Scritto Giovedì 11 Marzo 2010 da Fabio Lepre
Nasce l’Osservatorio per dire basta ai fenomeni delle “navi dei veleni” e delle “navi a perdere”. Con questa iniziativa associazioni e organizzazioni della società civile, dell’economia e della ricerca chiedono a governo, magistratura e parlamento un impegno concorde per smantellare la rete criminale. La carta fondante dell’Osservatorio “Per un Mediterraneo libero da veleni” – spiega Greenpeace – è stata presentata nei giorni scorsi a Roma nella Sala Di Liegro del Palazzo della Provincia. Per l’associazione ambientalista sono intervenuti anche il direttore esecutivo, Giuseppe Onufrio, e il direttore delle Campagne, Alessandro Giannì.
L’Osservatorio – rendono noto – vuole muoversi interloquendo in primo luogo con le istituzioni nazionali ma anche, se necessario, sensibilizzando quelle europee e internazionali. Vuole fornire, con azioni mirate e documentate, sostegno all’azione di indagine e inquirente della magistratura. Vuole che sia garantito il massimo della trasparenza e delle informazioni sanitarie e ambientali ai cittadini.
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Tag:greenpeace, navi a perdere, navi dei veleni
Scritto Mercoledì 10 Marzo 2010 da Fabio Lepre
Venezia è sommersa dall’acqua alta! Attivisti della Greenpeace – informa la stessa associazione – sono entrati a Piazza San Marco su tre gommoni e hanno aperto lo striscione “Nucleare = falsa soluzione. Più efficienza e rinnovabili”. Secondo l’ultimo rapporto dell’Onu presentato lo scorso novembre a Marrakech, nei prossimi sessant’anni Venezia rischia di finire sott’acqua a causa dei cambiamenti climatici. “Il nucleare – dicono – è una strada sbagliata e pericolosa, che non salverà il clima. Bisogna investire subito in rinnovabili ed efficienza. I piani nucleari del governo prevedono la creazione di almeno quattro centrali nucleari che costeranno all’Italia, soltanto per la costruzione, ognuna tra i 5 e i 6 miliardi di euro e che non saranno attive prima di dieci anni. Se l’Italia punterà sul nucleare non potrà rispettare gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni al 2020 e sprecherà le risorse che avrebbe potuto investire in tecnologie pulite ed efficienza, vere soluzioni immediatamente disponibili”.
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Tag:acqua alta venezia, blitz greenpeace, centrali nucleari, greenpeace
Scritto Martedì 9 Marzo 2010 da Fabio Lepre
Si chiama Rainbow Warrior e tra pochi giorni sarà in Italia. Attraccherà nei porti di Civitavecchia, Genova e Napoli per la campagna contro il nucleare di Greenpeace. La Rainbow diventerà il palco degli “Artisti contro il nucleare”.
Oggi da ore 13 sul sito Nuclear lifestyle sono in diretta streaming: 99 Posse, Piotta, Punkreas, Adriano Bono & Torpedo Sound Machine e Leo Pari: insieme per la prima volta dal vivo il nuovo singolo “No al Nucleare”. L’associazione ambientalista ha invitato i lettori virtuali a firmare l’appello (www.greenpeace.it/nuclearlifestyle) per chiedere ai candidati alle regionali di opporsi al nucleare. Numerosi artisti hanno aderito all’iniziativa.
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Tag:artisti contro il nucleare, greenpeace, Nuclear Lifestyle, Nucleare, Rainbow Warrior
Scritto Martedì 9 Marzo 2010 da Fabio Lepre
Greenpeace in azione a Montalto di Castro! Alle prime luci dell’alba un gruppo di attivisti ha occupato il tetto della fabbrica della vecchia centrale nucleare, bloccata dal referendum del 1987. Un “urlo nucleare” di 150 metri quadrati ha ricoperto il tetto, accompagnato dalla scritta “Emergenza nucleare”.
“Il nucleare – spiega Greenpeace – è una scelta sciagurata per l’Italia e una pericolosa perdita di tempo. Tornare al nucleare significa perdere oltre dieci anni per ritrovarsi poi con centrali obsolete e pericolose. E sprecare l’opportunità di investire nelle vere soluzioni per l’indipendenza energetica e per il clima: rinnovabili ed efficienza. Tocca adesso ai candidati alla guida delle regioni prendere subito una posizione chiara contro il nucleare, altrimenti dopo le elezioni verranno imbavagliati e costretti ad accettare le decisioni del governo”. (foto by greenpeace.org)
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Tag:centrale di montalto di castro, emergenza nucleare, greenpeace
Scritto Giovedì 18 Febbraio 2010 da Fabio Lepre
Lello Arena, Bernardo Bertolucci, Andrea Camilleri, Ascanio Celestini, Elio Germano, Beppe Grillo, Sabina Guzzanti, Diego Parassole e Valerio Mastandrea. Sono alcune dei volti noti che hanno sottoscritto l’appello di Greenpeace di chiedere ai candidati alle prossime elezioni regionali di dire no al nucleare. E’ la stessa associazione ambientalista a renderlo noto. Greenpeace fa anche sapere che sono più di 42mila le persone che hanno aderito all’iniziativa. “Contro un governo che continua a imporre le sue scelte – spiega Andrea Lepore, responsabile campagna nucleare – l’opposizione delle Regioni è l’unica possibilità per fermare il ritorno del nucleare in Italia. Per questo è importante che i candidati alle regionali prendano una posizione chiara contro il nucleare, prima delle elezioni. Gli elettori hanno il diritto di sapere se chi voteranno piazzerà una centrale nucleare nella propria regione”.
