Natura miti e sapori

fiab Dal 17 al 20 giugno prossimo 2010 si svolgerà nel Cilento, in provincia di Salerno, il 23° cicloraduno nazionale della Federazione Italiana amici della (Fiab).
Il cicloraduno è l’evento di maggior rilievo sociale fra le iniziative promosse dalla Fiab. Fra gli ospiti, anche gli aderenti agli altri gruppi riuniti nella European cyclists’ federation (Ecf), e cicloambientalisti provenienti dagli Stati Uniti, dall’Australia e dalla Nuova Zelanda. Per l’occasione la Fiab ha stipulato una convenzione anche con l’associazione Cycle tourist club (Ctc), la più importante organizzazione di ciclisti del Regno Unito, che prenderà parte con una propria delegazione al cicloraduno.
Lo scopo del cicloraduno è di promuovere l’uso della come mezzo di trasporto ecologico e il cicloturismo come forma di “turismo verde”, non invasiva e rispettosa dell’ambiente. Un’occasione di tuffarsi tra natura, miti e sapori, in un clima conviviale, ritrovando vecchi amici e conoscendone di nuovi.

Una ciclovia da 2,4 milioni di euro

ciclovia Viva soddisfazione viene espressa dalla Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) alla notizia che la Giunta regionale pugliese ha approvato, su proposta dell’assessore regionale ai Trasporti Mario Loizzo, il preliminare di una “ lunga 20 chilometri da realizzare lungo la strada di servizio dell’Acquedotto pugliese nel tratto compreso tra Locorotondo e Grottaglie, in piena Valle d’Itria, successivamente allo studio di fattibilità di un percorso ciclabile di 250 Km. sulla viabilità di servizio di Aqp spa, da Venosa (Pz) e Grottaglie (Ta). Per finanziare l’intervento la Regione ha stanziato 2,4 milioni di euro di fondi propri.
Il tracciato così individuato, che attraversa i territori comunali di Cisternino, Ostuni, Ceglie Messapica, Martina Franca, Villa Castelli, diventa – d’intesa con la Fiab -prolungamento lungo tutta la Murgia e la Valle d’Itria, dell’itinerario nazionale n. 11 della Rete ciclabile Bicitalia, che nasce nel Parco nazionale delle Foreste casentinesi, a cavallo tra Toscana ed Emilia Romagna, corre lungo l’Appennino ed entra in Puglia, interessando il Parco nazionale del Gargano.

Così frana l’Italia/4

federlegno-02 Questi i primi 4 temi di azione proposti da Legambiente:

Energia
L’Italia deve arrivare al 17% di produzione da fonti rinnovabili (dall’attuale 5,2%) rispetto ai propri consumi entro il 2020. Questo obiettivo fissato dall’Unione europea, vincolante per tutti i Paesi membri, prevede un impegno preciso delle Regioni. L’Italia deve arrivare ad una produzione da fonti rinnovabili di 22,5 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) e quindi agire sulle principali voci dei consumi energetici: elettricità, calore, raffrescamento, biocarburanti. Le Regioni del Nord, grazie al “vecchio” idroelettrico sono quelle che storicamente hanno la maggiore produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, mentre è in quelle del Sud dove, grazie a eolico e solare fotovoltaico, negli ultimi anni c’è stata la maggiore crescita.
La sfida è quella di trasformare l’obbligo in un’opportunità di cambiamento in positivo, spingendo solare fotovoltaico e termico, eolico e biomasse, mini-idroelettrico e geotermia. Innovando così e creando nuovi posti di lavoro in ogni territorio, a seconda delle vocazioni e delle risorse naturali presenti. Le Regioni hanno una responsabilità fondamentale: l’Unione europea aspetta il Piano nazionale già a Giugno 2010, con un’articolazione degli impegni divisi per regione. Questo sarà il primo banco di prova dei nuovi Governatori nella loro interlocuzione con il Governo. Diversamente, come per l’Accordo di Maastricht, pagheremo altre multe.

