Così l’Italia diventa Green
Eco-barche e porti a impatto zero, ceramica verde, concerie vegetali, tessuti biologici, rubinetti senza piombo. Sono alcune delle soluzioni, verdi, utili, magari non decisive, di certo significative, per combattere attivamente la crisi. Chi lo dice? Le fondazioni FareFuturo e Symbola. La prima fa riferimento a Gianfranco Fini, presidente della Camera ed esponente del Pdl, la seconda vuole diffondere il modello di sviluppo della soft economy. Insieme si spingono ad affermare che, incamminandosi lungo questo percorso, sarebbe possibile creare fino a un milione in più di posti di lavoro. Fini, nel corso del convegno romano, ha auspicato un affiancamento del marchio Green al Made in Italy. “Per far comprendere che la tutela ambientale è una risorsa e non un limite – ha detto fra l’altro – serve anche che la produzione di beni e servizi eco-compatibili sia competitiva, sono prodotti che devono stare sul mercato. Sono prodotti che hanno un senso solo se sono competitivi. Affianchiamo al made in Italy il green in Italy e questo è un marchio che può essere un elemento aggiuntivo con un doppio marchio di qualità”.