Una pista ciclabile lungo la ferrovia dimessa
Viva soddisfazione è espressa dalla Fiab per la recente firma del protocollo d’intesa tra Rfi, Province di Bologna e Modena e i nove Comuni emiliano-romagnoli (Anzola dell’Emilia, Camposanto, Calderara, Crevalcore, Mirandola, Sala Bolognese, Sant’Agata Bolognese, San Felice sul Panaro, San Giovanni in Persiceto) interessati alla trasformazione del tratto di competenza regionale del sedime ferroviario dismesso della Bologna-Verona, in ciclovia. L’accordo, che prevede la presa in comodato d’uso gratuito da parte delle due Province dell’area di sedime dismessa da Rfi, è una delle azioni operative messe in atto a seguito dell’accordo sottoscritto all’inizio della scorsa estate dall’assessore ai Trasporti della Regione Emilia Romagna e le associazioni cicloambientaliste guidate dalla Fiab.
Ma come nasce il progetto? La Regione ha accolto la proposta di un gruppo di lavoro dei “Comuni della linea Bologna-Verona per la realizzazione di una pista ciclabile interprovinciale” con capofila il Comune di San Giovani in Persiceto, impegnato dal 2005 per la valorizzazione dell’area di sedime dell’ex linea ferroviaria. Un primo tratto del percorso ciclopedonale, tra San Giovanni in Persiceto a Crevalcore, risulta essere già finanziato. Con gli Accordi di programma 2007-2010 la Regione ha programmato per la sua realizzazione 300mila euro, che verranno destinati ai Comuni di San Giovanni in Persiceto e Crevalcore. I Comuni stanzieranno a loro volta altri 300mila euro per l’intervento (l’investimento complessivo, dunque, è di 600mila euro).
Il tracciato della vecchia linea, che si sviluppa da Osteria Nuova a Mirandola per circa 35 chilometri, si inserisce strategicamente all’interno di reti di percorribilità ciclistica nazionali ed europee (BicItalia ed EuroVelo). Reti di mobilità “lenta” basate su corridoi liberi da traffico, che interagiscono con il tessuto urbano penetrando nelle città, con molteplici risvolti: miglioramento della qualità ambientale e della salute dei cittadini, realizzazione di una mobilità “dolce” e altamente sostenibile (proprio perché a impatto zero), promozione del turismo in bicicletta.

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