioni di recupero e smaltimento dei ”. Secondo il collegio giudicante di Lussemburgo, “nella regione Campania, i quantitativi ingenti di ammassati nelle strade, nonostante l’assistenza di altre regioni italiane e delle autorità tedesche, dimostrano un deficit strutturale di impianti, cui non è stato possibile rimediare”. E ancora, nulla di quanto sostenuto può “giustificare la violazione degli obblighi derivanti dalla direttiva e la mancata realizzazione effettiva e nei tempi previsti degli impianti”.

Così frana l’Italia/4

federlegno-02 Questi i primi 4 temi di azione proposti da Legambiente:

Energia
L’Italia deve arrivare al 17% di produzione da fonti rinnovabili (dall’attuale 5,2%) rispetto ai propri consumi entro il 2020. Questo obiettivo fissato dall’Unione europea, vincolante per tutti i Paesi membri, prevede un impegno preciso delle Regioni. L’Italia deve arrivare ad una produzione da fonti rinnovabili di 22,5 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) e quindi agire sulle principali voci dei consumi energetici: elettricità, calore, raffrescamento, biocarburanti. Le Regioni del Nord, grazie al “vecchio” idroelettrico sono quelle che storicamente hanno la maggiore produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, mentre è in quelle del Sud dove, grazie a eolico e solare fotovoltaico, negli ultimi anni c’è stata la maggiore crescita.
La sfida è quella di trasformare l’obbligo in un’opportunità di cambiamento in positivo, spingendo solare fotovoltaico e termico, eolico e biomasse, mini-idroelettrico e geotermia. Innovando così e creando nuovi posti di lavoro in ogni territorio, a seconda delle vocazioni e delle risorse naturali presenti. Le Regioni hanno una responsabilità fondamentale: l’Unione europea aspetta il Piano nazionale già a Giugno 2010, con un’articolazione degli impegni divisi per regione. Questo sarà il primo banco di prova dei nuovi Governatori nella loro interlocuzione con il Governo. Diversamente, come per l’Accordo di Maastricht, pagheremo altre multe.

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India e Cina discariche di rifiuti elettronici

cellulari
L’allarme è stato lanciato dall’Onu: India e Cina (ma anche parte alcuni paesi dell’Africa e dell’America Latina) potrebbero presto diventare nazioni-discariche di spazzatura elettronica, la cosiddetta . Con questa definizione, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente fa riferimento a telefonini, stampanti, pc, televisori, frigoriferi e ogni altro mezzo elettronici presente nelle case. Secondo Achim Steiner, direttore esecutivo del Pnua, “questo rapporto sottolinea l’urgenza di definire un processo ambizioso, formale e regolato per la raccolta e la elettronici grazie alla creazione in Cina di grandi ed efficienti complessi creati ad hoc”. Nel dettaglio l’India, secondo il rapporto, registrerà entro il 2020 un aumento del 500 per cento rispetto ai livelli del 2007.

Taranto, 600 tonnellate di rifiuti illegali diretti in Cina

guardia-di-finanza Ancora una operazione contro il traffico illegale di . Protagonista, questa volta, il da cui sarebbe dovuto partire un ingente carico di speciali destinazione Cina. Sono stati i militari del Comando provinciale della della città pugliese, in collaborazione con i funzionari della dogana, a scoprire la mega operazione. In totale sono 24 i container a cui sono stati apposti i sigilli e, complessivamente, oltre seicento le tonnellate di speciali privi delle autorizzazioni necessarie all’esportazione. In buona sostanza, questa montagna di spazzatura non aveva subito i prescritti trattamenti preliminari e riportava una falsa indicazione del codice identificativo. Le Fiamme gialle hanno anche denunciato due persone alla locale autorità giudiziaria.

Se il rifiuto diventa un’opera d’arte

arte del rifiuto Si tratta di un festival dedicato all’arte sociale con la visione di una nuova possibilità di occupazione per i giovani in una nuova economia ecologica e sostenibile. E’ organizzato a Pesaro dal 25 febbraio al 7 marzo. Cosa aspettarsi? L’elenco è lungo: mostra di fotografie, pitture, sculture, oggetti d’uso, concerti, laboratori, teatro, performance, poesia, convegni, conversazioni. Tutte iniziative centrate sul tema del matrimonio fra riciclo, arte ed economia. In tal modo la raccolta differenziata non diventa fine a se stessa. I vantaggi? Sono almeno due, secondo Tarcisio Porto, l’assessore all’Ambiente della Provincia di Pesaro e . “Risparmio dei costi del ciclo dei – spiega – e opportunità di sviluppo economico con creazione di nuovi posti di lavoro”.

