Denunce ambientali, petizioni online

icebergscoglierecaretta Si tratta di un progetto internazionale promosso e cofinanziato dalla per dar voce e potere decisionale ai cittadini, tramite sulle principali tematiche ambientali. Il progetto si avvale di un portale internet (www.ep-.eu), dove saranno raccolte le più importanti petizioni sui vari temi ambientali che riguardano il nostro paese e l’, la cittadinanza potrà interagire ed esprimere la propria opinione.
In Italia il progetto, iniziato l’1 gennaio e coordinato dal Centro tecnologico di Atene, viene seguito da e dall’. Tra i vari partners del progetto ci sono anche le agenzie di stampa e le associazioni ambientaliste e le università di Grecia, Portogallo e Belgio. La funzione delle associazioni ambientaliste e delle agenzie di stampa in questa fase è di estrema importanza: sia per l’ottima conoscenza dell’opinione pubblica sulle tematiche ambientali sia per il coordinamento con i gruppi nazionali, con gli esperti e con i cittadini.
“Quando si affrontano temi legati all’ – spiega il parlamentare , membro della commissione alla Camera dei deputati – la partecipazione è un elemento indispensabile. Questo perché la qualità delle relazioni sociali, delle condizioni ambientali, delle procedure decisionali e amministrative, dell’offerta culturale e formativa, dei servizi di assistenza e di cura delle persone, costituisce il vero carattere dello sviluppo della nostra società. I cittadini e gli utenti sempre più esprimono una domanda sociale di qualità alla quale le istituzioni, le imprese e più in generale la politica e la cultura devono rispondere. L’Europa e in particolare l’Italia, sono un importante laboratorio per comprendere le dinamiche e i processi che segnano e attraversano questo passaggio epocale”.

Rifiuti, una settimana per ridurli

rifiuti Sono coinvolti tutti i cittadini dell’Europa che promettono di ridurre la quantità di spazzatura prodotta in una settimana. Enti pubblici e singoli cittadini, associazioni e famiglie, industrie e Ong: chiunque può partecipare. A ognuno di loro viene consegnata una carta con i i rispettivi requisiti e un bel logo da esporre: “”. Quella che inizia sabato 21 per poi concludersi venerdì 29 è una iniziativa della Commissione europea a cui hanno aderito decine di associazione e comitati. , per esempio. “Da nord a sud, nel nostro Paese le esperienze di riduzione della produzione di rifiuti sono sempre più numerose – spiega Stefano Ciafani, responsabile scientifico di – Si tratta di una serie limitata ma importante d’iniziative locali – come, per esempio, la promozione dell’uso dell’acqua del rubinetto e dei sacchetti riutilizzabili o biodegradabili, del compostaggio domestico e degli acquisti consapevoli – da replicare il più possibile in tutta Italia. Da sole, però, le buone pratiche di prevenzione non bastano: sono necessarie iniziative strutturali di carattere nazionale, che coinvolgano soprattutto il mondo della produzione e della distribuzione”.

In Rete le industrie europee più (e meno) inquinanti

L’Unione europea fa sul serio, In attese dal vertice mondiale sul clima di Copenaghen, la estrae dal cilindro il di sostanze inquinanti nell’aria, nell’acqua e nel suolo di cui sono colpevoli le industrie di tutta Europa. In buona sostanza, tutti sapranno chi e quanto inquina. Ogni anno saranno comunicati i dati relativi a 91 sostanze e circa 24mila aziende operanti in 65 settori dell’economia. Secondo il commissario europeo per l’, Stavros Dimas: “È segno della reale volontà delle autorità pubbliche e del settore di divulgare le informazioni ai cittadini e assumere una maggiore apertura”. E ancora: “L’istituzione di questo registro permetterà ai cittadini di accedere direttamente alle informazioni sulle emissioni rilasciate dai complessi industriali in tutta Europa e li aiuterà a partecipare in prima persona alle decisioni che si ripercuotono sull’”. Sul sito (http://prtr.ec.europa.eu/), infatti, non dovrebbero mancare nomi, cognomi e qualità ambientale delle industrie coinvolte.

