Addio ai sacchetti di plastica, “porta la sporta”

sacchetto plastica La settimana nazionale “”, che si terrà dal 17 al 24 aprile 2010, promossa dall’Associazione dei Comuni virtuosi, dal , da Italia Nostra, dal e da , ha l’obiettivo di sensibilizzare consumatori, commercianti, aziende, imprese, associazioni e organizzazioni no profit, scuole di ogni grado, enti e istituzioni nazionali e locali e divulgare la cultura del non uso del sacchetto di plastica.
Partendo dal sacchetto di plastica – spiega il Governo – si vuol rendere consapevole il cittadino sulla relazione esistente tra un automatismo abitudinario quotidiano e i danni ambientali conseguenti per rendere quasi inevitabile l’acquisizione dell’abitudine corretta.
Per partecipare alla settimana è necessario promuovere iniziative che possano concorrere a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di adottare una borsa riutilizzabile in ogni situazione di acquisto e trasporto. Le iniziative possono consistere in eventi di comunicazione, informazione, promozionali, o azioni concrete. L’iniziativa di partecipazione può durare tutta la settimana o avvenire in una o più giornate della stessa.
Per comunicare la propria partecipazione è necessario inviare la scheda di adesione compilata alla casella di posta elettronica: adesioni@portalasporta.it; in alternativa, è possibile inviare una comunicazione che contenga una descrizione della modalità di partecipazione, sullo schema della scheda di adesione, entro il 15 aprile 2010.

Stati Uniti, “modello da non imitare”

foreste Numeri e confronti. “Oggi, quotidianamente, un europeo medio usa 43 chilogrammi di risorse e un americano 88. A livello globale, ogni giorno l’umanità preleva dalla Terra risorse con le quali si potrebbero costruire 112 Empire State Building, il famoso grande grattacielo di New York, alto 381 metri, con l’antenna a 443 metri e un peso stimato in 275.000 tonnellate”. Secondo il rapporto “State of the world” del Worldwatch institute organizzato dal Italia e da edizioni Ambiente, presentato oggi a Roma, negli Stati Uniti, “la spesa in beni di consumo – nel 2006 – è stata di novemila 700 miliardi di dollari” ovvero il 32 per cento della spesa globale. La conclusione? “Se tutti vivessero come gli statunitensi, la Terra potrebbe sostenere solo 1,4 miliardi di individui”.

Nucleare dopo le elezioni? Trema il Wwf

nucleare-2 Adesso i nodi vengono al pettine. Con la vittoria di Renata Polverini, Luca Zaia e Stefano Caldoro nella competizione per le poltrona di governatore rispettivamente del Lazio, del Veneto e della Campania, il futuro del appare più certo. Secondo Stefano Leoni, presidente del Italia “la vittoria del centrodestra può avere ripercussioni sul programma del governo”. Sulla scelta dei luoghi dove costruire gli impianti nucleari “nessuno sito al mondo è ottimale – spiega a margine della presentazione del rapporto a Roma – come ancora non esiste un sito per stoccare le ”. In particolare “la scelta di una centrale a Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, sembra approssimativa” poiché “è vecchia di 20 anni e, visto che il ciclo medio è di 40 anni, è ormai di mezza età”.

Cultura del consumo da trasformare

state world Il messaggio è chiaro: “Evitare il collasso della civiltà umana” mettendo da parte modelli consumistici e sostituendoli con altri “naturali” e “sostenibili”. E’ quanto si legge nel rapporto “State of the world” del organizzato dal Italia e da edizioni Ambiente, la cui edizione italiana è curata da Gianfranco Bologna, direttore scientifico dell’associazione del Panda.
I problemi sociali ed ecologici con i quali ci stiamo confrontando – spiegano – dimostrano il fallimento della cultura del consumismo. Basata sull’individualismo, sulla massimizzazione dei profitti nel breve termine, e sulla convinzione per cui la realizzazione personale sta in ciò che si ha, questa cultura ha generato una quantità di problemi apparentemente insolubili: la crisi climatica, le ineguaglianze tra gli individui e gli stati e un’insopportabile infelicità legata al nostro stile di vita. È quindi urgente un’inversione di rotta – suggeriscono – che conduca a una cultura basata sulla sostenibilità. I cambiamenti culturali avvengono però solo quando si sommano le spinte provenienti da una molteplicità di attori sociali: gli individui prima di tutto, ma anche la scuola e le varie forme di comunità, i media, l’arte, il mondo degli affari e la politica.

Quelle ferrovie dimenticate

Logo_ferrovie_dimenticate Non è una celebrazione organizzata dagli utenti delle Fs. La consiste in una serie di eventi lanciati dalla (Wwf, Legambiente, ) per riscoprire i cinquemila chilometri di tratte ferroviarie abbandonate. Lo scopo? Creare una rete di mobilità turistica alternativa da percorrere a piedi, a cavallo o in bici.
Si tratta di un patrimonio importante – spiegano i promotori – fatto di sedimi continui che si snodano nel territorio e collegano città, borghi e villaggi rurali, di opere d’arte (ponti, viadotti, gallerie), di stazioni e di caselli (spesso di pregevole fattura e collocati in posizioni strategiche), che giacciono per gran parte abbandonati in balia dei vandali o della natura che piano piano se ne riappropria.
Un patrimonio da tutela e salvare nella sua integrità, trasformandolo in percorsi verdi per la riscoperta e la valorizzazione del territorio o ripristinando il servizio ferroviario con connotati diversi e più legati ad una fruizione ambientale e turistica dei luoghi.
Appuntamenti in tutte le regioni.

