Rio São Francisco, “intervenga il Parlamento”

rio sao francisco Si è concluso il viaggio della delegazione indigena brasiliana della Campagna Oparà, che ha attraversato l’Italia e l’Europa dal 24 gennaio 2010 per denunciare il progetto di trasposizione delle acque del fiume São Francisco in Brasile. I delegati hanno terminato il loro viaggio, nato con l’obiettivo di far ascoltare la propria denuncia agli organismi internazionali di difesa dei diritti umani, ai governi e alla società civile europea rispetto al progetto di trasposizione delle acque del fiume São Francisco, con una conferenza stampa finale a Roma presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università “La Sapienza”.
E’ stato inviato un appello al presidente Napolitano e ai parlamentari italiani affinché si impegnino per questa causa.
Durante la conferenza, promossa dal Corso di laurea specialistica in “Innovazione e sviluppo” della facoltà di Scienze della comunicazione, Manoel Uilton dos Santos, leader del popolo indigeno Tuxà e coordinatore generale dell’Apoinme (Articolazione dei Popoli e delle Organizzazioni Indigene del Nordest, Minas Gerais e Espírito Santo) ed Edilene Bezerra Pajeù, leader del popolo indigeno Trukà e professoressa indigena, hanno raccontato la loro esperienza e presentato i risultati raggiunti in questo viaggio europeo.
Durante il loro percorso, che li ha portati a Roma, Udine, Bolzano, Ginevra, Bruxelles e Berlino, i delegati hanno incontrato diversi esponenti di istituzioni, studenti e parlamentari. “Ai parlamentari europei – sottolinea Manoel – abbiamo chiesto di aiutarci a sensibilizzare il governo di Lula sull’impatto che la sua Politica di accelerazione economica ha sull’ambiente, sul territorio e sulle popolazioni indigene. È necessario che il governo rispetti la Costituzione e i nostri diritti, e che sia disposto ad ascoltare la nostra voce. Per queste stesse ragioni, durante la visita a Ginevra, abbiamo chiesto ai rappresentanti dell’Onu e dell’Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) di attualizzare la Convenzione 169 dell’Ilo, evidenziando i soprusi che i popoli indigeni stanno subendo in questi anni e le difficoltà riscontrate nel far rispettare i nostri diritti. L’obiettivo che ci poniamo è che il Supremo Tribunale brasiliano organizzi una udienza pubblica, che dia voce alle popolazioni indigene”. Le richieste della delegazione sono state ascoltate dall’Ilo, che ha già chiesto chiarimenti al governo brasiliano riguardo le violazioni della Convenzione 169 sul progetto di deviazione delle acque e attende la sua risposta.
Edilene ha espresso tutta la sua soddisfazione per il riscontro ottenuto in questo viaggio: “Abbiamo sentito l’appoggio e la vicinanza della comunità europea. Abbiamo sicuramente raggiunto l’obiettivo di far conoscere le nostre problematiche e far giungere la nostra voce fino al governo brasiliano, affinché inverta la logica che sta seguendo di privilegiare la crescita economica a tutti i costi, senza tener conto dei diritti dei popoli indigeni. Noi vorremmo poter dialogare con il governo; ciò che desideriamo è riprenderci il fiume, con cui abbiamo un legame fisico, economico ma anche spirituale e religioso”. Alla conferenza sono intervenuti inoltre i responsabili delle associazioni promotrici della Campagna e i rappresentanti della facoltà, che hanno animato il dibattito con studenti e giornalisti. (foto by baixaki.com.br)

In difesa del Rio São Francisco

rio sao francisco Prosegue il viaggio della delegazione indigena brasiliana della Campagna Oparà, che sta attraversando l’Italia e l’Europa per denunciare il progetto di trasposizione delle acque del fiume São Francisco in . I tre delegati hanno concluso il loro viaggio con una conferenza stampa finale che si è tenuta a Roma presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università “La Sapienza”.
Durante la conferenza, Manoel Uilton dos Santos, leader del popolo indigeno Tuxà e coordinatore generale dell’Apoinme (Articolazione dei popoli e delle organizzazioni indigene del Nordest, Minas Gerais e Espírito Santo) ed Edilene Bezerra Pajeù, leader del popolo indigeno Trukà e professoressa indigena, hanno raccontato la loro esperienza e presentato i risultati raggiunti in questo viaggio europeo, nato proprio con l’obiettivo di far ascoltare la propria denuncia agli organismi internazionali di difesa dei diritti umani, ai governi e alla società civile europea rispetto al progetto di trasposizione delle acque del fiume São Francisco. (foto by baixaki.com.br)

Nuova influenza, è il Brasile il paese più colpito

L’influenza A/H1N1 ha ucciso 899 persone in , che continua a essere il paese più colpito dalla pandemia secondo l’ultimo bilancio pubblicato dal ministero della Sanità. Per numero di morti, il precede gli Stati Uniti e l’Argentina, ma occupa il quinto posto in rapporto alla popolazione, sottolinea il ministero in un comunicato, spiegando anche che il numero dei casi “è diminuito per la quinta settimana consecutiva”, il che conferma un rallentamento nella propagazione del virus. La ha fatto almeno 3.205 morti nel mondo dall’apparizione del virus tra marzo e aprile scorsi, aveva annunciato venerdì l’Organizzazione mondiale della sanità.

Earth Disney: 2,7 milioni di alberi in più

Il avrà 2,7 milioni di in più grazie alla Disney.

Gli studios della Disney avevano promesso che avrebbero piantato un albero per ogni durante la prima settimana di lancio del film-documentario Earth. Martedì hanno annunciato che il film ha nella prima settimana 16 milioni di dollari per un totale di 2,7 milioni di venduti. Il prezzo medio di si attesta perciò tra i 5 e i 6 dollari, un limite piuttosto basso, ma a noi non importa: sono un sacco di per un solo film!

Foto: stock.xchng

Omicidio della suora attivista in Amazzonia

891520_bamboo[1] è stata uccisa nel 2005 con un colpo di .

La missione di tutta la sua vita è stata difendere la amazzonica contro gli interessi dei terrieri. Vitalmiro Bastos de Moura, proprietario di un ranch fu arrestato con l’ di aver orchestrato l’ della donna, ma è risultato non colpevole al processo. Tuttavia, Moura ha ottenuto il risultato favorevole grazie ad un video che la procura ha accertato essere non ammissibile, ragion per cui il processo verrà intrapreso di nuovo. In non è proibito processare due volte un per lo stesso reato, ed il procuratore e il fratello della sono fiduciosi che otterranno giustizia per la sua morte. La Stang ha lottato per più di trent’anni per difendere gli interessi dei poveri coltivatori contro i ricchi terrieri, che da anni radono al suolo la pluviale per rivendere la legna e creare spazio per la coltivazione. E’ stata la morte della a spingere gli attivisti a richiedere al governo del le nuove normative in difesa della foresta. Negli ultimi 20 anni in Amazzonia sono state uccise 1100 persone implicate nell’affare della legna.

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