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Così frana l’Italia/3

frane Immediati i commenti e le reazioni alla diffusione di Ambiente Italia 2010, l’annuale rapporto sullo stato di salute del Paese redatto da Legambiente.
“Sono proprio le Regioni, che oggi hanno competenze rilevanti e spesso esclusive in materie delicatissime ad avere la responsabilità di trovare le risposte più efficaci per uscire da questa situazione – ha dichiarato , presidente nazionale di -. La sfida che proponiamo ai candidati Governatori è di cogliere le opportunità che la crisi climatica e la crisi economica ci propongono, dimostrando l’esaurimento del vecchio modello di sviluppo e la necessità di fare della Green economy e della qualità dei territori italiani il punto di forza per rilanciare il Paese. Le nostre proposte sono molto precise: si tratta di spingere le fonti rinnovabili, far crescere la mobilità pendolare sui treni, migliorare la gestione e il recupero di acqua e rifiuti, ridurre il prelievo e l’impatto delle cave, valorizzare il sistema dei parchi, fermare il dissesto idrogeologico. Per farlo, indichiamo strategie chiare e concretamente realizzabili spiegando anche dove andare a reperire le risorse. I governatori devono avere il coraggio di utilizzare una nuova fiscalità che alleggerisca lavoro e imprese e colpisca l’uso delle risorse ambientali per far pagare finalmente chi oggi lucra scavando le montagne, imbottigliando l’acqua o consumando suoli; devono introdurre trasparenti e efficienti sistemi a tariffa per la gestione dei rifiuti e dell’acqua. Insomma, devono assumersi la responsabilità di cambiare in meglio le regioni italiane per renderle più moderne spingendo l’innovazione nei settori più promettenti”.
“L’Italia ha perso negli anni novanta l’opportunità di diventare un pioniere nell’industria delle rinnovabili. E oggi, se continuerà a mancare una convergenza tra pubblica amministrazione e imprenditoria e ricerca, saremo tagliati fuori anche dalla nuova green economy – ha dichiarato Duccio Bianchi dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia -. Lo sviluppo della Green economy dipende molto anche dal comportamento delle Regioni. Laddove vi è una volontà i risultati si conseguono rapidamente e sono misurabili. Non è un caso infatti che le due regioni leader nel fotovoltaico siano il Trentino Alto Adige e la Puglia”.

Così frana l’Italia/1

Abitazioni crollate

Abitazioni crollate

“Vogliamo riempire di contenuti concreti la prossima campagna elettorale. Altro che schieramenti e posizionamenti, le Regioni hanno responsabilità enormi per disegnare la qualità dello sviluppo nei territori per uscire dalla crisi”. Questo l’assunto di che, in , l’annuale rapporto sullo stato di salute del Paese, quest’anno ha voluto aggiungere ai tradizionali indicatori anche una significativa analisi delle sfide ambientali che le Regioni devono affrontare per promuovere uno sviluppo più moderno e pulito, avviando sul serio la , creando nuovi occupati in settori strategici, modernizzando il Paese puntando sulla qualità e la vivibilità concreta.
Alla conferenza stampa di presentazione del rapporto, questa mattina a Roma, hanno preso parte Duccio Bianchi dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia e Edoardo Zanchini, responsabile energia e infrastrutture di , curatori del rapporto, insieme a , presidente nazionale di , Edo Ronchi, presidente Fondazione per lo sviluppo sostenibile e Maurizio Gubbiotti, coordinatore segreteria nazionale di .
Il quadro numerico nazionale mostra un Paese bloccato, con gravi problemi in tema di mobilità, legalità, rifiuti, con sprazzi di eccellenze e buone pratiche sparse che, pur aprendo la strada a momenti di ottimismo non riescono a fare sistema e a caratterizzare lo sforzo unitario della comunità.
Nello specifico, appare decisamente negativa la performance italiana relativa alle emissioni climalteranti. Con 550 milioni di tonnellate di Co2, l’Italia è il terzo paese europeo per emissioni (era quinto nel 1990 e quarto nel 2000). Rispetto al 1990 – anno di riferimento per l’obiettivo di riduzione del 6,5% entro il 2010 del Protocollo di Kyoto – la crescita delle emissioni lorde italiane è stata del 7,1%, soprattutto a causa dell’aumento dei consumi per trasporti (+24%), della produzione di energia elettrica (+14%) e della produzione di riscaldamento per usi civili (+5%). Le emissioni nette, considerando i cambiamenti d’uso del suolo e l’incremento della superficie forestale, sono cresciute del 5%. Tutto ciò, mentre a livello europeo si registra una riduzione del 4,3% (Eu a 15) delle emissioni rispetto al 1990, con Germania, Regno Unito e Francia che hanno già superato gli obiettivi del Protocollo di Kyoto, seguiti dall’Olanda che li sta raggiungendo.
Tra i settori più critici, va segnalato ancora quello della mobilità. L’Italia è il paese con la più elevata quantità pro capite di mobilità motorizzata. Nel trasporto terrestre i mezzi privati coprono circa l’82% della domanda. Si registra poi una crescita sostenuta del trasporto su moto e ciclomotori. Le merci continuano a viaggiare prevalentemente su strada (il 71,9% nel 2008), poco in nave (18,3%) e pochissimo su ferrovia (9,8%). Il tasso di motorizzazione è ovviamente altissimo, con 598 auto ogni 1000 abitanti (+91% dal 1980).