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Tag:elezioni regionali, greenpeace, Nuclear Lifestyle
Scritto Martedì 9 Febbraio 2010 da Fabio Lepre
Come cambia la vita con il nucleare? Lo chiede e se lo chiede Greenpeace che, attraverso un sito internet realizzato ad hoc (www.greenpeace.it/nuclearlifestyle) invita i lettori virtuali a firmare l’appello per chiedere ai candidati alle regionali di opporsi al nucleare. “Il rischio è alto. Con la legge 99/2009 – spiega l’associazione ambientalista – il Governo sta provando a imporre la localizzazione delle centrali, schiacciando le competenze delle Regioni. Per questo, ben 13 Regioni hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale. Ma cosa succederà se i futuri presidenti regionali non si opporranno?”.
Su Nuclear Lifestyle (il sito di Greenpeace), oltre all’appello, è pubblicato “Il decalogo anti-nucleare”, il nuclear shop con i suoi gadget radioattivi e il nuclear quiz per verificare il proprio grado di conoscenza sulla questione.
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Tag:elezioni regionali, greenpeace, Nuclear Lifestyle
Scritto Martedì 2 Febbraio 2010 da Fabio Lepre
Quanto è sostenibile il tonno che si mangia? Lo ha voluto scoprire Greenpeace che ha analizzato le principali aziende del settore presenti sul mercato. Le risposte e i risultati sono finite in un’apposita inchiesta. Il risultato? “L’industria del tonno al momento non può esser considerata sostenibile”.
“Coop, ASdoMar e Mare Blu – rileva Greenpeace – sono ai primi posti in classifica: sebbene non siano effettivamente sostenibili, hanno almeno una regolamentazione scritta. Zero in classifica per due dei marchi più venduti in Italia per la loro assoluta mancanza di trasparenza. Su 14 marchi valutati, 11 finiscono nella sezione in rosso, perché non hanno ancora adottato criteri chiari per garantire che la pesca del tonno non danneggi l’ambiente”.
“Per pescare il tonno – fa ancora notare l’associazione ambientalista – si utilizzano spesso metodi distruttivi che sono responsabili della cattura accidentale di un’ampia varietà di altre specie, tra cui tartarughe e squali ed esemplari immaturi di tonno. Il pinna gialla, il più consumato in Italia, è sotto pressione e la salvaguardia di alcuni stock desta ormai serie preoccupazioni”.
Maggiori dettagli sono sul sito www.greenpeace.it/tonnointrappola (foto by agricultura.it)
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Tag:greenpeace, industria del tonno, pesca del tonno, tonno
Scritto Mercoledì 20 Gennaio 2010 da Fabio Lepre
Gli attivisti di Greenpeace sono saliti ieri mattina sul “Colosseo Quadrato” all’Eur di Roma per dire no al nucleare srotolando sulla facciata del Palazzo della Civiltà italiana uno striscione di trecento metri quadrati con la scritta “Stop alla follia nucleare, Stop nuclear madness”. “Enel presenta il nucleare come un affare che per i due terzi è riservato alle imprese italiane – spiega Andrea Lepore, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace – ma, a parte le norme sugli appalti di queste dimensioni che prevedono delle gare internazionali, gli impianti Epr proposti da Enel sono un affare solo per il costruttore francese a corto di ordinazioni e non certo per l’economia italiana”.
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Tag:centrale nucleare, greenpeace, Nucleare
Scritto Venerdì 8 Gennaio 2010 da Fabio Lepre
Apple, Sony Ericsson e Nokia fanno passi avanti nella classifica “Elettronica Verde” di Greenpeace, con buoni progressi nell’eliminazione di sostanze tossiche dai prodotti elettronici. Segue Hp che di recente ha immesso sul mercato prodotti completamente liberi da Pvc e ritardanti di fiamma bromurati.