Nuova influenza, “non baciatevi e non datevi la mano”

Dopo i flaconi di gel disinfettante distribuiti nei palazzi della a Bruxelles, sono apparsi ora sui muri dell’edificio manifestini curati dalla direzione del personale dell’esecutivo comunitario, che invitano i dipendenti ad avere il minimo possibile di contatti fisici per prevenire il rischio di contagio della nuova influenza. Questi piccoli poster oltre a contenere gli ormai comuni inviti a non uscire di casa se si è influenzati e a coprirsi la bocca con un fazzoletto “igienicamente conservato” se si tossisce o si starnutisce, suggerisce anche di “non abbracciarsi, non baciarsi e non darsi la mano” quando ci si incontra.

Muoversi in città con ecologia e organizzazione

Spostamenti urbani più ecologici, meglio organizzati e più semplici. E’ questo l’obiettivo che si pone la con un articolato piano d’azione adottato sulla , nel quale vengono proposte venti azioni concrete volte ad aiutare le amministrazioni locali, regionali e nazionali a realizzare i rispettivi obiettivi per una sostenibile. Affrontare queste problematiche secondo la darà una risposta alle preoccupazioni espresse dai cittadini: nove cittadini Ue su dieci ritengono infatti che la situazione del traffico nella zona dove vivono dovrebbe essere migliorata. Per accelerare l’adozione di piani di sostenibile da parte delle amministrazioni locali, la preparerà del materiale informativo e varerà attività promozionali e di formazione, oltre a pubblicare documenti di orientamento.

Energia verde, l’Unione europea costruisce in Cina

L\'Ue scommette sulla Cina La Commissione europea darà cinquanta milioni di euro alla per costruire una centrale elettrica dotata di un impianto di cattura e stoccaggio delle emissioni di , che aiuterà il Paese nella lotta al surriscaldamento del pianeta. Tale impianto, spiega Bruxelles, dovrebbe ridurre al minimo le emissioni di delle che funzionano a carbone. La è il più grande produttore al mondo di e il settanta per cento dell’energia che utilizza viene dal carbone. I fondi europei, che serviranno ad avviare i lavori, contribuiranno a un progetto il cui costo è stimato tra i trecento e i cinquecento milioni di euro. “E’ essenziale che i Paesi in via di sviluppo, così come quelli sviluppati, prendano provvedimenti per impedire che il mondo raggiunga la soglia critica di aumento di due gradi della temperatura”, ha detto il commissario all’Ambiente Stavros Dimas.

La Ue organizza la settimana verde. Serve?

Nuova iniziativa \"verde\" della Commissione europea Lunedì ha aperto i battenti a Bruxelles la “Green Week 2009”, il mega forum sull’ organizzato ogni anno dalla che, in occasione della nona edizione, punta i riflettori sull’emergenza . In vista del nuovo accordo internazionale che dovrebbe essere concluso a dicembre alla conferenza Onu di Copenaghen, lo slogan dell’evento parla infatti di “agire e adattarsi” ai cambiamenti climatici in atto. Fino a venerdì, circa quattromila partecipanti cercano di dare risposte ai tanti interrogativi sul fronte ambientale, da quali siano le prospettive per il nuovo accordo globale a come rendere le economie “climate-proof”, passando agli strumenti per la creazione di una società a zero contenuto di entro il 2050. Il programma della manifestazione prevede 36 sessioni di conferenze, alcune organizzate in collaborazione con “Friends of Europe”, oltre a numerose sessioni collaterali. Tra le questioni in agenda compare l’attuazione del pacchetto -energia dell’Ue, l’impatto dei cambiamenti climatici sull’occupazione e sulla coesione sociale e l’adattamento della biodiversità ai cambiamenti climatici, ma anche l’attenzione per le problematiche ambientali in economia, la sfida per l’agricoltura, la dimensione della sicurezza a livello internazionale e gli ultimi sviluppi in materia di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica.

In soccorso dell’Unione europea per il biologico

Cresce il mercato del biologico Un pool di esperti è pronto ad appoggiare la sulle questioni inerenti la produzione biologica. Il gruppo, istituito con decisione della pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea, è chiamato ad offrire consulenza tecnica sulla produzione biologica. E’ formato da tredici componenti, in carica per tre anni, con possibilità di essere rieletti fino a tre mandati e avrà il compito di fornire alla Commissione pareri tecnici “indipendenti”, di alto livello e trasparenti.