L’Unesco via da Perugia?

perugia La sede a che ospita il segretariato del programma di valutazione mondiale dell’ è a rischio di trasferimento in altri Paesi per via della mancata ratifica da parte del Ministero dell’Ambiente del protocollo di intesa tra Governo, e Regione . E’ quanto fa sapere l’amministrazione provinciale del capoluogo umbro. Non essendoci una legge – precisano – che di fatto stabilisce un fondo fisso – due milioni 500mila euro – alle attività della più grande agenzia sull’ globale, l’ sta pensando di portare fuori dal Paese il segretariato. Al momento ha concesso una proroga fino alla fine di giugno. Poi si vedrà. (foto by publywebitalia.com)

Il fiume Po patrimonio dell’umanità?

Un tratto del Po

Un tratto del

Dopo le il ? E’ Turismo, ancora timidamente, a considerare l’ipotesi di un grande “progetto di valorizzazione turistica lungo tutta l’asta del ” ovvero di una riqualificazione di identità, saperi e sapori delle comunità rivierasche, beni culturali e tradizioni economiche e sociali. E guarda caso lo fa nella settimana dell’. “Abbiamo deciso – annuncia Luigi Rambelli, presidente nazionale di Turismo – di raccogliere l’invito di tanti amministratori e imprenditori locali e di proporre un progetto che leghi le strutture ricettive e turistiche nei paesi situati su tutta l’asta del fiume anche per estendere, valorizzare e difendere le esperienze già realizzate nel delta abbandonando la logica seguita finora degli interventi episodici, slegati tra loro e senza una ricaduta adeguata sulle economie locali. Le azioni virtuose che già tante amministrazioni stanno compiendo per fare del fiume una grande opportunità economica e sociale vanno incoraggiate e sostenute”. Parole che vogliono trovare supporto nei test, effettuati negli ultimi due anni, in quaranta punti della sorgente al delta. “Il – dicono dai laboratori dell’associazione ambientalista – è risanato, addirittura balneabile”.

Educazione ambientale, piano triennale dell’Umbria

Un angolo della Tasmania Approvato dalla Giunta regionale dell’ il Piano d’azione triennale per l’educazione allo sviluppo sostenibile, in attuazione del protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso aprile insieme alla Commissione italiana dell’. Tra gli obiettivi anche quello di rafforzare in materia ambientale le sinergie fra le tre dimensioni dell’educazione (formale, informale, non formale), garantendo l’impiego dei 23 (Centri di ) dell’ e il coinvolgimento delle Agende 21 locali.

Ecco il tesoro delle Dolomiti

Dolomiti protagoniste Questi sono i nove gruppi dolomitici (circa 230mila ettari) entrati nel Patrimonio universale dell’umanità : Pelmo e Croda da Lago; il massiccio della Marmolada; Pale di San Martino, Pale di San Lucano e Bellunesi; il gruppo formato dalle Friulane e d’Oltre Piave; le Settentrionali, le d’Ampezzo, le di Fanes, Senes e Braies; il gruppo Puez-Odle; il gruppo formato dallo Sciliar, dal Catinaccio e dal Latemar fra Alto Adige e Trentino; le di Brenta; il Rio delle Foglie e il gran canyon delle .

Le Dolomiti sono Patrimonio dell’umanità

Uno splendido scorcio delle Dolomiti Pochi minuti fa, il World Heritage Committee ha ufficialmente inserito le nella lista dei siti Patrimonio universale dell’umanità . La decisione sulla candidatura presentata dallo stato italiano è stata presa all’unanimità dai 21 membri della commissione riunita a Siviglia. Alla proclamazione ha assistito la delegazione italiana guidata dall’ambasciatore all’ Moscato e dal ministro all’Ambiente , con esponenti delle realtà territoriali che l’hanno sostenuta.