Scalata la sede della Bp!

marea nera Nei giorni scorsi, a Londra, attivisti di Greenpeace hanno spiegato sopra l’ingresso dell’edificio della una bandiera con il simbolo verde della multinazionale imbrattato da una grossa macchia di petrolio e la scritta British Polluter”. Una protesta pacifica, proprio nel giorno di riunione del Cda della compagnia petrolifera.
Alle prime luci dell’alba gli attivisti si sono arrampicati su un piccolo balcone sopra l’entrata principale dove hanno posizionato la loro bandiera al posto di quella della multinazionale. Mentre gli impiegati iniziavano a entrare nell’edificio altri attivisti si sono piazzati all’entrata laterale con un identico messaggio per ricevere i rappresentanti dell’esecutivo.
In giornata era infatti atteso l’arrivo a Londra del direttore esecutivo della , Tony Hayward, per la prima volta dal disastro presso la sede centrale nel Regno Unito per presiedere un Consiglio d’amministrazione con oggetto lo sversamento di .
Il disastro del Golfo del Messico – ragiona Greenpeace – può essere fatto risalire a decisioni che sono state prese in questo edificio. Sotto la direzione di Tony Hayward, si è assunta il rischio di pompare petrolio da posti sempre più remoti, tagliando investimenti per l’energia pulita, l’unica in grado di ridurre la dipendenza del mondo dal petrolio e sconfiggere i cambiamenti climatici. A marzo, in una sua presentazione, proprio il direttore esecutivo Hayward dichiarò che nel corso del 2010 aveva intenzione di investire 19 miliardi di dollari in petrolio e gas ma meno di un miliardo di dollari in tecnologie alternative. Se non vengono intraprese subito azioni decise e la non cambia la proprie politiche è certo che questo approccio porterà purtroppo a ulteriori disastri”.

Arctic Under Pressure

Spitzbergen_v09_eng Parte la spedizione “”, a bordo della nostra nave Esperanza. In collaborazione con una troupe di scienziati dell’istituto di ricerca tedesco verranno studiati i problemi legati all’acidificazione del mare, allo scioglimento dei ghiacciai e all’espansione a nord della pesca industrializzata. L’Esperanza – informa – opererà nei dintorni dell’Arcipelago delle Svalbard nel mar Glaciale Artico e concluderà la sua spedizione a metà settembre.
Muniti di oltre trenta tonnellate di apparecchiature, gli scienziati condurranno, fino al 12 luglio, un esperimento unico nel suo genere: simuleranno nel territorio di Kongsfjord le future condizioni del processo di acidificazione del mare, riproducendo un aumento di C02 all’interno di nove contenitori – mesocosmi – che isoleranno una colonna d’acqua alta 17 metri, con circa 40 metri cubi di volume.

La marea nera sulle coste

marea neraE’ passato quasi un mese dall’esplosione della Deepwater Horizon e a nulla sono valsi i tentativi per arginare la marea nera: il pozzo non è ancora stato chiuso e il petrolio inizia ad arrivare sulle coste. Il nostro team sul posto – prima di essere allontanato dalla Guardia costiera – ha fotografato una spiaggia ricoperta da uno strato di catrame denso e viscoso nell’area di South Pass, in Louisiana, vicino alla foce del fiume Mississipi”. Giorgia Monti, responsabile Campagna Mare di Italia, spiega: “Prima avvelenano il mare con i disperdenti chimici per far sparire il petrolio e adesso allontanano chi cerca di monitorare e documentare l’espandersi del disastro”. Quindi l’auspicio: “È ora che i governi abbandonino il cammino delle e investano con decisione in energie rinnovabili”.

