Greenpeace, marzo da protagonista

greenpeace nucleare . E’ stato possibile visitare lo storico veliero di il 13 e 14 marzo a Genova presso i Magazzini del Cotone e il 20 e 21 marzo si ripeterà a Napoli al porto di Mergellina. Orario di apertura al pubblico 10-18.
Age of stupid. A Genova il 6 marzo alle ore 10:30 all’interno di “Energetica 5° – Salone dell’Energia rinnovabile e sostenibile” i volontari di hanno presentato il film manifesto sui cambiamenti climatici di Franny Armstrong,The Age of stupid.
Mostra Cernobyl. Presso il Festival della Fotografia Etica a Lodi dall’11 al 14 marzo, la mostra di Robert Knoth “Il costo umano di una catastrofe”.
Riserve marine. Presso l’Acquario civico di Milano il 10 marzo alle ore 21, Alessandro Giannì, direttore delle Campagne, ha parlato dell’urgenza di istituire una rete di aree marine protette.
Dialogo diretto. I ragazzi del dialogo diretto sono stati presenti a Fa’ la cosa giusta!, l’evento sulle buone pratiche di consumo e produzione, che si terrà a Milano dal 12 al 14 marzo. Dal 15 al 18 aprile saranno a Vercelli all’Energy Blot, il Salone delle fonti energetiche rinnovabili.

Per un Mediterraneo libero da veleni

nave-dei-veleni Nasce l’Osservatorio per dire basta ai fenomeni delle “” e delle “”. Con questa iniziativa associazioni e organizzazioni della società civile, dell’economia e della ricerca chiedono a governo, magistratura e parlamento un impegno concorde per smantellare la rete criminale. La carta fondante dell’Osservatorio “Per un Mediterraneo libero da veleni” – spiega – è stata presentata nei giorni scorsi a Roma nella Sala Di Liegro del Palazzo della Provincia. Per l’associazione ambientalista sono intervenuti anche il direttore esecutivo, Giuseppe Onufrio, e il direttore delle Campagne, Alessandro Giannì.
L’Osservatorio – rendono noto – vuole muoversi interloquendo in primo luogo con le istituzioni nazionali ma anche, se necessario, sensibilizzando quelle europee e internazionali. Vuole fornire, con azioni mirate e documentate, sostegno all’azione di indagine e inquirente della magistratura. Vuole che sia garantito il massimo della trasparenza e delle informazioni sanitarie e ambientali ai cittadini.

Con i gommoni sull’acqua alta a Venezia

Venezia è sommersa dall’acqua alta! Attivisti della – informa la stessa associazione – sono entrati a Piazza San Marco su tre gommoni e hanno aperto lo striscione “ = falsa soluzione. Più efficienza e rinnovabili”. Secondo l’ultimo rapporto dell’Onu presentato lo scorso novembre a Marrakech, nei prossimi sessant’anni Venezia rischia di finire sott’acqua a causa dei cambiamenti climatici. “Il – dicono – è una strada sbagliata e pericolosa, che non salverà il clima. Bisogna investire subito in rinnovabili ed efficienza. I piani nucleari del governo prevedono la creazione di almeno quattro che costeranno all’Italia, soltanto per la costruzione, ognuna tra i 5 e i 6 miliardi di euro e che non saranno attive prima di dieci anni. Se l’Italia punterà sul non potrà rispettare gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni al 2020 e sprecherà le risorse che avrebbe potuto investire in tecnologie pulite ed efficienza, vere soluzioni immediatamente disponibili”.

E’ salpata la Rainbow Warrior

rainbow warrior Si chiama e tra pochi giorni sarà in Italia. Attraccherà nei porti di Civitavecchia, Genova e Napoli per la campagna contro il di Greenpeace. La Rainbow diventerà il palco degli “Artisti contro il ”.
Oggi da ore 13 sul sito sono in diretta streaming: 99 Posse, Piotta, Punkreas, Adriano Bono & Torpedo Sound Machine e Leo Pari: insieme per la prima volta dal vivo il nuovo singolo “No al ”. L’associazione ambientalista ha invitato i lettori virtuali a firmare l’appello (www.greenpeace.it/nuclearlifestyle) per chiedere ai candidati alle regionali di opporsi al nucleare. Numerosi artisti hanno aderito all’iniziativa.

Blitz a Montalto di Castro: “Emergenza nucleare”

montalto-urlo in azione a Montalto di Castro! Alle prime luci dell’alba un gruppo di attivisti ha occupato il tetto della fabbrica della vecchia , bloccata dal referendum del 1987. Un “urlo ” di 150 metri quadrati ha ricoperto il tetto, accompagnato dalla scritta “”.
“Il – spiega – è una scelta sciagurata per l’Italia e una pericolosa perdita di tempo. Tornare al significa perdere oltre dieci anni per ritrovarsi poi con centrali obsolete e pericolose. E sprecare l’opportunità di investire nelle vere soluzioni per l’indipendenza energetica e per il clima: rinnovabili ed efficienza. Tocca adesso ai candidati alla guida delle regioni prendere subito una posizione chiara contro il , altrimenti dopo le elezioni verranno imbavagliati e costretti ad accettare le decisioni del governo”. (foto by .org)

Attori e artisti contro il nucleare

nucleare-2 Lello Arena, Bernardo Bertolucci, Andrea Camilleri, Ascanio Celestini, Elio Germano, Beppe Grillo, Sabina Guzzanti, Diego Parassole e Valerio Mastandrea. Sono alcune dei volti noti che hanno sottoscritto l’appello di Greenpeace di chiedere ai candidati alle prossime elezioni regionali di dire no al nucleare. E’ la stessa associazione ambientalista a renderlo noto. fa anche sapere che sono più di 42mila le persone che hanno aderito all’iniziativa. “Contro un governo che continua a imporre le sue scelte – spiega Andrea Lepore, responsabile campagna – l’opposizione delle Regioni è l’unica possibilità per fermare il ritorno del in Italia. Per questo è importante che i candidati alle regionali prendano una posizione chiara contro il , prima delle elezioni. Gli elettori hanno il diritto di sapere se chi voteranno piazzerà una nella propria regione”.