Azioni ciclabili

biciclette , la Federazione italiana amici della , forma i suoi dirigenti e attivisti. Dopo aver organizzato per anni viaggi di studio all’estero dove le politiche della ciclabilità sono molto diffuse, ora la inizia a organizzare iniziative formative e visite tecniche anche in Italia dove ci sono città che, negli ultimi anni, hanno raggiunto risultati di eccellenza in termini di mobilità ciclistica e moderazione del traffico. E’ il caso di Mestre e di Reggio Emilia dove nei prossimi mesi la accompagnerà i propri volontari a visitare i risultati raggiunti. L’iniziativa rientra nel programma di formazione interna che da anni la svolge attraverso seminari, corsi residenziali, giornate di studio e approfondimento. Si comincia con Mestre, sabato 13 marzo. A ottobre due giorni saranno dedicati a Reggio Emilia.

Una provincia a misura di bicicletta

biciclette Un convegno gli scenari di , socialità e turismo si tiene domani a Vicenza presso Villa Cordellina-Lombardi di Montecchio Maggiore, per iniziativa dell’Amministrazione provinciale in collaborazione con .
Nel corso dell’iniziativa l’assessore alla Viabilità e Trasporti della Provincia, Costantino Toniolo, annuncerà la pubblicazione del bando per la definizione del Masterplan dei percorsi provinciali, che avrà l’obiettivo di integrare e armonizzare i urbani e intercomunali.
Il presidente della , Antonio Dalla Venezia dichiara: “Il ruolo delle Province è fondamentale nella programmazione e nella realizzazione delle opere ciclabili all’interno dei piani regionali e nel contesto della rete italiana Bicitalia e di quella europea EuroVelo. Le Province potranno meglio operare in materia se si dotano di un apposito Ufficio dedicato alla mobilità ciclistica e se curano la formazione dei tecnici anche attraverso viaggi di studio”.

Le strategie possibili

smog “Il traguardo di un livello accettabile della qualità dell’aria è purtroppo ancora lontano – ha dichiarato il presidente nazionale di – e molte sono ancora le azioni da intraprendere da parte delle amministrazioni locali e dal governo per contribuire a migliorare la qualità dell’aria che respiriamo. Ma se la salute è la priorità, non dobbiamo dimenticare che il mancato rispetto delle norme sui livelli di inquinamento dell’aria entro il 2011 esporrà l’Italia all’ennesima sanzione annunciata da parte dell’Unione europea. Anche i Governi che si sono succeduti dal 2001 ad oggi – dice ancora il presidente di – hanno finanziato per il 67 per cento delle risorse della Legge obiettivo le infrastrutture stradali, non prevedendo nessun serio intervento economico a sostegno della . Ad oggi, l’unica politica messa in campo dal Governo è la rottamazione delle vecchie auto, che scarica sui contribuenti-consumatori i costi di un assai parziale abbattimento delle inquinanti”. con lamiaaria.it ha elaborato e diffuso il dossier Mal’aria 2010 sulla qualità dell’aria che respiriamo nella città italiane. “Il primo intervento, veloce e economicamente non impegnativo – ha spiegato Cogliati Dezza – consisterebbe nell’assicurare al trasporto pubblico di superficie una maggiore fluidità estendendo il più possibile la rete di corsie preferenziali, con due risultati immediati quasi a costo zero: la sottrazione di spazio alle automobili e una reale concorrenzialità del bus rispetto alle vetture private. Anche l’adozione di un pedaggio urbano per le aree più congestionate potrebbe, se applicato su aree significative, ridimensionare gli ingorghi, regolare il traffico, migliorare l’efficienza del trasporto pubblico, riducendo le inquinanti. Si tratta di superare le obiezioni politiche (elettoralistiche in realtà) e di trovare un prezzo di mercato equo per un bene assai scarso, lo spazio urbano, che fino a oggi è stato offerto gratuitamente agli automobilisti”. (6/fine)

