Quel portale da trenta milioni di euro
Impossibile non partire dal prezzo: 30 milioni di euro. Tanto è costato il portale del turismo italiano Italia.it. Una cifra elevata, forse spropositata, per un sito che è rimasto nel congelatore per mesi e mesi. Dalla sua presentazione a oggi, infatti, il portale è stato inutile e inutilizzato. Trenta milioni dopo, il Governo punta a un’operazione di rilancio per “migliorare la posizione dell’Italia come meta di destinazione turistica” e valorizzarne le bellezze ambientali. Eppure gli errori non mancano (la Campania è indicata con il nome Basilicata, e alcune parti del sito appaiono stucchevoli) e la fama dell’Italia come meta turistica e ambientale è in rapido declino. I giapponesi, ad esempio, la sconsigliano. La stangata che hanno subito due turisti del Sol Levante a Roma (cena da 695 euro al Passetto comprendente due antipasti, due primi, due secondi, due coppette di gelato e mancia) ha convinto il quotidiano Asahi Shimbun (otto milioni di copie) a dedicare un ampio servizio al turismo in Italia con un consiglio: “Evitatela”. Nonostante il portale da trenta milioni di euro.