Vita nucleare

nuclear lifestyle Come cambia la vita con il ? Lo chiede e se lo chiede che, attraverso un sito internet realizzato ad hoc (www..it/nuclearlifestyle) invita i lettori virtuali a firmare l’appello per chiedere ai candidati alle regionali di opporsi al . “Il rischio è alto. Con la legge 99/2009 – spiega l’associazione ambientalista – il Governo sta provando a imporre la localizzazione delle centrali, schiacciando le competenze delle Regioni. Per questo, ben 13 Regioni hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale. Ma cosa succederà se i futuri presidenti regionali non si opporranno?”.
Su (il sito di ), oltre all’appello, è pubblicato “Il decalogo anti-”, il nuclear shop con i suoi gadget radioattivi e il nuclear quiz per verificare il proprio grado di conoscenza sulla questione.

Tonno in trappola

tonno Quanto è sostenibile il che si mangia? Lo ha voluto scoprire che ha analizzato le principali aziende del settore presenti sul mercato. Le risposte e i risultati sono finite in un’apposita inchiesta. Il risultato? “L’industria del al momento non può esser considerata sostenibile”.
“Coop, ASdoMar e Mare Blu – rileva – sono ai primi posti in classifica: sebbene non siano effettivamente sostenibili, hanno almeno una regolamentazione scritta. Zero in classifica per due dei marchi più venduti in Italia per la loro assoluta mancanza di trasparenza. Su 14 marchi valutati, 11 finiscono nella sezione in rosso, perché non hanno ancora adottato criteri chiari per garantire che la pesca del non danneggi l’ambiente”.
“Per pescare il – fa ancora notare l’associazione ambientalista – si utilizzano spesso metodi distruttivi che sono responsabili della cattura accidentale di un’ampia varietà di altre specie, tra cui tartarughe e squali ed esemplari immaturi di . Il pinna gialla, il più consumato in Italia, è sotto pressione e la salvaguardia di alcuni stock desta ormai serie preoccupazioni”.
Maggiori dettagli sono sul sito www..it/tonnointrappola (foto by agricultura.it)

Nucleare 3, “è una follia economica”

greenpeace nucleare Gli attivisti di sono saliti ieri mattina sul “Colosseo Quadrato” all’Eur di Roma per dire no al nucleare srotolando sulla facciata del Palazzo della Civiltà italiana uno striscione di trecento metri quadrati con la scritta “Stop alla follia nucleare, Stop nuclear madness”. “Enel presenta il nucleare come un affare che per i due terzi è riservato alle imprese italiane – spiega Andrea Lepore, responsabile della campagna nucleare di – ma, a parte le norme sugli appalti di queste dimensioni che prevedono delle gare internazionali, gli impianti Epr proposti da Enel sono un affare solo per il costruttore francese a corto di ordinazioni e non certo per l’economia italiana”.

Ecoprogressi per Apple, Sony, Ericsson e Nokia

cellulari , fanno passi avanti nella classifica “” di , con buoni progressi nell’eliminazione di sostanze tossiche dai prodotti elettronici. Segue Hp che di recente ha immesso sul mercato prodotti completamente liberi da Pvc e ritardanti di fiamma bromurati.
Al contrario, Samsung, Dell, Lenovo e Lge sono state penalizzate per non aver rispettato gli impegni all’eliminazione di sostanze tossiche dai loro prodotti. Queste compagnie avevano preso l’impegno di eliminare queste sostanze entro il 2009 ma hanno poi spostato la scadenza al 2011 o ancora più in là.
“Servono meno chiacchiere e più fatti per una reale rimozione dei veleni dai prodotti elettronici – spiega Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di , Ericsson, Nokia e la stessa Hp dimostrano che è possibile agire da subito. Si è mossa pure Cisco, che non è nemmeno inclusa nella nostra classifica: per gli altri, non ci sono scuse!”.
Molte aziende hanno subito una riduzione del punteggio nel corso di questa edizione dell’Ecoguida. “Le aziende devono sostenere il divieto dell’uso di sostanze come il Pvc e i ritardanti di fiamma nei prodotti elettronici – aggiunge Giannì – Ericsson e lo stanno già facendo: Hp, Dell e gli altri grandi produttori che fino a ora sono stati zitti devono lavorare perché il bando sia adottato dall’Europarlamento”.
La classifica dell’Ecoguida prende in considerazione aspetti legati all’uso di sostanze tossiche, al trattamento e al riciclaggio dei rifiuti energetici e all’energia utilizzata per la produzione e l’uso dei prodotti elettronici. In testa c’è sempre Nokia, con 7,3 punti su 10. Segue Ericsson, che è la sola compagnia con un punteggio pieno per tutti i criteri relativi alle sostanze chimiche, e quindi Toshiba che però rischia di perdere punti per il ritardo nell’immissione sul mercato di nuovi prodotti senza Pvc e ritardanti di fiamma: la sua scadenza è il primo aprile 2010. Il più grande balzo in avanti è comunque quello di , che dal nono passa al quinto posto.