Città eco-sostenibili, aria buona a Genova, cattiva a Siracusa

auto-inquinanti Il rapporto Euromobility sulla in 50 città italiane esamina anche la qualità dell’aria per quanto riguarda le pericolose polveri sottili, Pm10. Nel 2008, complice la metereologia (è piovuto molto), si è assistito a un miglioramento generalizzato nei livelli di Pm10 in tutte le città, tranne a Siracusa dove l’aria è addirittura peggiorata. La città siciliana ha registrato infatti una media annuale di Pm10 di 85 microgrammi al metro cubo (poco più di 70 l’anno precedente) e per 321 giorni in un anno (282 giorni l’anno precedente) ha superato i limiti di 50 microgrammi al metro cubo previsti per questo inquinante (la legge prevede solo 35 superamenti). Le città migliori sono Campobasso e Reggio Calabria con solo 12 giorni di superamenti, mentre per quanto riguarda la media annuale di Pm10, l’aria più buona tira a Genova con una media di 20 microgrammi di Pm10 al metro cubo. (4/fine)

Città eco-sostenibili, tutti i record

riso-biologico-02 Tutti pazzi per la bici, soprattutto a Milano. Milano è la città più attiva nell’adottare misure di mobilità alternativa come il , il servizio comunale di condivisa. In Italia sono 23 le città in cui è attivo il elettronico (a tessera magnetica) o meccanico (a chiave codificata). Nelle 13 città che usano il sistema elettronico gli utenti sono aumentati del 206,5 per cento con un vero e proprio boom a Milano con 12.346 utenti (quadruplicati rispetto all’anno precedente) e Roma con 8.700 utenti (anche qui quasi quadruplicati). Le new entry della condivisa sono Bergamo, Genova, Udine, Terni e Siracusa. Il numero maggiore di biciclette a Milano (1.400), che distanzia nettamente Roma (150) e Siracusa (130), seconde e terze classificate. Fra chi ha scelto il sistema meccanico, in testa Modena con 272 bici. Secondo una indagine commissionata da Euromobility, un italiano su cinque conosce questo servizio, mentre quasi un italiano su quattro utilizzerebbe le biciclette condivise se fossero disponibili nella propria città.
e mobility manager crescono. Anche il car-sharing, l’auto condivisa, trova sempre più fan con un aumento degli utenti del 15,14 per cento rispetto all’anno precedente. Milano è in testa per numero di utenti, 4.097, rispetto ai circa 2.800 dell’anno precedente, seguita da Venezia con 3.065. In controtendenza Rimini che ha sospeso il servizio. Parallelamente cresce anche il numero delle auto disponibili: più 12,9 per cento; le città che possono contare sulla flotta maggiore di auto condivise sono Milano e Torino (133 e 119 auto rispettivamente). I mobility manager sono poi presenti in 41 città; le città, tutte del centro-sud, in cui mancano sono Campobasso, Cagliari, Catanzaro, L’ Aquila, Latina, Pescara, Livorno, Sassari e Taranto.
Trasporto pubblico, maggiore offerta a Milano e Roma. La migliore offerta di trasporto pubblico locale si registra a Milano, Venezia e Roma; la peggiore a Siracusa, Messina e Latina.
Auto a tutto gas, Ravenna, Bologna e Ferrara in testa. Boom delle auto a gas nelle 50 città, grazie anche agli incentivi. Le auto a sono aumentate, rispetto all’anno precedente, del 14,77 per cento e quelle a del 29,29 per cento. Le città che vanno a tutto gas sono Ravenna, Bologna e Ferrara con una media superiore al 12%. Fanalini di coda in questa classifica Trieste, Aosta e Udine che non raggiungono neanche il punto percentuale. L’aumento di auto a e sembrerebbe ancora più elevato di quello registrato da Aci: secondo altre fonti infatti, come Unrae e il Ministero dei Trasporti, le autovetture a gas immatricolate nel 2008 sarebbero circa il 10 per cento in più di quelle registrate da Aci.
Auto che passione, Latina e Roma le più trafficate. Il tasso di motorizzazione, un indicatore molto importante che misura la consistenza della flotta veicolare in rapporto alla popolazione residente, resta in Italia il più alto d’Europa (61,32 auto per 100 abitanti contro la media europea di 46) ed è anche in lieve aumento rispetto all’anno precedente (61,01) con il 20 per cento delle città esaminate che lo hanno aumentato. Eppure il traffico e l’uso privato dell’auto vengono percepiti dagli italiani come le cause principali dell’inquinamento ambientale. Le città con più auto sono Latina con circa 72 auto ogni 100 abitanti (in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente), Roma, in aumento, con più di 70 auto per 100 abitanti e Potenza (70). Nella classifica delle città virtuose Venezia, naturalmente, e Genova, Bolzano e Bologna. Napoli continua a svettare nella classifica negativa delle auto inquinanti (euro 0) con più del 30 per cento in circolazione. E sono proprio le città del sud che presentano il maggior numero di immatricolazioni euro 0. (3/continua)