Gli orsi polari sono ancora in pericolo: lo dice l’Ente americano per la biodiversità. I cambiamenti climatici hanno compromesso l’habitat naturale di questi animali, lavorando contro le iniziative per la con conservazione delle specie che ne avevano aumentato la popolazione negli ultimi anni. L’Alaska,è una delle zone peggiori per la vita dei bianchi mammiferi: lo scioglimento di ghiaccio costringe gli orsi a nuotare per ore prima di trovare un approdo ed essi hanno una grande difficoltà a trovare le prede che al loro pari faticano a trovare un ambiente adatto per la propria sopravvivenza e riproduzione.
In Indonesia tra le montagne ad Est del Borneo è stata scoperta una nuova popolazione di Orango, una delle specie di scimmie più minacciate di estinzione in tutto il pianeta.
La comunità è abbastanza numerosa, si pensa che possa arrivare addirittura a superare i 1000 esemplari. Il resto della popolazione di Oranghi che vive in Indonesia rischia l’estinzione a causa della scomparsa del suo habitat naturale. In queste zone infatti si produce l’olio di palma, molto richiesto per usi cosmetici. Da molti anni per fare posto alle piantagioni di palme da olio si bruciano chilometri di foresta, mentre gli animali che sopravvivono rimangono in piccoli gruppi dispersi il che li rende molto vulnerabili. Secondo Paul Hartman, scienziato della fondazione Usa per la conservazione degli orango, il ritrovamento di questa comunità ci indica che possiamo essere sulla buona strada per salvare almeno parte della popolazione delle scimmie attualmente in pericolo.
Il rettile tuatara è un discendente dei dinosauri ed è una specie rarissima, un vero fossile vivente. Da 200 anni non se ne era più trovato un esemplare cucciolo.
Un piccolo di tuatara è stato trovato nel Karori Wildlife Sanctuary a Wellington la settimana scorsa. I Tuatara (Sphenodon punctatus) sono gli unici sopravvissuti tra i rettili Rhynchocephalia, estinti 60 milioni di anni fa. Alcuni esemplari della specie sono sopravvissuti fino a 200 anni fa quando il kiore, una specie di ratto del Pacifico importato dalla Polinesia, ha quasi annullato la popolazione. Piccolissime comunità di tuatara rimasero nelle isole e nel 2005 settanta animali furono portati nello stretto di Cook dalle isole Stephens. Nonostante queste manovre l’estinzione sembrava inevitabile, infatti non esistevano prove che i rettili stessero allevando prole fino alla notiza dela scoperta del piccolo. Raewyn Empson, scienziato del parco ha affermato che il ritrovamento del nido e del cucciolo di rettile è un enorme passo avanti nella conservazione della Nuova Zelanda. “Vuol dire che siamo riusciti a ristabilire una popolazione nidificante sul continente”, ha dichiarato.
La Cinnamomum parathenoxylon, è una rara specie di albero che cresce nelle foreste Cambogiane che sta rischiando di scomparire perché da essa si ricava un olio che serve per la produzione di MDMA, l’ecstasy.
L’olio di sassofrasso viene trasformato in ecstasy con 3 semplici mosse, che si collegano ad attività dannose per la flora e la fauna. Così si produce l’olio di sassofrasso, che poi si lega ad altre attività dannose:
- Le radici della pianta sono tagliate in piccoli blocchi
- questi vengono triturati e cotti in recipienti metallici di grandi dimensioni su un fuoco di legno per un periodo di distillazione di almeno cinque giorni – e di conseguenza altri alberi vengono tagliati per accendere il fuoco
- Il Safrolo, un olio giallino, è il prodotto risultante, che serve da base per produrre l’MDMA (Metilendiossinaetanfetamina).
