Scritto Venerdì 8 Gennaio 2010 da Fabio Lepre
Sono stati rilasciati ma hanno già scontato venti giorni di prigione gli attivisti di Greenpeace che nel corso del Summit sul Clima di Copenaghen avevano ricordato ai leader mondiali le loro responsabilità per la difesa del clima del pianeta, “imbucandosi” alla festa della regina Margrethe II.
I quattro attivisti, da Olanda, Norvegia, Spagna e Svizzera – riferisce Greenpeace – erano stati arrestati il 17 e 18 dicembre scorso, dopo avere pacificamente dimostrato al ricevimento di Stato offerto dalla Regina di Danimarca, Margrethe II.
I quattro attivisti devono comunque ancora affrontare un processo e potrebbero subire un’ulteriore pena detentiva. “La prigionia non necessaria di quattro pacifici attivisti è stata una punizione ingiusta, senza processo, anche e soprattutto perché Greenpeace aveva garantito che, come sempre, questi non si sarebbero sottratti al giudizio – sostiene Kumi Naidoo, direttore di Greenpeace International -. E’ un’ingiustizia che si somma al crimine commesso dai leader mondiali che non sono stati capaci di giungere a Copenaghen ad un accordo vincolante per la riduzione delle emissioni di gas serra”.
La sera del 17 dicembre 2009, tre degli attivisti arrestati, che si erano qualificati come “Capo dello Stato del Regno Naturale”, sua “moglie” e un “addetto alla loro sicurezza”, erano penetrati nel cordone di sicurezza che circondava il ricevimento per i Capi di Stato: il giorno prima dell’ultima, cruciale, sessione del Summit sul Clima. Il “Capo di Stato” e sua “moglie” avevano aperto striscioni con la scritta “I politici parlano, i leader agiscono”. Un quarto attivista era stato arrestato successivamente.
La protesta “del tappeto rosso” è stata un’operazione piuttosto semplice, basata su elementi facilmente reperibili e con connotati farseschi. Per esempio, il logo di Greenpeace era evidente sulle limousine noleggiate da Greenpeace per l’occasione. Una delle targhe includeva il numero “007”, quello di James Bond e i lampeggianti azzurri della polizia, usati su uno dei veicoli, sono stati semplicemente acquistati su internet al prezzo di 6 euro e 70 centesimi.
Dopo la liberazione, a Copenaghen, si è tenuta una conferenza stampa sulla nave Rainbow Warrior con i quattro attivisti e il direttore di Greenpeace International, Kumi Naidoo, già attivista contro l’apartheid in Sud Africa, che ha ricordato il ruolo positivo dei Paesi Scandinavi nello sconfiggere il regime razzista di Pretoria e ha chiesto alla Danimarca di “riguadagnare la reputazione di difensore dei diritti umani”.
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Tag:danimarca, gas serra, greenpeace, red carpet, vertice Onu di Copenaghen
Scritto Venerdì 25 Dicembre 2009 da Fabio Lepre
Parlano di occasione persa a Copenaghen. Secondo Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, e Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente, “il vertice si chiude con un accordo che delude le speranze del mondo”. Ma, mettono in guardia, “i cambiamenti climatici non si fermano”.
Secondo i due vertici dell’associazione ambientalista “la più importante, partecipata, disorganizzata conferenza delle Nazioni Unite non è riuscita a dare al Mondo la risposta che si aspettava per fermare i cambiamenti climatici. Dopo due settimane di discussione con l’intervento di 120 tra capi di Stato e di Governo, la distanza tra le posizioni dei diversi Paesi si è rivelata alla fine incolmabile sui punti più delicati di trattativa. E solo nelle ultime ore si è scongiurata una rottura completa delle trattative che avrebbe riportato la discussione indietro di vent’anni. L’accordo uscito dal vertice non è la risposta che serve alla crisi climatica: gli impegni di riduzione sono solo volontari e su base nazionale, ed è tutto rinviato per quanto riguarda lo stabilire metodi di controllo e verifica di tali riduzioni e le scadenze precise per la sottoscrizione di un trattato internazionale”.
“Eppure – proseguono congiuntamente – mai il mondo era stato così vicino a un accordo internazionale che avrebbe permesso di superare il Protocollo di Kyoto nel fissare nuovi e più ambiziosi obiettivi per tutti i Paesi e nel sostegno finanziario agli interventi di mitigazione e adattamento nei Paesi poveri sia nel breve che nel medio periodo. Tutte queste decisioni sono rinviate, si spera al prossimo vertice di Bonn a giugno con la speranza di affrontare e risolvere finalmente i punti più delicati. Nel frattempo però il cambiamento climatico non si ferma, anzi obbliga a lavorare con ancora maggiore impegno per arrivare finalmente a un accordo vincolante che spinga le soluzioni capaci di dare risposte per i cittadini delle diverse parti del Pianeta”.