Così si “rompono le scatole”

tonno “Rompere le scatole” al mercato del tonno in Italia sembra essere servito! “A tre mesi dal lancio della nostra classifica Rompiscatole sulla sostenibilità delle scatolette italiane – spiega Giorgia Monti, responsabile Campagna mare di Italia – le aziende hanno cominciato a muoversi nella direzione giusta. Più di un anno fa, quando abbiamo iniziato a confrontarci con il settore in Italia, il tema della sostenibilità ambientale veniva considerato pochissimo. Ora, le aziende iniziano a porre maggior attenzione alla provenienza del tonno utilizzato nelle loro scatolette”.
“La strada per avere sul mercato un prodotto totalmente sostenibile – aggiunge – è ancora lunga: dei quattordici marchi in classifica ben dieci continuano a rimanere in rosso, e nessuno raggiunge la fascia verde. Adottare dei principi scritti è un passo fondamentale ma non basta: le aziende devono passare dalle parole ai fatti!”.

Marea nera nel Golfo del Messico, danni incalcolabili

marea nera Lo scorso 20 aprile nel Golfo del Messico, è esplosa e poi affondata la piattaforma Deepwater Horizon. L’incidente, oltre a uccidere undici persone, ha rilasciato in mare una quantità imprecisata di petrolio, causando in pochi giorni una . Grossi pericoli corrono le sei specie di balene presenti nell’area, il rosso e le quattro specie di tartarughe marine che in questo periodo si riproducono nel Golfo del Messico.
Un team di è arrivato sul posto per monitorare e documentare la marea nera. Il risultato? Imbarazzante. “Ora grossi pericoli corrono le sei specie di balene presenti nell’area, il rosso e le quattro specie di tartarughe marine che – spiegano – in questo periodo si riproducono proprio in quel mare. Il nostro team è al lavoro per monitorare le conseguenze dell’incidente. Abbiamo già diffuso in tutto il mondo le foto che documentano la marea nera”.

In barca a vela tra balene e delfini

Buone notizie per gli amanti del mare

Buone notizie per gli amanti del mare

Anche quest’anno si parte con Operazione Pelagos 2010, il progetto di , Idea Calypso e Fondazione Exodus. Una settimana a bordo del veliero Bamboo tra delfini, snorkeling e biologia marina nel Santuario dei cetacei. Le prenotazioni sono aperte a tutti quelli che vogliono vivere il mare e contribuire a proteggerlo.
Questa iniziativa, fanno sapere i promotori, nasce per avvicinare le persone al mare e far conoscere il Santuario dei Catacei Pelagos, un’area marina protetta che si estende tra la Toscana, la Liguria e la Costa Azzurra, tutt’intorno alla Corsica e la punta Nord della Sardegna. Istituito nel 1999 per proteggere i cetacei che si radunano numerosi in queste acque, soprattutto d’estate, il Santuario non ha ricevuto negli anni alcun tipo di protezione.
“Partecipando a Operazione Pelagos 2010 le persone potranno scoprire i meravigliosi abitanti del Santuario – afferma Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Italia – imparare a conoscerli e a capire come poterli proteggere”.
Sono previsti due periodi: dal 12 giugno al 31 luglio e dal 4 al 25 settembre. La base logistica del progetto è Portoferraio, Isola d’Elba, nel mezzo del Santuario Pelagos. In una settimana verranno effettuate crociere con possibilità di pernottamento in alcuni dei più suggestivi ancoraggi dell’Isola d’Elba e dell’Arcipelago toscano. Le rotte nelle aree di mare circostanti saranno condizionate dalle condizioni meteo marine. Al termine della crociera verrà consegnato un attestato di partecipazione.

Bus “no Ogm” all’ombra del Colosseo

Ha sostato per l’intera giornata a Roma, a pochi passi dal Colosseo. E’ il bus “no ogm” di Greenpeace per l’unica tappa italiana del suo tour europeo contro gli .
All’interno del mezzo, allestito come cucina “tradizionale”, sono stati registrati video-messaggi, raccolte testimonianze e firme per una petizione europea volta a chiedere una moratoria sull’approvazione dei cibi transgenici. Con uno striscione gli attivisti hanno chiesto: “”.
Il bus, arrivato a Roma dall’Ungheria, nei prossimi giorni toccherà la Francia. Le testimonianze raccolte saranno poi trasferite prima a Zapatero in Spagna – attuale referente della presidenza europea – e in seguito a Bruxelles da Barroso, quale presidente della Commissione Ue.

