Scritto Giovedì 24 Settembre 2009 da Fabio Lepre
Il premier del Giappone Hatoyama al vertice sul clima all’Onu ha invitato a varare “un Green New Deal, come quello iniziato da Obama”. Hatoyama ha ricordato le misure che saranno adottate dal Giappone e già presenti nel manifesto elettorale del suo partito che promette “la riduzione del 25% delle emissioni di gas serra entro il 2020”. E ha aggiunto che il Giappone da solo non può fermare il cambiamento climatico e che i Paesi sviluppati devono guidare la riduzione delle emissioni.
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Tag:cambiamento climatico, emissioni di gas serra, giappone, Green New Deal, New York, Onu, summit sul clima
Scritto Martedì 21 Luglio 2009 da Fabio Lepre
Impossibile non partire dal prezzo: 30 milioni di euro. Tanto è costato il portale del turismo italiano Italia.it. Una cifra elevata, forse spropositata, per un sito che è rimasto nel congelatore per mesi e mesi. Dalla sua presentazione a oggi, infatti, il portale è stato inutile e inutilizzato. Trenta milioni dopo, il Governo punta a un’operazione di rilancio per “migliorare la posizione dell’Italia come meta di destinazione turistica” e valorizzarne le bellezze ambientali. Eppure gli errori non mancano (la Campania è indicata con il nome Basilicata, e alcune parti del sito appaiono stucchevoli) e la fama dell’Italia come meta turistica e ambientale è in rapido declino. I giapponesi, ad esempio, la sconsigliano. La stangata che hanno subito due turisti del Sol Levante a Roma (cena da 695 euro al Passetto comprendente due antipasti, due primi, due secondi, due coppette di gelato e mancia) ha convinto il quotidiano Asahi Shimbun (otto milioni di copie) a dedicare un ampio servizio al turismo in Italia con un consiglio: “Evitatela”. Nonostante il portale da trenta milioni di euro.
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Tag:Asahi Shimbun, giappone, giapponesi, Italia.it, passetto, portale turismo, turismo
Scritto Domenica 21 Giugno 2009 da Fabio Lepre
La denuncia è minuziosa e documentata. I Governi di Norvegia e Giappone starebbero utilizzando i soldi dei contribuenti per sovvenzionare le industrie baleniere. E’ il risultato della prima analisi economica della caccia alla balena, commissionata dal Wwf e dalla Wdcs, la Whale and Dolphin Conservation Society. ‘‘In questo periodo di crisi economica globale, l’utilizzo di preziosi soldi derivati dalle tasse per sostenere un’industria che di base è economicamente insostenibile, non può essere considerato un utilizzo strategico, sostenibile e nemmeno appropriato di fondi governativi già limitati’’, dichiara Massimiliano Rocco, responsabile Specie del Wwf Italia. Lo studio considera i costi diretti e indiretti associati alla caccia alle balene, oltre che la produzione e la commercializzazione dei prodotti derivati, come la carne di balena. In Norvegia, dal 1992 il Governo ha speso più di 4,9 milioni di dollari per campagne di informazione, pubbliche relazioni e azioni di lobby per cercare, ove possibile, di raccogliere quel supporto all’industria della caccia alla balena e alla foca non facile da ottenere. Inoltre, il Governo ha dato all’industria baleniera sussidi pari alla metà del valore lordo di tutta la carne di balena commercializzata dalla nazionale Rafisklaget, l’Organizzazione commerciale dei pescatori norvegesi. Anche in Giappone si riscontra un utilizzo simile dei soldi dei contribuenti. Nella stagione 2008-2009, l’industria baleniera giapponese, per esempio, ha avuto bisogno di almeno 12 milioni di dollari, dai soldi dei contribuenti, solo per andare in pari.
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Tag:balene, giappone, Norvegia, wwf
Scritto Mercoledì 8 Aprile 2009 da Sara Radicia

Pensate al nucleare e al terremoto che ha colpito l’Abruzzo. Siete ancora convinti che la costruzione degli impianti e dei siti di stoccaggio non si debba preoccupare delle caratteristiche geologiche morfologiche del terreno?
Stamattina facendo un giro nel mio profilo Facebook ho ricevuto l’invito per un gruppo che rifletteva su questa tematica. Non si tratta di puro allarmismo, ho controllato i link forniti dal gruppo. Tutti si occupano degli incidenti collegati alle scosse sismiche che si sono verificate in Giappone a Kashiwazaki, nel Sichuan in Cina e della conseguente fuga di sostanze radioattive. Cresce la preoccupazione per la costruzione degli impianti e dei siti di stoccaggio in Italia, e noi vorremmo che le future centrali fossero almeno costruite nei siti con minor rischio sismico d’Italia.
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Tag:abruzzo, centrali nucleari, cina, Facebook, giappone, gruppo, impianti, impianti nucleari, incidenti, Italia, kashiwazaki, Nucleare, nucleare in italia, rischio sismico, sichuan, sostanze radioattive, stoccaggio, terremoto
Scritto Domenica 15 Febbraio 2009 da Sara Radicia

In molte scuole gli alunni hanno una mensa che serve il pasto per i bambini. Il pranzo è naturalmente un importante fonte di calorie di nutrienti per questi, ma spesso a causa dei bilanci e della mancanza di fantasia o di informazioni, spesso il cibo non dà nutrimento adeguato. E’ un problema nutrizionale ma anche educativo ed in parte ecologico. Alcune scuole in altre nazioni servono ortaggi biologici locali, e ci sono posti come il Giappone dove i bambini imparano anche da assumersi le proprie responsabilità servendo i compagni a turno. Questa è una consuetudine che mi ha molto colpito e che potrebbe essere utilizzata anche nel nostro paese. Sarebbe bello ripensare l’ora del pranzo nelle nostre scuole e responsabilità dei bambini, fornire un’informazione adeguata e magari iniziare a servire pranzi più sani e più biologici. Naturalmente la strada è molto lunga, ma pensarci non costa nulla.
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Tag:alimentazione, bambini, giappone, scuola
Scritto Domenica 30 Novembre 2008 da Sara Radicia

Gli attivisti di Greenpeace hanno scoperto un’attività illecita presso Innoshima, in Giappone, colpevoli un’intera flotta di navi che si avviava alla caccia alle balene. L’indagine svolta dal famoso gruppo ha scoperto che a bordo delle navi si teneva un traffico illecito di carne di balena, che poi veniva contrabbandata a privati a scopo di lucro. Dopo aver segnalato il fatto ad un’autorevole testata giapponese qualcosa si è mosso, e la nave da carico che si occupava del trasporto della carne è stata multata e privata della licenza, con conseguente blocco forzato per le attività. I media giapponesi hanno sorvolato sulla notizia ma Greenpeace non ha alcuna intenzione di abbandonare la sua causa.
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Tag:attivismo, balena, giappone, greenpeace