“Ma la Conferenza di Copenaghen – concludono – sarà ricordata anche per altri due motivi. Il primo è il salto di scala delle questioni ambientali. Attraverso la chiave del clima sono state come mai nella storia al centro dell’agenda politica internazionale, con un dibattito che ha visto tutti i Governi presentarsi alla Conferenza con obiettivi e politiche nazionali per la riduzione delle emissioni. Il secondo è la straordinaria partecipazione della società civile internazionale alla Conferenza: oltre 35mila persone che hanno raggiunto la Capitale danese, una variegata partecipazione di organizzazioni ambientaliste e sociali dalle più diverse parti del Mondo che ha promosso centinaia di appuntamenti e iniziative, e che però sono stati tenuti proprio negli ultimi e più decisivi giorni fuori dal vertice”.
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Tag:Clima, CO2, Emissioni, legambiente, protocollo di kyoto, vertice Onu di Copenaghen
Scritto Lunedì 21 Dicembre 2009 da Fabio Lepre
Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione Cipsi (Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale) di cui fanno parte 45 associazioni, in riferimento alle conclusioni del vertice sul clima di Copenaghen ha reagito con durezza: “È una catastrofe! Un grande passo indietro rispetto al protocollo di Kyoto. Sono spariti gli impegni vincolanti. Prevalgono gli egoismi nazionali. Abbiamo perso un’occasione per affrontare i problemi che portano ai cambiamenti climatici, modificando l’attuale modello di sviluppo. I dati scientifici non possono cambiare. Se dopo tanti anni si arriva solo a questo, significa che la politica ha fallito! Che non siamo più in grado di fare politica! Credevamo di avere a che fare con dei capi di Stato, leader politici, ma ci rendiamo conto siamo invece in mano a dei semplici manager di interessi. Ci rimangono solo due possibilità: o si cambia la politica o si cambiano i politici. Quando nel 2050 forse cominceranno a capire che bisogna cambiare sarà troppo tardi!”.
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Tag:cipsi, Clima, Emissioni, vertice Onu di Copenaghen
Scritto Venerdì 18 Dicembre 2009 da Fabio Lepre
Restano poche ore prima della chiusura del vertice sul clima di Copenaghen. C’è attesa per sapere se verrà raggiunto un accordo sui tagli alle emissioni di gas serra inquinanti. Guido Barbera, presidente di Solidarietà e cooperazione Cipsi – Coordinamento di cui fanno parte 45 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale – rinnova l’appello alla responsabilità dei capi di Stato, dei governanti, delle delegazioni presenti al vertice affinché sappiano guardare alla vita e alle persone, non a interessi economici e di potere. “Auspichiamo – afferma Barbera – che si giunga a un trattato con obblighi di tagliare l’emissione di gas serra inquinanti e che vengano assunti impegni concreti e verificabili di anno in anno da parte di tutti i paesi del mondo. Non è possibile che ha pagare il pesante scotto del riscaldamento terrestre e dello sfruttamento delle risorse naturali siano solo i paesi più poveri del nostro pianeta. Tutti debbono assumersi le proprie responsabilità con impegni precisi. Non c’è più tempo per le promesse”.
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Scritto Giovedì 17 Dicembre 2009 da Fabio Lepre
Le organizzazioni riunite nella campagna internazionale Don’t Nuke the climate hanno consegnato a Copenaghen, ai delegati dei governi cinquantamila firme e una cartolina gigante per chiedere che il nucleare venga escluso dall’accordo sul clima che sarà sottoscritto al termine del vertice. L’appello delle on è stato sottoscritto anche da eminenti figure del mondo ambientalista, nonché da due ex ministri dell’Ambiente francesi, Ovest Crochet e Corinna Lepade e dal deputato europeo Mosè Boves, leader del movimento no globali.
“L’accordo che dovrà uscire dal vertice di Copenaghen – ha dichiarato Edoardo Banchini, responsabile energia e clima di Ambiente – per vincere la crisi climatica deve puntare sulle energie rinnovabili, sull’efficienza energetica e sull’innovazione. Questo vale soprattutto per un paese come l’Italia che non ha nessun interesse a seguire la strada sciagurata del vecchio nucleare”.