Microinsetti letali per l’ambiente

specie invasive Più piccoli di una zolletta di zucchero, ma più devastanti di un rogo a ferragosto. Sono le cosiddette specie invasive in grado di creare enormi scompensi all’ambiente e mettere in pericoli interi ecosistemi. Un esempio? Lo . E’ così distruttivo che in Canada hanno già gettato lo spugna. Più facile trovare una soluzione per utilizzare il legno danneggiato che continuare a combattere lo scarafaggio. Gli esperti Onu lanciano l’sos e sperano che a raccoglierlo siano i partecipanti alla prossima conferenza mondiale sul clima, in programma a Copenaghen. E’ da anni che il , fra gli altri, si occupa della questione. “Come specie siamo veramente bravi in questo compito – diceva facendo riferimento ai cinque maggiori autogol ambientali ovvero i peggiori disastri provocati dal genere umano ai quali porre rimedio – e in nessuna posto c’è chi meglio di noi prenda le specie da una parte del pianeta e le metta in un altro. Fantastico! Evidentemente, le prime volte che questo accadeva non ne eravamo consapevoli, ma poi abbiamo continuato a farlo. Fino a che l’invasione di specie aliene (o alloctone, insomma non native) è diventata la seconda causa per importanza alla base della perdita di biodiversità”. (foto by services.condenetint)

Vuoi costruire? Il Wwf detta 10 regole

Tutto d’un fiato, dal primo all’ultimo: 1) la sua costruzione deve essere indispensabile 2) adeguatamente localizzata 3) specifica per una località 4) deve recuperare o riqualificare l’esistente, 5) ridurre al minimo le dimensioni 6) usare materiali a basso impiego di energia, salubri e a basso impatto 7) ridurre il bisogno di energia 8 ) dare un ruolo attivo nella progettazione agli abitanti 9) esprimere la capacità sociale del costruire 10) essere finalizzato al benessere della comunità. Sono le dieci regole, stilate dal , affinché un edificio possa dirsi ecologico. Merita attenzione il primo punto: costruire solo se indispensabile. Un suggerimento, in piena crisi economica, che sembra fare a pugni con recenti indicazioni fornite dai Palazzi di tutta Europa. Secondo Fulco Pratesi, presidente onorario del Italia, “è fondamentale che la reale sostenibilità diventi un parametro di prassi in ogni aspetto dell’architettura, dalla riqualificazione dell’esistente alla realizzazione di nuove opere”.

Nave dei veleni, caso chiuso?

Per il Governo se non è stata una perdita di tempo, poco ci è mancato: là sotto, nei fondali del mare di fronte a , non esistono navi dei veleni. Per la Regione Calabria c’è bisogno di fare ancora chiarezza: le dichiarazioni del pentito della ‘ndrangheta, Francesco Fonti, saranno anche false, ma il mistero resta. Il Wwf, invece, sembra non avere dubbi: la Mare Oceano, spedita dal Governo, non avrebbe effettuato le ricerche nel punto esatto. Sono tre miglia e mezzo (oltre sei chilometri) la distanza che – secondo l’associazione ambientalista – separa la verità ufficiale dalla verità vera. Da qui la richiesta di una perizia pubblica tra il video girato dalla nave del Governo e quello della nave della Regione Calabria. Per “fugare ogni dubbio”.

Terremoti e tsunami causati dai cambiamenti climatici

“Le alluvioni nelle suonano la sveglia per i negoziatori di Bangkok”: questo l’appello lanciato dal , secondo cui i terremoti e gli di questi giorni sono conseguenza dei cambiamenti climatici che scatenano eventi meteorologici estremi sempre più gravi e frequenti. Secondo il , affinché a Copenaghen sia raggiunto un accordo globale sul clima che protegga il pianeta dai danni irreversibili dei cambiamenti climatici, i negoziatori devono fare progressi significativi.

Nave dei veleni, faccia a faccia Berlusconi-Loiero

La questione della nave dei veleni approda a Palazzo Chigi. “Forniremo alla Presidenza del Consiglio – ha riferito Silvio Greco, assessore all’Ambiente della Regione Calabria – tutti gli aggiornamenti relativi alla tematica in essere”. Greco riferisce infatti di un incontro tra il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, e il presidente del Consiglio, Silvio . “Il presidente Loiero – ha aggiunto Greco – ha informato dettagliatamente il premier sulla situazione di preoccupazione che si registra in Calabria in merito alla scoperta del relitto che conterrebbe rifiuti tossici al largo di Cetraro”, in provincia di Cosenza.
Allo stesso tempo, il Wwf chiede, in una lettera al capo del Governo, resa nota in una conferenza stampa, che venga “subito nominato un commissario” e la garanzia di adeguate risorse economiche, oltre che per il relitto della Cunski, anche per l’area a terra, in corrispondenza della discarica di Serra d’Aiello, sempre nel Cosentino, un’area sospettata di inquinamento radioattivo. E, su questa scia, l’associazione del Panda scrive anche ai presidenti delle commissioni di inchiesta sulle ecomafie, Gaetano Pecorella, sul fenomeno della mafia, Giuseppe Pisanu, e al presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, Francesco Rutelli, trasmettendo i dossier prodotti in 15 anni di ricerche sull’argomento. Per il Wwf serve “un impegno straordinario congiunto delle istituzioni parlamentari e governative” da intraprendere immediatamente “non soltanto per l’ambiente ma per la salute dei cittadini”.
A Montecitorio, intanto, una mozione firmata da Ermete Realacci, responsabile ambiente del Pd, e sottoscritta da Luca Barbareschi e Fabio Granata del Pdl, pone la questione della nave de veleni come “un’emergenza nazionale” che riguarda tutti, e di cui la Rai dovrebbe occuparsi di più anche “in prima serata”.