- per raffreddare l’olio si usa l’acqua dei torrenti che spesso viene contaminata, provocando gravi danni alla fauna locale
- i lavoratori delle distillerie sono spesso bracconieri che vivono anche grazie al traffico illegale di fauna selvatica (tigri, pangolini, pavoni, pitoni e gatti selvatici)
Secondo le stime riportate in uno studio che ha monitorato una colonia di pinguini a Terre Adelie dal 1962 fino ad oggi, alla fine del secolo potrebbero rimanere solo 400 coppie di pinguini in grado di riprodursi. Volete sapere quanti pinguini erano presenti nel 1960? Ben 6000 coppie.
Il pinguino imperatore, una delle specie più belle che popolano l’antartico è in via di estinzione. La vita di questi esemplari dipende dal ghiaccioantartico che come noto si sta sciogliendo ad alta velocità, mentre le caratteristiche dell’animale non gli permettono di evolvere in tempo per salvarsi. E’ vero che quest’anno abbiamo avuto molti dati che sono poi stati smentiti riguardo al ritmo di scioglimento dei ghiacciai, ma qualunque sia la porzione di Antartico che dobbiamo aspettarci di vedere disciolta nei prossimi anni quello che è certo è che il fenomeno andrà avanti, e questa non è una rosea prospettiva per l’unica specie di pinguino che lascia il maschio a covare … io vorrei ancora vederli nei documentari e voi?
La lince iberica è una delle specie più minacciate di tutta l’Europa. Una donna Andalusa, ha combattuto per riportare indietro dall’orlo dell’estinzione questo mammifero.
La lince iberica è uno dei mammiferi più a rischio di estinzione in Europa: ne sono rimaste solo un paio di centinaia di esemplari. A causa del traffico delle automobili e della mancanza di prede naturali le linci sono arrivate quasi ad estinguersi. Sapendo tutto ciò Astrid Vargas, portoricana, si è messa in viaggio per la Spagna con la lince nel cuore e ha preso la responsabilità dell’azione di salvataggio intrapresa nel parco Doñana nel 2003. L’operazione è stata sostenuta dal WWF e dal fondo mondiale per la natura, con azioni volte ad aumentare la sensibilizzazione del pubblico verso il problema. Sotto la guida di Astrid sono stati allevati in cattività degli esemplari che hanno innalzato il numero di individui della popolazione e che saranno liberati l’anno prossimo nell’ambientenaturale. Una bella vittoria per il parco e per la lince.
Mangiamo troppo, e gli studi sulla diffusione dell’obesità nel mondo ce lo hanno fatto presente già diverse volte. Oggi però parliamo del nostro appetito…di rane. Una ricerca effettuata sui dati raccolti negli Stati Uniti e pubblicata sulla rivista Conservation Biology, conferma che la Francia e gli Stati Uniti sono i maggiori consumatori dei verdi anfibi. Anche se la notizia sembra di primo impatto piuttosto simpatica in realtà dietro ad essa si cela un’enorme preoccupazione, infatti gli anfibi tra i gruppi degli animali sono quello più a rischio di estinzione, a causa della scomparsa del loro habitat naturale. La situazione ambientale quindi non sorride alle rane, e sarebbe il caso di fare qualche sforzo e non alimentarsi troppo del simpatico animaletto.
Scritto Mercoledì 10 Dicembre 2008 da Sara Radicia
Tempo fa, mentre scorrevo le notizie di un quotidiano mi è balzata all’occhio questa notizia. Come succede il più delle volte con le notizie che riguardano animali e ambiente non è stata messa abbastanza in risalto da colpire subito l’attenzione di chi il giornale lo legge di corsa prima di andare al lavoro. Mi sono permessa allora di ritagliare un posticino nel blog per parlare di qualcosa che meriterebbe di sicuro essere messo più in luce.
L’International Union for the Conservation of Nature (IUCN) ha effettuato il computo delle specie animali a rischio di estinzione sulla terra. Quest’anno è stato scoperto che almeno 1.141 dei 5.487 mammiferi che vivono sulla Terra sono in pericolo. Metà delle specie dei mammiferi registra una diminuzione della popolazione, e tra queste c’è la specie a noi più prossima la scimmia, con metà della popolazione in pericolo.