Parlando a nome della campagna, Charlotte Milione della rete francese Sortir du nucléaire ha dichiarato: “Siamo qui per consegnare le firme che abbiamo raccolto negli ultimi due mesi per sollecitare un accordo sul clima libero dal nucleare. In pochissimo tempo, 350 organizzazioni provenienti da quaranta paesi hanno raccolto cinquantamila firme di cittadini di oltre cento nazionalità diverse. Questo dimostra che migliaia di persone in tutto il mondo vogliono un accordo sul clima equo, che escluda l’energia nucleare, costosa, sporca e pericolosa”.
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Tag:Don’t Nuke the climate, legambiente, Nucleare, vertice Onu di Copenaghen
Scritto Mercoledì 16 Dicembre 2009 da Fabio Lepre
L’agricoltura biologica si fa spazio alla conferenza Onu di Copenaghen sul cambiamento climatico, anche con il contributo di Icea, l’Istituto certificazione etica e ambientale, promotore di un Tavolo di incontri.
Due gli obiettivi: promuovere e sostenere il potenziale e la ricerca dell’agricoltura biologica per mitigare il cambiamento climatico. L’organismo conta attualmente otto membri: Icea, Ifoam – Federazione mondiale dei movimenti dell’agricoltura biologica; il Rodale Institute (Usa); Krav, attore chiave sul mercato biologico svedese; l’inglese Soil Association; Icrofs, centro internazionale di ricerca su agricoltura biologica (Danimarca); Fibl, istituto di ricerca sull’agricoltura biologica e Fao, agenzia Onu per cibo e alimentazione.
Per raggiungere questi scopi, i membri hanno sviluppato un piano di azione per il 2010 e 2011. La principale attività sarà lo sviluppo di una metodologia per il mercato delle emissioni di carbonio, che lavora in sinergia con i più generali obiettivi si sviluppo ed i benefici per i piccoli produttori del Sud del Mondo.
“L’agricoltura biologica – ha affermato Urs Niggli, direttore del Fibl, coordinatore di queste attività – ha una notevole potenzialità per la mitigazione del cambiamento climatico grazie all’alto capacità di sequestro di carbonio nel suolo e grazie alla riduzione di emissioni di gas-serra dovuta all’assenza di fertilizzanti sintetici e all’impiego di materiale organico. Inoltre, vanta grandi potenzialità in termini di strategia di adattamento al cambiamento climatico”.
Per Antonio Compagnoni, responsabile relazioni internazionali Icea “il Tavolo è un punto di partenza per inserire l’agricoltura bio nell’agenda delle negoziazioni relative ad un accordo successivo al Protocollo di Kyoto. E l’intera comunità bio è concorde nel rendere l’agricoltura biologica il sistema leader della agricoltura sostenibile”.
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Tag:agricoltura biologica, cambiamenti climatici, icea, vertice Onu di Copenaghen
Scritto Venerdì 11 Dicembre 2009 da Fabio Lepre
Le emissioni fuori controllo di aviazione e navigazione minacciano l’efficacia degli accordi sul clima a Copenaghen. È la tesi del rapporto “Attacco al clima: dal mare e dal cielo!”, lanciato da Greenpeace, con il quale l’associazione ambientalista esorta i Paesi riuniti a Copenaghen a prendere accordi vincolanti per frenare la crescita senza controllo delle emissioni nei cieli e nei mari internazionali. “Se un freno non verrà messo subito, le emissioni nei mari e nei cieli internazionali raddoppieranno o addirittura a triplicheranno entro il 2050 – spiega Andrea Lepore, responsabile della campagna Trasporti e Clima di Greenpeace. – È il momento di svegliarsi dal lungo sonno e dall’assenza di decisioni che ha caratterizzato gli ultimi dodici anni: servono obiettivi vincolanti e accordi ambiziosi.” “I leader del mondo a Copenaghen devono raggiungere un accordo globale, che preveda obiettivi ambiziosi e vincolanti anche per aviazione e navigazione internazionali – esorta Lepore. – La regolamentazione di questi due settori può diventare una carta vincente per il successo delle negoziazioni a Copenaghen”.
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Tag:aerei, Attacco al clima: dal mare e dal cielo!, greenpeace, navi, vertice Onu di Copenaghen
Scritto Mercoledì 9 Dicembre 2009 da Fabio Lepre
Greenpeace riceve la visita del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in seguito all’azione dimostrativa di un gruppo di militanti saliti sul Colosseo invocando risultati concreti nel vertice Onu di Copenaghen sul clima. “Siamo molto onorati della visita di Alemanno – afferma Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia – con cui già in passato abbiamo avuto posizioni comuni su un tema come gli ogm. Oggi il sindaco ha dichiarato di unirsi a noi nel chiedere al Governo italiano di essere forza trainante per l’accordo sul clima e di abbandonare l’atteggiamento di retroguardia sia in sede europea che a Copenaghen”.
