Così si consuma il suolo

alluvione In Italia 100 ettari al giorno scompaiono sotto il peso del cemento, una superficie di territorio equivalente a 50 piazze del duomo di Milano. E’ questo il prodotto della trasformazione del suolo che negli ultimi decenni ha assunto una dinamica accelerata e non commisurata ai reali bisogni insediativi. Una stima approssimativa, data la mancanza di studi sistematici, ma che già oggi mette a rischio nel nostro Paese la qualità del paesaggio e i terreni, agricoli, alla base delle produzioni alimentari “”. Per far fronte a questa vera e propria emergenza, e Inu, l’Istituto nazionale di urbanistica, hanno deciso di unire le forze e fondare un Centro di ricerca sui consumi di suolo (Crcs), un centro di competenza, elaborazione e divulgazione che, in continuità con l’esperienza maturata in seno all’Osservatorio nazionale sui consumi d suolo, persegue l’obiettivo di ridurre il consumo di suolo e agire in sua tutela con attività di analisi e monitoraggio.

Così l’Italia diventa Green

e , , , , . Sono alcune delle soluzioni, verdi, utili, magari non decisive, di certo significative, per combattere attivamente la crisi. Chi lo dice? Le fondazioni FareFuturo e Symbola. La prima fa riferimento a Gianfranco Fini, presidente della Camera ed esponente del Pdl, la seconda vuole diffondere il modello di sviluppo della soft economy. Insieme si spingono ad affermare che, incamminandosi lungo questo percorso, sarebbe possibile creare fino a un milione in più di posti di lavoro. Fini, nel corso del convegno romano, ha auspicato un affiancamento del marchio Green al . “Per far comprendere che la tutela ambientale è una risorsa e non un limite – ha detto fra l’altro – serve anche che la produzione di beni e servizi eco-compatibili sia competitiva, sono prodotti che devono stare sul mercato. Sono prodotti che hanno un senso solo se sono competitivi. Affianchiamo al il e questo è un marchio che può essere un elemento aggiuntivo con un doppio marchio di qualità”.

Eco-combustibile radioattivo, Coldiretti: investire sul Made in Italy

Dura presa di posizione per la Coldiretti “E’ necessario investire sulla produzione di energia rinnovabile dell’ italiana che è ottenuta per oltre il settanta per cento dalle biomasse combustibili provenienti dal legno, dalle colture erbacee, dai residui agroalimentari e dai reflui degi allevamenti, dove sono completamente assenti i rischi di contaminazione nucleare”. E’ quanto afferma la , in riferimento al sequestro di diecimila tonnellate di combustibile per stufe proveniente dalla Lituania e contaminato dal Cesio 137, nel sottolineare che lo sviluppo delle energie rinnovabili prodotte nelle campagne italiane può triplicare nei prossimi dieci anni per raggiungere una percentuale dell’otto per cento del totale, pari a 15,5 milioni di tonnellate di petrolio equivalente. “Di fronte agli evidenti rischi è necessario – sottolinea la garantire la tracciabilità nella produzione di tutte le fonti energetiche rinnovabili che possono offrire una importante risposta ai fabbisogni ambientali ed energetici e rappresentano quindi un fondamentale contributo alla sviluppo sostenibile. L’Italia – conclude la – offre grandi opportunità per la produzione di queste fonti alternative di energia ed è importante rafforzare la produzione nazionale per sviluppare la filiera corta che utilizza biomassa proveniente al territorio”.