Scritto Mercoledì 8 Aprile 2009 da Sara Radicia
Dorothy Stang è stata uccisa nel 2005 con un colpo di pistola.
La missione di tutta la sua vita è stata difendere la foresta amazzonica contro gli interessi dei proprietari terrieri. Vitalmiro Bastos de Moura, proprietario di un ranch fu arrestato con l’accusa di aver orchestrato l’omicidio della donna, ma è risultato non colpevole al processo. Tuttavia, Moura ha ottenuto il risultato favorevole grazie ad un video che la procura ha accertato essere non ammissibile, ragion per cui il processo verrà intrapreso di nuovo. In Brasile non è proibito processare due volte un uomo per lo stesso reato, ed il procuratore e il fratello della suora sono fiduciosi che otterranno giustizia per la sua morte. La Stang ha lottato per più di trent’anni per difendere gli interessi dei poveri coltivatori contro i ricchi proprietari terrieri, che da anni radono al suolo la foresta pluviale per rivendere la legna e creare spazio per la coltivazione. E’ stata la morte della suora a spingere gli attivisti a richiedere al governo del Brasile le nuove normative in difesa della foresta. Negli ultimi 20 anni in Amazzonia sono state uccise 1100 persone implicate nell’affare della legna.
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Scritto Giovedì 5 Marzo 2009 da Sara Radicia
![28886_tree_devastation[1]](http://www.ruid.com/photos/medium/44601-znf2bzb31dyf5zjsa6nb.jpg)
Ogni volta che un albero muore, viene rilasciata anidride carbonica nell’atmosfera: il Brasile è diventato uno dei maggiori produttori mondiali di gas serra.
Il Brasile ha annunciato nel mese di dicembre un piano per ridurre la deforestazione della Foresta Amazzonica di oltre il 50% nei prossimi 10 anni. Il paese ha intenzione di ridurre la distruzione della foresta del 70% entro il 2018, dopo i dati del governo che confermavano una crescita del fenomeno del 3,8% rispetto al 2007. Le preoccupazioni sono state confermate dal dossier Wwf ‘Il circolo vizioso in Amazzonia: siccità e incendi nell’era del riscaldamento globale”, che ha fatto chiarezza sulle conseguenze che la vicenda ha per il clima a livello globale e per il Sud America. Se il piano per la salvaguardia dell’ambiente in Brasile non avrà successo, la distruzione della foresta potrebbe raggiungere il 55% entro il 2030 e la deforestazione rilascerà nell’atmosfera dai 55.5 ai 96.9 miliardi di tonnellate di CO2, una quantità paragonabile a quella di più di due anni delle attuali emissioni globali di gas serra a livello planetario.
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Scritto Sabato 13 Dicembre 2008 da Sara Radicia

La risposta è dieci metri quadrati.
Non sono solo gli ambientalisti a preoccuparsi del danno, ma è stato lo stesso ambasciatore colombiano in Italia Pretelt de La Vega durante un convegno romano a parlare dell’enorme danno che la coltivazione della droga procura ogni anno ad uno dei polmoni del pianeta. “… quando consumi cocaina consumi anche il mondo in cui vivi. ” E se questo non basta, oltre ai danni della vita sociale e della salute che ogni consumatore subisce a causa della droga, bisogna riflettere sul fatto che dietro alla coltivazione di queste piantagioni esiste una guerriglia che viene finanziata proprio dai proventi della droga. Chi consuma cocaina distrugge l’ambiente e la vita dei coltivatori della Colombia, che sono ampiamente sfruttati dai narcotrafficanti internazionali. E dovrebbe saperlo.
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