Al contrario, Samsung, Dell, Lenovo e Lge sono state penalizzate per non aver rispettato gli impegni all’eliminazione di sostanze tossiche dai loro prodotti. Queste compagnie avevano preso l’impegno di eliminare queste sostanze entro il 2009 ma hanno poi spostato la scadenza al 2011 o ancora più in là.
“Servono meno chiacchiere e più fatti per una reale rimozione dei veleni dai prodotti elettronici – spiega Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace – Apple, Sony Ericsson, Nokia e la stessa Hp dimostrano che è possibile agire da subito. Si è mossa pure Cisco, che non è nemmeno inclusa nella nostra classifica: per gli altri, non ci sono scuse!”.
Molte aziende hanno subito una riduzione del punteggio nel corso di questa edizione dell’Ecoguida. “Le aziende devono sostenere il divieto dell’uso di sostanze come il Pvc e i ritardanti di fiamma nei prodotti elettronici – aggiunge Giannì – Sony Ericsson e Apple lo stanno già facendo: Hp, Dell e gli altri grandi produttori che fino a ora sono stati zitti devono lavorare perché il bando sia adottato dall’Europarlamento”.
La classifica dell’Ecoguida prende in considerazione aspetti legati all’uso di sostanze tossiche, al trattamento e al riciclaggio dei rifiuti energetici e all’energia utilizzata per la produzione e l’uso dei prodotti elettronici. In testa c’è sempre Nokia, con 7,3 punti su 10. Segue Sony Ericsson, che è la sola compagnia con un punteggio pieno per tutti i criteri relativi alle sostanze chimiche, e quindi Toshiba che però rischia di perdere punti per il ritardo nell’immissione sul mercato di nuovi prodotti senza Pvc e ritardanti di fiamma: la sua scadenza è il primo aprile 2010. Il più grande balzo in avanti è comunque quello di Apple, che dal nono passa al quinto posto.
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Tag:apple, eco.guida, elettronica verde, Ericsson e Nokia, greenpeace, sony
Scritto Venerdì 8 Gennaio 2010 da Fabio Lepre
Sono stati rilasciati ma hanno già scontato venti giorni di prigione gli attivisti di Greenpeace che nel corso del Summit sul Clima di Copenaghen avevano ricordato ai leader mondiali le loro responsabilità per la difesa del clima del pianeta, “imbucandosi” alla festa della regina Margrethe II.
I quattro attivisti, da Olanda, Norvegia, Spagna e Svizzera – riferisce Greenpeace – erano stati arrestati il 17 e 18 dicembre scorso, dopo avere pacificamente dimostrato al ricevimento di Stato offerto dalla Regina di Danimarca, Margrethe II.
I quattro attivisti devono comunque ancora affrontare un processo e potrebbero subire un’ulteriore pena detentiva. “La prigionia non necessaria di quattro pacifici attivisti è stata una punizione ingiusta, senza processo, anche e soprattutto perché Greenpeace aveva garantito che, come sempre, questi non si sarebbero sottratti al giudizio – sostiene Kumi Naidoo, direttore di Greenpeace International -. E’ un’ingiustizia che si somma al crimine commesso dai leader mondiali che non sono stati capaci di giungere a Copenaghen ad un accordo vincolante per la riduzione delle emissioni di gas serra”.
La sera del 17 dicembre 2009, tre degli attivisti arrestati, che si erano qualificati come “Capo dello Stato del Regno Naturale”, sua “moglie” e un “addetto alla loro sicurezza”, erano penetrati nel cordone di sicurezza che circondava il ricevimento per i Capi di Stato: il giorno prima dell’ultima, cruciale, sessione del Summit sul Clima. Il “Capo di Stato” e sua “moglie” avevano aperto striscioni con la scritta “I politici parlano, i leader agiscono”. Un quarto attivista era stato arrestato successivamente.
La protesta “del tappeto rosso” è stata un’operazione piuttosto semplice, basata su elementi facilmente reperibili e con connotati farseschi. Per esempio, il logo di Greenpeace era evidente sulle limousine noleggiate da Greenpeace per l’occasione. Una delle targhe includeva il numero “007”, quello di James Bond e i lampeggianti azzurri della polizia, usati su uno dei veicoli, sono stati semplicemente acquistati su internet al prezzo di 6 euro e 70 centesimi.
Dopo la liberazione, a Copenaghen, si è tenuta una conferenza stampa sulla nave Rainbow Warrior con i quattro attivisti e il direttore di Greenpeace International, Kumi Naidoo, già attivista contro l’apartheid in Sud Africa, che ha ricordato il ruolo positivo dei Paesi Scandinavi nello sconfiggere il regime razzista di Pretoria e ha chiesto alla Danimarca di “riguadagnare la reputazione di difensore dei diritti umani”.
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Tag:danimarca, gas serra, greenpeace, red carpet, vertice Onu di Copenaghen