Un milione di tonnellate di rifiuti illegali, raffica di arresti

carabinieri-discarica Avrebbero trasportato un milione di tonnellate di illeciti in Toscana (soprattutto nel sito contaminato di Bagnoli), lucrando per decine di milioni di euro e, ovviamente, inquinando l’ambiente senza pietà. Un vorticoso giro di spazzatura che ha coinvolto metà delle regioni italiane: Friuli Venezia Giulia, , Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Marche, Campania, Lazio, Abruzzo e Sardegna. Complessivamente sono 61 le persone coinvolte dall’operazione (spazzatura d’oro) condotta dai carabinieri per la Tutela dell’ambiente e coordinata dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Grosseto. Sono 17 i provvedimenti cautelari emessi, tre i sequestri preventivi e venti le aziende finite nel mirino della magistratura.

Traffico di rifiuti in Lombardia, preoccupa la situazione

rifiuti-plastica “Per non vedere vanificato l’ottimo lavoro investigativo compiuto dalle forze dell’ordine sul traffico di nelle zone di Varese, Milano e Monza è bene che vengano accantonate proposte come quelle del processo breve, di limitazione delle intercettazioni e di alienazione dei beni confiscati alla mafia”. Questo il commento di Legambiente all’operazione condotta dal Comando Tutela Ambiente dei Carabinieri, in alcune province della regione. Nessuna sorpresa inoltre da parte dell’associazione ambientalista sul presunto coinvolgimento dei colletti bianchi e personaggi legati a organizzazioni criminali di tipo mafioso. Desta comunque preoccupazione in la continua conferma della presenza mafiosa nelle attività economiche illegali del settore ambientale e il livello di penetrazione nell’economia lombarda, con il riciclaggio di denaro sporco in settori che vanno dalle opere d’arte all’acquisto di immobili pignorati agli stessi esponenti criminali.
“Se da un lato è molto positiva l’istituzione, annunciata dal Governo nei giorni scorsi, del Comitato per la sorveglianza delle grandi opere Expo e del Gruppo interforze centrale per l’Expo – dichiara Sergio Cannavò, vicepresidente Legambiente – dall’altro mancano ancora gli indispensabili strumenti di contrasto, come i delitti contro l’ambiente nel codice penale, e ci preoccupano alcune delle riforme annunciate: senza le intercettazioni inchieste di questo tipo non sarebbero possibili, con il processo breve si rischia di non riuscire ad assicurare alla giustizia i responsabili, con l’alienabilità dei beni confiscati alla mafia si lancia un pericolosissimo segnale di abbassamento della guardia. Rilanciamo con forza la proposta di un Osservatorio regionale Ambiente e Legalità, per monitorare i fenomeni di attività ambientale che continuano a coinvolgere la anche in previsione dell’evento Expo”.

Quel traffico di rifiuti tossici in Sardegna

carabinieri-discarica “Quanto emerso è solo un ennesimo caso di quella che ormai è divenuta una delle tecniche più in voga nel circuito illegale dei rifiuti”. Lo afferma , presidente di , in merito al traffico di rifiuti pericolosi scoperta nel Cagliaritano in seguito alle indagini compiute dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico. “I rifiuti ormai non vengono più smaltiti solamente nelle – continua Tiana – ma occultati in maniera ancora più subdola e pericolosa, passando in maniera disinvolta dal loro utilizzo nel sottofondo stradale allo spargimento sui terreni agricoli, fino alla miscelazione con il cemento per la realizzazione di opere civili”.
Secondo il Rapporto Ecomafia di in solo nel 2009 le infrazioni accertate dalle forze dell’ordine riguardanti il traffico illegale dei rifiuti sarebbero state complessivamente 188, seguite da 223 denunce e 67 sequestri. “E’ necessario pertanto – conclude Tiana – che gli enti di controllo e le forze dell’ordine si attivino per monitorare in maniera ancora più incisiva i flussi di rifiuti industriali per evitare il perpetuarsi di pratiche che fruttano milioni di euro ai trafficanti di veleni e minacciano seriamente la salute dei cittadini”.

Il Chianti dichiara guerra agli imballaggi

Il progetto si chiama “, negozio sostenibile del Chianti fiorentino”. Lo scopo? Annullare la produzione di ? Certamente no. E’ “far crescere – spiegano gli promotori – la sensibilità degli esercizi commerciali e dei cittadini verso la riduzione dell’utilizzo degli imballaggi, proponendo un modello di consumo più sostenibile sia sul fronte dell’offerta di prodotti e servizi che della domanda di acquisto”. Due la categorie a cui si rivolgono: i negozianti e i cittadini. Ai primi si propone uno sconto sulla tariffa e la possibilità di usufruire “di un servizio di affiancamento per la realizzazione di azioni volte alla riduzione dei ”. Ai secondi, se “stanchi di avere più imballi da buttare che prodotti da sistemare in dispensa”, è lanciato l’invito a cercare i negozi con il marchio negozio sostenibile e sostenere “le iniziative messe in atto per la riduzione dei ”.