Omicidio della suora attivista in Amazzonia

891520_bamboo[1]Dorothy Stang è stata uccisa nel 2005 con un colpo di .

La missione di tutta la sua è stata difendere la amazzonica contro gli interessi dei proprietari terrieri. Vitalmiro Bastos de Moura, proprietario di un ranch fu arrestato con l’ di aver orchestrato l’ della donna, ma è risultato non colpevole al . Tuttavia, Moura ha ottenuto il risultato favorevole grazie ad un video che la procura ha accertato essere non ammissibile, ragion per cui il verrà intrapreso di nuovo. In non è proibito processare due volte un uomo per lo stesso , ed il procuratore e il fratello della suora sono fiduciosi che otterranno giustizia per la sua morte. La Stang ha lottato per più di trent’anni per difendere gli interessi dei poveri coltivatori contro i ricchi proprietari terrieri, che da anni radono al suolo la pluviale per rivendere la legna e creare spazio per la coltivazione. E’ stata la morte della suora a spingere gli attivisti a richiedere al governo del le nuove normative in difesa della foresta. Negli ultimi 20 anni in sono state uccise 1100 persone implicate nell’affare della legna.

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Deforestazione in Amazzonia, il dossier WWF

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Ogni volta che un albero muore, viene rilasciata anidride carbonica nell’atmosfera: il Brasile è diventato uno dei maggiori produttori mondiali di .

Il Brasile ha annunciato nel mese di dicembre un piano per ridurre la della di oltre il 50% nei prossimi 10 anni. Il paese ha intenzione di ridurre la distruzione della del 70% entro il 2018, dopo i dati del governo che confermavano una crescita del fenomeno del 3,8% rispetto al 2007. Le preoccupazioni sono state confermate dal dossier ‘Il circolo vizioso in Amazzonia: siccità e nell’era del ”, che ha fatto chiarezza sulle conseguenze che la vicenda ha per il clima a livello globale e per il Sud . Se il piano per la salvaguardia dell’ambiente in Brasile non avrà successo, la distruzione della potrebbe raggiungere il 55% entro il 2030 e la rilascerà nell’atmosfera dai 55.5 ai 96.9 miliardi di tonnellate di , una quantità paragonabile a quella di più di due anni delle attuali emissioni globali di a livello planetario.

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Quanta foresta amazzonica c’è in un tiro di cocaina?

foresta amazzonica

La risposta è dieci metri quadrati.

Non sono solo gli ambientalisti a preoccuparsi del danno, ma è stato lo stesso ambasciatore colombiano in Italia Pretelt de La Vega durante un convegno romano a parlare dell’enorme danno che la coltivazione della droga procura ogni anno ad uno dei polmoni del pianeta. “… quando consumi cocaina consumi anche il mondo in cui vivi. ” E se questo non basta, oltre ai danni della sociale e della salute che ogni consumatore subisce a causa della droga, bisogna riflettere sul fatto che dietro alla coltivazione di queste piantagioni esiste una guerriglia che viene finanziata proprio dai proventi della droga. Chi consuma cocaina distrugge l’ambiente e la dei coltivatori della , che sono ampiamente sfruttati dai narcotrafficanti internazionali. E dovrebbe saperlo.