Oggi il Financial Times ha pubblicato la notizia sulla richiesta di risarcimento danni pari a un milione e 600mila euro avanzata dall’Enel per le azioni di protesta degli attivisti presso le centrali a carbone. “Se pensano di intimidirci, sbagliano di grosso”, sono le parole di Onufrio.
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Tag:alemanno, greenpeace, vertice Onu di Copenaghen
Scritto Mercoledì 9 Dicembre 2009 da Fabio Lepre
Gli attivisti di Greenpeace sono saliti sul Colosseo per chiedere un accordo storico a Copenaghen. Si tratta di otto climbers di cui due donne. Hanno aperto uno striscione di 300 metri quadrati con scritto “Copenaghen: accordo storico adesso, make history now!”. Cinquanta volontari stanno intanto componendo con i loro corpi una scritta umana ai piedi del Colosseo, per chiedere impegni ambiziosi e vincolanti per la riduzione dei gas serra. La protesta pacifica avviene due giorni dopo l’apertura del vertice sui cambiamenti climatici di Copenaghen, e all’alba della consegna al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, del Premio Nobel per la Pace, domani a Oslo.
“I cambiamenti climatici e la pace nel mondo sono due facce della stessa medaglia – afferma Francesco Tedesco, responsabile Campagna Energia e Clima di Greenpeace – Se i leader del mondo non agiranno adesso per ridurre i gas serra, il Pianeta andrà incontro a estinzioni di massa di specie animali e vegetali, migrazioni di massa e carestie, una bomba destabilizzante per la pace nel mondo. Il presidente Obama e gli altri leader hanno adesso l’opportunità di garantire a tutti noi un futuro sostenibile di pace, ed entrare così nella storia”.
“Copenaghen dovrà avere come risultato un accordo socialmente equo, ambizioso negli obiettivi e legalmente vincolante – aggiunge Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia – Qualsiasi accordo genericamente politico o che voglia dilazionare nel tempo un accordo serio è un modo per sprecare un’occasione storica: mai come oggi il mondo si è mobilitato per chiedere una sola cosa: agire per salvare il Pianeta dai cambiamenti climatici più catastrofici”.
Domani a Bruxelles si aprirà, inoltre, un nuovo incontro dei Capi di Stato europei, che affronteranno la loro posizione sul clima, proprio in vista di Copenaghen. Greenpeace chiede all’Europa di innalzare il proprio obiettivo unilaterale di riduzione delle emissioni come indicato dalla scienza, portandolo dall’attuale venti per cento al quaranta per cento entro il 2020, rispetto ai livelli del 1990.
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Tag:colosseo, greenpeace, vertice Onu di Copenaghen
Scritto Venerdì 4 Dicembre 2009 da Fabio Lepre
Greenpeace Italia ha un nuovo presidente. Ivan Novelli subentra a Sibylle Grosjean. Nato a Firenze 53 anni fa, Novelli è stato responsabile delle campagne clima ed energia di Greenpeace dal 1990 al 1994 e sino al 1996 direttore delle campagne e della comunicazione. E’ stato vicedirettore e responsabile della compatibilità ambientale nei comitati promotori delle candidature olimpiche di Roma 2004 e di Torino 2006. Dal 1998 al 2004 è stato presidente di RomaNatura, l’ente regionale per la gestione delle Aree naturali protette nel Comune di Roma. Attualmente lavora nella struttura del Commissario delegato per l’emergenza nell’area archeologica di Napoli e Pompei. “Il 2010 sarà un anno molto impegnativo – sono le sue prime parole – dovremo gestire il dopo Copenaghen e, in Italia, anche il paventato ritorno al nucleare. Questo è un tema che ci vedrà protagonisti, non solo con le nostre azioni dirette e nonviolente ma anche fornendo rapporti scientifici, smascherando le menzogne che vengono diffuse sul tema e indicando concrete alternative energetiche. L’associazione, nonostante la crisi, è in crescita economica e di sostenitori grazie alla credibilità acquisita e all’indipendenza che ci viene riconosciuta”.
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Tag:greenpeace, ivan novelli, Nucleare, nuovo presidente greenpeace, vertice Onu di Copenaghen