Un milione contro il cibo Ogm

farmer market “La Commissione europea, per la prima volta da 12 anni, ha da poco autorizzato la coltivazione di un in Europa, senza preoccuparsi dell’ambiente e della nostra salute. Per fermare tutto questo, abbiamo unito le forze con Avaaz e Friends of the earth per raccogliere un milione di firme e chiedere una moratoria sull’introduzione degli in Europa”. Secondo Federica Ferrario, responsabile Campagna per , “con un milione di firme noi cittadini europei possiamo presentare una richiesta ufficiale alla Commissione europea. È un’opportunità unica per far sentire la nostra voce. Aggiungi la tua firma e aiutaci a diventare un milione, inviando la petizione ai tuoi amici”.
“La coltivazione di – sostiene – fa parte di un modello antiquato di agricoltura intensiva, che continua a utilizzare sostanze chimiche dannose per l’ambiente, non incrementa le rese e non fornisce soluzioni per la e i . Con rischi imprevedibili sulla salute umana e animale”.

Elezioni, voti e nucleare

nucleare “I risultati elettorali delle regionali sono definitivi. Con Nuclear Lifestyle abbiamo fatto sentire ai candidati la nostra voce contro il nucleare. E la vostra. In più di 75mila persone avete firmato il nostro appello e su Radioattiva avete lasciato migliaia di messaggi”. fa sapere come “i manifesti taroccati e le attività in piazza sono servite a svelare l’ipocrisia nucleare di alcuni candidati. Ed è nato il collettivo degli Artisti contro il nucleare, con una canzone-manifesto contro il ritorno del nucleare in Italia”.
Risultato? “Tutti i governatori appena eletti – spiega – hanno dichiarato in campagna elettorale di non volere il nucleare nelle proprie regioni. Sette – Nichi Vendola (Puglia), Vasco Errani (Emilia Romagna), Enrico Rossi (Toscana), Gian Mario Spacca (Marche), Catiuscia Marini (Umbria), Vito De Filippo (Basilicata), Claudio Burlando (Liguria) – hanno detto di essere contrari ai piani nucleari del governo. Gli altri sei – Renata Polverini (Lazio), Roberto Cota (Piemonte), Roberto Formigoni (Lombardia), Luca Zaia (Veneto), Stefano Caldoro (Campania), Giuseppe Scopelliti (Calabria) – hanno dichiarato che comunque la loro regione non avrebbe ospitato una centrale. Le promesse della campagna elettorale non sono parole al vento. Sono impegni. I cittadini hanno votato nella consapevolezza che il territorio in cui vivono non sarebbe stato umiliato e messo a rischio dalla realizzazione di una centrale nucleare”.

Greenpeace, marzo da protagonista

greenpeace nucleare . E’ stato possibile visitare lo storico veliero di il 13 e 14 marzo a Genova presso i Magazzini del Cotone e il 20 e 21 marzo si ripeterà a Napoli al porto di Mergellina. Orario di apertura al pubblico 10-18.
Age of stupid. A Genova il 6 marzo alle ore 10:30 all’interno di “Energetica 5° – Salone dell’Energia rinnovabile e sostenibile” i volontari di hanno presentato il film manifesto sui di Franny Armstrong,The Age of stupid.
Mostra Cernobyl. Presso il Festival della Fotografia Etica a Lodi dall’11 al 14 marzo, la mostra di Robert Knoth “Il costo umano di una catastrofe”.
Riserve marine. Presso l’Acquario civico di Milano il 10 marzo alle ore 21, Alessandro Giannì, direttore delle Campagne, ha parlato dell’urgenza di istituire una rete di aree marine protette.
Dialogo diretto. I ragazzi del dialogo diretto sono stati presenti a Fa’ la cosa giusta!, l’evento sulle buone pratiche di consumo e produzione, che si terrà a Milano dal 12 al 14 marzo. Dal 15 al 18 aprile saranno a Vercelli all’Energy Blot, il Salone delle fonti energetiche rinnovabili.