Banche, il 70% ama il verde

1157866_economy_crisis_2[1]
Il 71,4% delle offre strumenti di finanziamento per le imprese che producono di alternativa o in processi di certificazione ambientale, lo rivela l’Associazione Italiana . Secondo l’ABI – che ha analizzato un campione di 40 istituti rappresentativo dell’89% del sistema bancario- le sono diventate più attente al rischio ambientale: il 60% del sistema considera il rischio ambientale di credito (ECS) .
Cresce l’attenzione per l’, che ha spinto nel 2003 alla fondazione di Abi , incaricato di effettuare per ottimizzare la gestione e l’utilizzo dell’ nelle .

Mare svuotato dei pesci, pericolo per gli oceani

1098985_fish[1]Attenzione ai nei nostri mari. La eccessiva, il cambiamento climatico, l’acidificazione, e, stranamente le sovvenzioni USA sono responsabili della discesa delle popolazioni ittiche. Tre rapporti ci mettono in guardia sullo sfruttamento delle ittiche.

La sezione e acquacoltura della FAO organizzazione per le Nazioni unite, segnala che circa il 50% di tutti gli stock ittici marini sono stati “pienamente sfruttati” – nel senso che sono giunti ai limiti della o sono molto vicini.

Oceana ha rilasciato una relazione dal titolo, “Oceani affamati” che prevede il collasso degli degli oceani a causa della eccessiva dei più piccoli in . Queste specie, come l’aringa e la sardina, sono state considerate preda abbondante e prolifica, così non si è pensato al loro esaurimento. La mancanza dei da preda danneggia i più grandi che si nutrono di essi, così anche marini e uccelli sono malnutriti.

Leggi tutto »

La diossina delle ricerche Google

google
Proprio oggi ho letto articolo che parla della prodotta da ogni ricerca di . Secondo le stime di cui parlava l’articolo ognuna di esse produrrebbe la stessa quantità di di un bollitore elettrico. Le sono create dagli enormi centri dati che possiede diffusi in tutto il mondo e che consumano una grande quantità di potenza, oltre a tutte le capacità supplementari che vengono usate per velocizzare i processi di ricerca. Naturalmente la responsabilità di queste è indipendente dall’ consumata dall’utente che sta seduto al pc ad eseguire la ricerca. La domanda che mi viene in mente è: secondo voi la emessa durante la ricerca on-line rispetto ad una ricerca fisica in cui magari vengono coinvolte automobili, bus o treno per raggiungere le librerie dove trovare disponibili le informazioni cercate è comunque in risparmio nonostante l’inquinamento prodotto dai mezzi informatici?